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Gradada (Term. ant.). — V. Gradata.

Gradara (Parm.). — Cannaio. Anche Rèla, Arèla. Cfr. venez. Grada.

Gradata (Basso lat., venez. sec. XIII). — Scala posta ai margini dei canali, per entrare e uscire comodamente dalla barca. (C. 1294: Gradata sive Ripa; Ripa gradata: Mutinelli, s. Gradata, e s. Gragnostorto). Il Boerio ha Gradada (ant.), cui contrappone la moderna Scalinada.

Gradeladi (Venez.). — Carabottino.

Gradella (Term. sec. XIV). — Strumento usato dai pescatori per rinchiudere i pesci, formato di cannucce ingraticolate. Colle gradelle chiudevano grandi spazi delle valli. Anche Gabbiuole. (Crescenzio, Agric. volgar.: Tommaseo e Bellini). Oggi sicil. Gradìgghia; nel Dabovich Bordighiera (istr. "). — Gradella di poppa (sec. XVIII): arcaccia. (Introd. all'arte naut., Venetia, 1715: Jal). Il Garzoni (871) cita i Tachi della gradella.

Gradellato. — Ogni pezzo di costruzione o attrezzo fatto a graticola (carabottini, serrette, ecc.). (Voce supposta dal Guglielmotti Gradeladi (plur.) (venez.).

Gradìgghia (Sicil.). — V. Gradella (ant.). (Cfr. it. ant. gratiglia «grata [non marin.]»: D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 393).

Gradiglio (Term. ant.). — V. Gratile.

Gradile (Term. ant.). — V. Gratile. (Stratico).

Gràdulo (Forma supposta). — V. s. Gratula.

Graffio (Term. ant.). — Marra (dell'àncora). (Tommaseo e Bellini).

Grafòmetro. — Strumento misuratore di angoli nel piano orizzontale. È un semplice cerchio graduato, avente un regolo radiale a traguardo. In uso sui ponti di comando, particolarmente per la misura dei rilevamenti polari. (Bardesono).

Gragnostorto (Venez. sec. XIII). — Ferro posto ai due capi della peata. (C. 1294: (Mutinelli). (Gragnostorto pare stia per *grugnostorto. Grugnostorto fu anche un luogo di Chioggia [anno 1199], e a due luoghi vèneti chiamati Grantorto, corrisponde Grugnotorto nel 1004, 1078: Olivieri, Saggio topon. ven. 132, 382).

Grammedda (Tarant.). — Piccolissimo e rustico coltello di pescatori.

Grampa (Istr.). — Sorta di attrezzo, formato di spranghe di ferro piegate ad angolo retto, delle quali l'inferiore è munita di 3 lunghi denti, la superiore di 2, impiegato per pescar granchi. V. Vrancuzza (tarant.). (Ive, I dialetti dell'Istria 148). (Della stessa origine di gràmpia [v.]).

Gràmpia. — Grappa (v.). (Stratico). Venez. Gràmpia, Àrpesi da ataco. (Dal got. krampa « uncino di ferro », da cui l'it. ant. e còrso grampa « zampa ». V. istr. grampa. Spitzer, Zeitschr. Rom. Philol. XXXVIII 113; Merlo, It. Dial. VIII 97, n. 1).

Granaio (Term. sec. XVIII). — Parte piuttosto alta del bastimento, chiusa da tavole, per il carico di grano, gallette, sale. (Corazzini).

Gran bolina. — V. s. Bolina.

Granchiaio (Term. disus.). — Pescatore e venditore di granchi. (Tramater; Fanfani).

Granchio. — Cancro, uno dei 12 segni zodiacali (v.).

Grande (Masch.). — Camera della tonnara più grande delle altre, formata di reti dove entrano in primo luogo i tonni, dopo aver corso lungo il pedale, e donde passano nel bordonaro. (Rambelli 163).

Grandi maree. — V. s. Marea.

Granfe. — Specie di mani di ferro inchiodate in diversi siti per molteplici usi, in forma di due grossi chiodi paralleli, uniti trasversalmente per le loro teste con altro pezzo di ferro. (Fincati).

Granfia. — Specie di perno a più punte parallele, o uncinate, per dar volta ai canapi, dove essi sian posti, alla murata o sul ponte. (Guglielmotti).

Gran fiocco. — V. s. Fiocco.

Gran lasco (Di ~). — A vento largo. Gran pavese. — V. s. Gala.

Granzèr (Venez.). — Paranzella (rete) a imbuto, lunga circa 16 metri, con una cogolaria lunga metri 1.80, fornita di 5, 6 o 7 cerchi, adoperata per la pesca dei granchi (venez. granzi). Anche Granzèra. (Ninni, Modelli 21). — Battello (paranza) usato per detta rete. (Corazzini). Nel Corazzini Granzera, Granzero.

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