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Gigher. — V. Gigger.

Giglio. — I piloti posero il giglio all'apice della bussola, per indicare il primo rombo della tramontana, data la forma di rombo acuto della foglia di mezzo del giglio, come era dipinto. (Crescenzio 260: Guglielmotti; Corazzini).

Giglione. — Girone (termine più usato). (Stratico; Parrilli). V. Maniccia. (V. Jal). Catan. Giggiuni.

Gigo. — V. Gigger.

Gimélla (Còrso). — Legno che serve a unire e fermare i due pezzi d'un pennone rotto, legandolo con le funi. V. Giumella.

Gìmetro. — Strumento per la direzione del tiro navale, adoperato per misurare la variazione, che in un determinato intervallo di tempo subisce il rilevamento del nemico. L'immobilità dell'origine della misura è data da un giroscopio.

Ginare (Napol. sec. XIII). — Dato dal Guglielmotti quale idiotismo per Ghindare, è forma di Doc. napol. del 1275 (Guglielmotti, s. Ghindàre). Corrisponde invece a Inghinare (v.).

Ginestra. — Pianta, la quale, disseccata, serve per dar la brusca alla carena, e, filata, per far corde strambe di sciupio. (Guglielmotti).

Ginnoto. — Mina subacquea o torpedine, oggi fuori uso. Si faceva esplodere nell'istante in cui il bersaglio passava sul punto di ancoramento dell'arma, chiudendo un contatto elettrico per mezzo di uno speciale congegno di punteria situato in osservatorii a terra. (Da ginnòto, nome scientifico [lat. gymnotus] dell'anguilla elettrica, dell'America meridionale, che dà scosse elettriche capaci di abbattere uomini e cavalli).

Ginocchiello. — Il Corazzini lo riporta dal Guglielmotti, per una «Sorta di parapetto di batteria», ma questi non lo dà come marinaresco. — Altezza dell'asse degli orecchioni rispetto al piano di posa di un cannone o di una mitragliera. Per le artiglierie controaerei si richiede una notevole altezza di ginocchiello per poterle puntare alle massime elevazioni.

Ginocchiere (Term. disus.). — Ginocchiere di cuoio, che, in taluni affusti o supporti di istrumenti, si ponevano a protezione dei punti di snodo dei sostegni. — Ginocchiere di cuoio erano usate per truppe da sbarco. (Corazzini). ("). — Pezzi di tavola di piccole dimensioni e coperte di tela dei quali erano anticamente dotate le navi e che si adoperavano dai marinai destinati ad una pulizia molto accurata dei ponti, fatta con stracci e sabbia, stando in ginocchio e curvi.

Ginocchio1. — Capezzella. — Ginocchi del fondo: «quelli che appartengono alle coste più larghe, od a quella posta circa la metà della lunghezza della nave ». (Corazzini). — Ginocchi rovesci: « quelli della estremità del naviglio, che, a causa della finezza del fondo, sono convessi all'esterno ». — Ginocchi delle porche: «Le porche (controcosta) o raisoni, che sono corbe (coste) interne, formate come le esterne, hanno pure i lor ginocchi; ma si usano soltanto nei grandi navigli per consolidare maggiormente il corpo, e potervi formare le scasse degli alberi di maestra e di trinchetto». (Tonello). — Ginocchio del remo: la parte centrale e cilindrica del remo che si appoggia alla falchetta, o entra nella scalmiera: è la parte che trasmette il movimento al palischermo.

Giocare. — V. Giuocare.

Gioco. — V. Giuoco.

Giogaia di scogli. — Specie di catena di scogli, secondo il Corazzini.

Giogo (Term. sec. XVII). — «Ciascuno di quei due travi maestri, armati come il giogo; l'uno a prua, l'altro a poppa, che formavano i due lati minori del telaio rettangolare per sostegno di tutto il posticcio nelle galere». (Guglielmotti; Corazzini). (V. Jal). Ant. Giovo (v.). V. Aggiogare.

Gioia1 (Term. disus.). — Gola, ghirlanda (Fincati 161).

Gioia2 (Term. ant.). — Bussola ordinaria. (Guglielmotti).

Gioia3 (Term. sec. XVII). — Schiavo dato di regalo al capitano che aveva catturato una galea. (Pantera; Guglielmotti; Jal).

Gioie (Fare le ~). — Stivare a dovere la tela al centro, nella camicia d'una vela inferita a un pennone. (Laugieri, 1880).

Giolito (In ~) (Term. disus.). — Di bastimento da remi fermo in mare che si
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lascia cullare dalle onde. Stare in giolito (Redi), Fermarsi in giolito (delle galere) (Bosio). Falconi: In zolito. Spagn. ant. Jolito. (Jal). (Crusca; Guglielmotti; Corazzini). — Vascello in giolito è quello che, mentre sta fermo, travaglia coricandosi or dall'uno or dall'altro lato. (Pantera, 1614). — In giolito: di nave che, essendo all'àncora con calma di vento, oscilla in ogni senso per mare grosso. (Fincati). (Dall'ant. in giolito « in dolce riposo [di persona] », còrso in giólitu, non questo dal termine marinaresco, come ha la Crusca. Cfr. Jal, s. Jolito; Zaccaria, Elemento iber. 204-205; Guarnerio, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLVIII 660).

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