Guardalati. — Cuscinetti o sacchetti ripieni di sughero, o di altra materia alquanto elastica, o solo dei pezzi di sughero tenuti da cavetti, destinati a proteggere dagli urti i fianchi di una imbarcazione accostata alla banchina, o ad altra imbarcazione o a una nave. Possono essere fissi o mobili, e cioè da mettersi fuori bordo al momento dell'attraccaggio. Venez. Guardalai (così lo Stratico e il Fincati presso Tommaseo e Bellini).
Per le navi si usano dei palloni di sughero, fasciati o non con cavetti intrecciati, o semplicemente dei pezzi di legno, trattenuti da cavetti. V.
Parabordi.
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Guardalati di cavo: usati sopra tutto dalle piccole navi da diporto e dalle imbarcazioni eleganti, servono a preservare il bordo esterno dallo sfregamento con altri corpi. Hanno forma di elissoide acuminato, e sono rivestiti di fuori da una fasciatura a trama. (Imperato, Arte navale I 17).
Guardalito. — Guardacoste (nave). Termine consigliato dal Corazzini (v. s. Guardacosta, dov'è stampato guardalido).
Guardamagazzini (della marina) (Termine disus.). — Ufficiali o sottufficiali degli arsenali incaricati di sorvegliare i depositi navali, cioè le munizioni di guerra e di bocca, le vele, i cavi, le àncore, ecc. (Stratico, Laugieri). Venez. Guardamagazeni.
Oggi si chiamano Guardiani di magazzino, e sono in massima personale civile.
(Dal franc. garde-magasins: cfr. Dict. général).
Guardamano. — Ognuno dei due cavi che, passando per i candelieri delle scale, o essendo solo appesi fuori bordo, servono a sorreggere nel salire sulla nave o nel discenderne. Nelle navi mercantili, una sola corda che corre dalla cima del bastone di fiocco sul centro, sino alla trincatura del bompresso. Fincati: Guardini. Venez. Tientimbén.
Lo Stratico registra Guardamano di bompresso.
— Ogni passerino di tempesta.
— Guardapalma. (Stratico, ecc.).
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Guardamani: manicce (di legno) per gondole. (Corazzini).
Guardamatafioni (Term. disus.). — Cuscinetti di pelle imbottiti di stoppa, che cingono i pennoni, per impedire lo sfregamento delle scotte sui matafioni d'inferitura delle vele. (Parrilli).
Guardapalma. — Piastrella di acciaio piena di taccherelle, che gli operai velieri mettono sulla palma della mano destra, legata al dorso della medesima con una cinghietta di cuoio, per cucire vele e tende. Anche Guardamano, Palmetta, venez. Guardamàn, Palmada, Paramàn. Parrilli: Guardapalma.
Guardaporto1. — Nave di guardia stazionaria nel porto, utilizzata anche come scuola di mozzi o cadetti di marina. (Laugieri; Stratico). Anche Guardaporti. (Tommaseo e Bellini).
— Oggi non si usano più, ma si chiamano ancora Guardaporto quei galleggianti o vecchie unità radiate, posti a guardia dell'entrata degli arsenali per via di mare, e aventi a bordo i carabinieri e le guardie di finanza destinate alla sorveglianza del traffico. Dal guardaporto si manovra anche la panna per chiudere di notte l'entrata in arsenale.
Guardaporto2 (Term. ant.). — Ufficiale cui era affidata la custodia di un porto. Salvini: Guardaporti. (Crusca).
Guardareggitori. — Cuscinetti imbottiti di stoppa che cingono i pennoni a fine di impedirne l'attrito delle scotte sulle guide delle vele. (Parrilli; Guglielmotti).
Guardarsi i remi! — Avvertimento di cessare la voga onde impedire che il remo urti contro qualche ostacolo. (Parrilli, Appendice).
Guardaspalle. — Corde correnti dalle mantiglie agli alberi, usate per proteggere dal cadere indietro durante i bruschi movimenti della nave i marinai che lavorano sui marciapiedi. Possono servire anche di appoggio nel camminare in piedi sui pennoni.
(Voce registrata anche dal Corazzini).
Guardaspiagge (Term. ant.). — Soldato o soldati che fanno la guardia lungo le spiagge del mare. (Tommaseo e Bellini). V.
Guardacoste.
Guardastiva. — Chi ha in custodia la stiva con tutti gli oggetti ripostivi.
Lo Stratico lo fa corrispondere a Bosman.