Frura! (Scet ~) (Tarant.). — Tira su ! Si dice quando il pesce è incappato nell'amo, o trafitto dalla fiòcina.
Frusta (Venez. volg. ant.). — Fusta (galera).
Frusto (Term. ant.). — « Il consumo che coll'uso e col tempo patisce un naviglio nel suo corpo e nei suoi attrezzi e corredi. Si valutava ad un carato per anno ». (Guglielmotti). V.
Ammortamento.
Frutti di mare. — Molluschi, come arselle, telline, ricci, ostriche, ecc., che si mangiano crudi.
Fucao (Genov. ant.). — Incettatore di pesce. (Rossi, Gloss. lig. 116).
Fucelere (Plur. term. sec. XVI). — Forse Fisolere. (Pigafetta: Corazzini).
Fuchi. — Genere d'alghe con pannocchie porporine (già usate per il belletto). I fuchi con bacche sono detti Sargassi.
Fuetto. — Voce usata specialmente dai marinai liguri per designare piccoli mataffioni e code.
Designa particolarmente delle cordicelle, con cui nelle imbarcazioni più elegantemente attrezzate e con scalmi metallici a forcola (baleniere, iole, ecc.) si legano a questi i remi perché non scorrano nel senso della loro lunghezza, e invece si mantengano nella miglior posizione d'equilibrio per la voga.
(Genov. fōetto « frustino; coda [marin.] »: dal franc. fouet: Prati, Arch. Glott. XVIII 415).
Fuggire:
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Fuggire il tempo: di nave che, durante un fortunale, trovando eccessivo il tormento recato dall'andatura di
cappa (v.) all'alberatura e allo scafo, volge la poppa alla direzione del vento e del mare e fugge dinanzi alla tempesta, col vento in poppa. (Bardesono). Anche Mollare in poppa.
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Fuggire in fil di ruota: v. s.
Filo.
Fulcimenta (Basso lat., genov. sec. XV). — Oggetti di rifornimento, d'armamento (d'una nave). (1441: Jal). Cfr.
Furcimentum;
Fulcire (basso lat.).
Fulcire (Basso lat., genov., venez.). — Rifornire, munire (una nave). (1391, genov.; 1431, venez.: Jal, s. Fulcimenta). V.
Fulcimenta (basso lat.).
Fumaiuolo. — Sulle navi a vapore, ciascuno dei grossi tubi metallici che ricevono dai forni delle caldaie i residui volatili della combustione del carbone o della nafta, e li scaricano all'aria.
Le moderne motonavi non avrebbero bisogno di fumaiuoli, ma si è visto che il loro aspetto esterno non guadagnerebbe dall'assenza di quelli, e pertanto si suole applicarveli. La voce Ciminiera (francesismo) non è d'uso tra la gente di mare.
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Fumaiuolo del focone. Venez. Camìn. (Dabovich 1225).
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Fumaiuolo della chiesuola (ant.): capolino d'ottone donde usciva il fumo della lampada della bussola. (Guglielmotti).
Fumale (Term. sec. XIV). — Fanale del porto. (Antonio Pucci). Forse sbaglio per Funale, che si usò per: Torcia a vento. (V. Tommaseo e Bellini).
Fumana (Venez.). — Nebbia non fitta. V.
Fumao,
Fumarèa (venez.). (V. Viani, Diz. pretesi frances. I 549-550).
Fumao (Venez.). — Nebbia bassa che si vede in alcune giornate, in diversi punti dell'orizzonte. Anche Fumèo. (Ninni 135). V.
Fumana,
Fumarèa (venez.).
(Derivati in -ao < - ato, e -èo < -eto, di fumo).
Fumarèa (Venez.). — Fumo, vapore (da un pantano, ecc.; scient. Effumazione).
— Nebbia. V.
Fumao,
Caligo (venez.).
Fumata1. — Fontana comune. V. s.
Fontana. (Fumata nel Pantera).
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Fumata del salvauomini: miccia della boa di salvataggio. (Heinz).
Fumme (Còrso). — Delfiniera (fiòcina). Anche Galfinera.