Forzo2 (Venez. ant.). — Opposizione a mano armata agli ufficiali di dogana. (Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 223, n. 8). V.
Forcium.
(Forzo era a Venezia il «delitto di pubblica violenza»: v. Boerio).
Forzoso (Term. ant.). — Di vento impetuoso. (Sassetti).
Fosa (Venez.). — Bocca del porto in quanto riguarda la profondità. Anche Fuosa.
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CAVÀR LA FUOSA: scavar la foce, spurgar lo sbocco.
(Dal lat. faux, faucis « foce », con sviluppo del dittongo, come in venez. ant. puoco da paucus, puovero da pauper).
Fóscena (Napol.). — Uncino usato per staccare i ricci marini e le conchiglie dagli scogli.
(V. s.
Fiòcina).
Foschìa. — Stato di opacità dell'atmosfera molto dissimile dalla nebbia sia per la causa che lo determina, sia per la sua apparenza. Frequente lungo le coste quando il tempo è bello. Mentre il cielo è chiaro allo zenit, gli oggetti all'orizzonte sono più o meno coperti da un velo, che in certe regioni può divenire tanto opaco da rendere invisibili le cose più vicine.
Probabilmente prodotta dall'intorbidarsi degli strati inferiori dell'atmosfera, per la deviazione in ogni senso dei raggi luminosi, causata da forti differenze di temperatura tra filetti d'aria contigui, che successivamente si elevano da un suolo molto riscaldato. (Bardesono).
La voce è soltanto marinaresca. Il Dabovich (1883) è il primo che la registra. V.
Caligine.
(Da fosco, detto del tempo).
Fosforescenza marina. — Luccichio notturno, argentino, dell'acqua marina, prodotto, nelle regioni calde, da una quantità grandissima di invertebrati luminosi, che si rivela in particolare nelle acque leggermente mosse dai fianchi delle navi e dai remi delle imbarcazioni, dal movimento dei pesci, dalle increspature del mare. Sempre visibile nel Mar Rosso e nel Mar Nero. Anche Luminescenza marina (scient.). Venez. Ardor de mar, spagn., portogh. Ardentía. (V. Encicl. It. XXI 645-647).
Fossa del nostromo (Term. ant.). — Sulle navi da guerra veliere, il magazzino generale dove si tenevano oggetti di ricambio e materiali di consumo. Era situato a prora, al disotto del corridoio, e affidato alla custodia e amministrazione del primo nostromo che, allora, era il più importante sottufficiale della nave. Fu anche detta Fossa dei leoni. (1715: Fossa de' lioni: Jal).
(Dal franc. Fosse aux lions).
Oggi, il magazzino affidato alla custodia del primo nostromo, contiene soltanto gli oggetti e i consumi di sua pertinenza, e prende il nome di Cala o Deposito del nostromo, v.
Cala.
Fosse. — Grandi cavità lunghe e strette nel fondo dell'oceano. Una fossa a oltre 10.700 metri di profondità è al margine occidentale del Pacifico. (Encicl. It. XVIII, s. Idrosfera).
Fossenìn (Venez.). — Piccola fiòcina a due branche appuntate e senza barbette, con cui i pescatori pigliano i ghiozzi (venez. gò). (Boerio). Anche Fossenìgolo (o Fossenìn da gò), a tre punte uncinate, secondo il Ninni (Modelli 32).
Fossinada (Plur. Fossinae; venez.). — Fiocinata.
Fosso (Term. sec. XVI-XVIII). — Per Canale, anche navigabile, fu usato da alcuni scrittori. (Crusca, v. VI 417). A Taranto il Fosso è un canale di mare navigabile. (De Vincentiis, s. Fuèsso). V.
Fossone.