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Ghindatore. — Chi o che ghinda. (Guglielmotti).

Ghindatura. — L'effetto del ghindare. (Guglielmotti).

Ghindazzo. — Il paranco col quale si fa forza sul cavobuono, per ghindare un albero di gabbia. (Stratico, ecc.). Tonello (1835): Ghindasso. (V. s. Ghindare).

Ghio. — Ghisso. Il Corazzini, che registra Ghio, non dice chi l'abbia usato: sarebbe il franc. Gui (non Guis).

Ghirlanda1. — Fasciatura in cavo che si fa intorno alla cicala dell'àncora, quando questa ha per ormeggio una gómena, per preservare la gómena stessa dallo sfregamento del ferro. Ghirlanda di cao con cui è fasciata la Cigalla. (Introd. all'arte naut., Venetia, 1715: Jal). — Genov. Ghirlanda dell'àncoa: cicala.

Ghirlanda2. — Robusti elementi strutturali angolari di legno a guisa di bracciuoli, rinforzati da un'armatura di ferro, usati per consolidare tra loro le due parti dritta e sinistra della prora e della poppa. Anche Gola.

Ghirlandare. — Mettere la ghirlanda (v.). Anche Inghirlandare.

Ghis. — V. Ghisso. (Stratico).

Ghisiola. — Citato come veneziano dal Corazzini, può essere una scrittura antica, corrispondente al venez. Gesola (e Cesola, scritto dal Boerio Chiesòla) (v.).

Ghissa. — V. Ghisso. (Corazzini).

Ghisso. — Pennone della randa (Stratico; Laugieri; Guglielmotti). Anche Ghissa, Ghio, secondo il Corazzini, Ghis (e Ghisso) secondo lo Stratico.

Ghometo (Ancon. sec. XIV). — V. Còmito. (Stat. d'Ancona, 1397: Jal).

Ghondola (Ancon. sec. XIV). — V. Góndola. (Stat. d'Ancona, 1397: Jal).

Ghorâb (Arabo). — Sorta di galera. (Jal). V. Golabus (basso lat.).

Gia (Forma sbagliata). — V. s. Ghia (venez.).

Giacchetta1 (Term. disus.). — Giubba di gala dell'antica divisa dei marinai, di panno azzurro scuro, coi bottoni di metallo, e coi galloni rossi, distintivi del loro grado. (Guglielmotti). Oggi un capo di corredo simile è usato solo d'inverno e si chiama Cappotto.

Giacchiare (Term. ant. poet.). — Pescare con giacchio. (Tommaseo e Bellini; Guglielmotti). V. Aggiacchiare.

Giacchiata. — Getto del giacchio. — Presa di pesci col giacchio. (Tommaseo e Bellini; Crusca).

Giàcchio. — Rete da pesca grande, rotonda, con tanti piombi intorno, e con una guaina con cordicella. Viene lanciata in mare in modo che cada aperta, e, quando è giunta in fondo, vien chiusa tirando la corda; vi si rinserrano così i pesci. Il centro della stessa è detto Verta. (Guglielmotti). Anche Aggiacchio, Arretallo, Ritrécine, Sparviere, livorn. Rezzaglio, venez. Rizzàgio, Rizzagno, sicil. Rizzàgghiu, sardo Arretalus. V. Gaccio, Jacco. Còrso Ghjacchju, Jacchiu. — Pescare a giàcchio, ant. Giacchiare: pescare col giacchio. (Giacchio nel Crescenzio, Agric. volg., Boccaccio, ecc.: Crusca. Dal lat. jacŭlum «oggetto da lanciare»; jacula, genus retis nel Gloss. lat. gall. ex Cod. Reg. 7, 679. Il napol. jacco è per dissimilazione dall'ant. jàcchio: Rolla, Dallo Spicilegium di G. Scoppa 21).

Giacciare. — V. Aggiacciare. (Fanfani; Guglielmotti).

Giacciata. — Colpo di giaccio, movimento del timone. (Fanfani).

Giacciato. — Dicesi di timone con giaccio. (Guglielmotti). (").

Giaccietto. — Piccolo giaccio (barra di timone). Pare invenzione del Guglielmotti.

Giaccio (Term. sec. XVII). — V. Agghiaccio. (Crescenzio, 1602, p. 27: Guglielmotti; Crusca).

Giacitura. — Posizione d'una nave relativamente alle terre o alle isole in vista, e di queste fra di loro. (Fincati; Piquè). V. Rilevamento.

Giacki (Term. sec. XVII). — Piccolo bastimento da guerra. (Barozzi, Relaz. venete; Zaccaria, Raccolta 273). (Forse dall'ingl. yacht).

Giangada. — Zattera peruviana, fornita di alberi, vele e timone, capace di correr bene, anche di bolina. Spagn., portogh. Jangada: zattera. Lo Zaccaria (Elemento iber. 474), riporta da Barros-Ulloa e Castagneda-Ulloa i termini Gianga, Giangada, Giangata, parte di nave, derivandoli dal portogh. Jangada, ma deve trattarsi di
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voci che rendono il portogh. Janga « chiatta », Jangada « zattera ». V. Encicl. Univ. Ilustr. (Jangá, e più frequentemente jangada sono voci portoghesi apprese in India, e derivanti dal malayalam [lingua dravidica, dell'India meridionale] o dal tamil žangah, žangadam: Friederici, Hilfswörterbuch 53).

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