Ghibli. — Vento forte che soffia da mezzogiorno o da mezzogiorno-scirocco, o da mezzogiorno-libeccio, a volte con grande violenza, sulla Tripolitania, e meno sulla Cirenaica, trasportando sabbia fine che offusca la vista delle coste ai naviganti. (V. Encicl. It. XVI 912).
Ghiere. — Cerchi o fascette di metallo che circondano o stringono un albero, una asta o altro pezzo di legname per impedirne le fenditure e la sconnettitura, più di tutto alle loro estremità. Anche Viere. (Fincati).
Oggi è un vocabolo molto diffuso nella nomenclatura delle parti di varii congegni: con esso si indica in generale un anello, filettato o non, che serve per l'unione di due organi. Nella lampada elettrica a incandescenza si chiama Ghiera l'anello di porcellana filettato che è fissato al portalampada e nel quale si avvita la lampadina.
Ghjérula (Sartene, còrso). — Coffa inghirlandata. Anche Jérula.
(Cfr.
ghjérula « paniere »).
Ghinda. — Cavo resistente per ghindare gli alberi. Anche Ghindale. Portogh. Guinda.
— L'alzata che si può dare a un pennone issandolo. (Fanfani; Tommaseo e Bellini). Spagn. Guinda.
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Ghindaggio (l'azione di ghindare). (Stratico).
Ghindale2. (Term. ant.). — Ghinda. (Guglielmotti).
Ghindame. — L'insieme dei cavi e degli attrezzi per il ghindaggio o ghindata. Anche Inchiname.
Ghindamento. — Il ghindare. Voce data dal solo Guglielmotti.
Ghindante1. — Che ghinda.
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Lato ghindante: parte di attrezzo navale, pel quale questo è ghindato. (Guglielmotti).
Ghindante2. — Lato o punto pel quale è ghindata una vela, una bandiera, un alberetto. Sicil. Ghinnanti. (Stratico; Guglielmotti).
Ghindare. — Tirar su un oggetto mobile lungo un lato di un sostegno fisso, per condurre e sistemare il primo sul secondo. Ghindare gli alberi di gabbia, gli alberetti, le aste di fiocco e di controfiocco. Anche Agghindare, Inghindare. V.
Cavobuono. Garzoni (874): Ghindar le vele; Pantera (1614): Issare o ghindare. V. s.
Impennare.
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Vette da ghindare (sec. XVII): corde che passano per la corsia dell'albero a poppa, di qua e di là, e al piè di detto albero, ognuna per la sua puleggia, e al tabernacolo per un'altra. (Crescenzio, 1602: Tommaseo e Bellini). Pantera (1614): Taglie da ghindare di due occhi (ivi), per le quali passavano le vette.
(Nel sec. XVI guindare [Jal 743], ma già agghindare nel Ciriffo Calvaneo di Luca Pulci [1431-1470, non 1480, come ha lo Zaccaria]: dallo spagn., o portogh. guindar; e ghinda dallo spagn. o portogh. guinda, [il franc. ant. guinde non ha senso marinaresco], e questi dal franc. guinder [windé nel sec. XII], di origine scandinava [vinda « alzare »]. Ghindazzo, ghindale, e forse ghindaggio, ghindante sono invece venuti dai franc. guindas [ant.], guindal [ant.], guindage, guindant, e così ghindaressa da guinderesse [ant., dal 1606]: Zaccaria, Elemento iber. 196-197; Valkhoff 156, 238; Bloch, Dict. étym. I 354; Falk, Wörter und Sachen IV 81-82; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9545. Non può appartenere alla famiglia di ghindare il napol. ant.
ginare del 1275 [v.]).
Ghindareccia soprana (Còrso). — Nei bastimenti latini, grossa puleggia attaccata all'amante d'un'antenna. Questa puleggia ha 4 rotelle in basso e 1 in alto. Una vetta, che passa su queste rotelle e sotto quelle d'una larga puleggia inferiore (ghindareccia sottana), forma il paranco di drizza (paranchino della ghindareccia). (Jal, s. Ghindà).
Ghindaressa. — Cavo adatto a ghindare. (V. Stratico; Guglielmotti). Nel veneziano vale: Ghindazzo.
(V. Cipriani, Romania XXXI 135).
Ghindata. — Tutto lo spazio, per cui può essere issato o alzato un albero o una vela. (Stratico).
— Operazione del ghindare.
Ghindatoio. — Meccanismo usato per terminar di ghindare: a leva, a chiave, a bilico, a dentiera. (Parrilli).