Ghindare. — Tirar su un oggetto mobile lungo un lato di un sostegno fisso, per condurre e sistemare il primo sul secondo. Ghindare gli alberi di gabbia, gli alberetti, le aste di fiocco e di controfiocco. Anche Agghindare, Inghindare. V.
Cavobuono. Garzoni (874): Ghindar le vele; Pantera (1614): Issare o ghindare. V. s.
Impennare.
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Vette da ghindare (sec. XVII): corde che passano per la corsia dell'albero a poppa, di qua e di là, e al piè di detto albero, ognuna per la sua puleggia, e al tabernacolo per un'altra. (Crescenzio, 1602: Tommaseo e Bellini). Pantera (1614): Taglie da ghindare di due occhi (ivi), per le quali passavano le vette.
(Nel sec. XVI guindare [Jal 743], ma già agghindare nel Ciriffo Calvaneo di Luca Pulci [1431-1470, non 1480, come ha lo Zaccaria]: dallo spagn., o portogh. guindar; e ghinda dallo spagn. o portogh. guinda, [il franc. ant. guinde non ha senso marinaresco], e questi dal franc. guinder [windé nel sec. XII], di origine scandinava [vinda « alzare »]. Ghindazzo, ghindale, e forse ghindaggio, ghindante sono invece venuti dai franc. guindas [ant.], guindal [ant.], guindage, guindant, e così ghindaressa da guinderesse [ant., dal 1606]: Zaccaria, Elemento iber. 196-197; Valkhoff 156, 238; Bloch, Dict. étym. I 354; Falk, Wörter und Sachen IV 81-82; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9545. Non può appartenere alla famiglia di ghindare il napol. ant.
ginare del 1275 [v.]).