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Incordare. — Legare, avvolgere, fasciare con corde. Deriv. Incordatura.

Incornatura. — Cavatoia. (Stratico). Venez. Incornadura.

Incostare (Term. raro). — Essere incostati dalla corrente: mandati alla costa. (V. Guglielmotti). Non è dell'uso marinaresco.

Incovertare. — Coprire di coverta, fare la coverta. Anche Covertare.

Incozzare. — Il Corazzini lo dà quale verbo dialettale per « Incocciare », e, s. Incoccare, cita un ven. Incozzar. Era termine della parlata italiana dei marinai austriaci. (Dabovich).

Incrociare. — Percorrere rotte varie in una determinata zona, senza allontanarsene, al largo di un porto, di uno stretto, tra due isole ecc., per sorveglianza o in attesa di altre navi a cui unirsi. Le rotte vengono percorse generalmente in direzione perpendicolare alla probabile provenienza e in senso alterno, e cioè come i bracci di una croce rispetto al lato maggiore. (Stratico). Disus. Incrocicchiare. — In senso più generico: essere in crociera, fare una crociera, di una nave che fa una campagna in un determinato mare o tratto di esso. — INCROCIARE LA ROTTA A UN BASTIMENTO: seguire una rotta convergente con la sua in maniera da passargli di prua. — INCROCIARE I PENNONI: metterli a posto sull'albero in posizione normale e cioè orizzontali e perpendicolari all'albero stesso, come i bracci di una croce. Ciò si dice dei pennoni di gabbia, di velaccio e di controvelaccio, giacché quello di maestra si alza tenendolo giù in posizione orizzontale, mentre gli altri si alzano di punta e poi si incrociano. L'operazione però si fa più frequentemente per i velacci e controvelacci che, in caso di cattivo tempo, si scrociano e si mettono in coperta, e col buon tempo si alzano e si incrociano nuovamente. — INCROCIARE LA TONNARA: segnare in mare, per mezzo di intintole, il luogo dove si dovranno calare le reti. — INCROCIARE I REMI: acconigliare. (Stratico). — INCROCIARE LA TESTA DI UNA CAVIGLIA: inzeppare. — INCROCIARE LE TAVOLE: chiodare il fasciame in modo che le testate delle tavole superiori cadano sul pieno in mezzo delle testate inferiori, e non sulle giunture. (Stratico). — INCROCIARE LE GÓMENE: farle passare l'una sull'altra in senso opposto. — Incrocia!: comando per far mantigliare e bracciare in croce un pennone, di solito quelli dei velacci nella manovra mattinale all'alzare della bandiera. (Fincati). Deriv. Incrociamento. (Corazzini).

Incrociatore1. — Tipo di nave da guerra, generalmente di medio dislocamento ed armato con cannoni di medio calibro, le cui caratteristiche più spiccate sono la elevata velocità e l'ampia autonomia. — Incrociatore torpediniere: denominazione di un tipo antiquato di unità che vennero costruite dalle varie marine dopo che erano state inventate le torpediniere, e che oggi corrisponderebbe agli esploratori o ai cacciatorpediniere. — Incrociatore corazzato: nel passato indicava in modo generico un incrociatore munito di corazza, ma con caratteristiche di dislocamento, armamento, protezione, ecc. molto variabili da una marina all'altra e in una stessa marina. Nel periodo posteriore al Trattato di Washington del 1922 i varii tipi di incrociatori delle marine da guerra hanno assunto caratteristiche più definite, corrispondenti alle seguenti denominazioni, a seconda della protezione corazzata di cui sono muniti: — Incrociatore leggero: con protezione minima o nulla. — Incrociatore protetto: con protezione di notevole estensione e spessore. — Incrociatore da battaglia: con dislocamento, calibro delle artiglierie principali, e protezione simili a quelli delle navi da battaglia, ma col vantaggio rispetto a queste di una maggiore velocità, e con un minor numero di cannoni di grosso calibro. — In tempo di guerra i piroscafi della Marina mercantile aventi una notevole velocità, e che vengono armati dalla Marina da guerra per speciali esigenze si chiamano Incrociatori ausiliarii. — Incrociatore (ant.): bastimento che incrocia o è in crociera, vascello che scorre e corseggia sopra una costiera o spiaggia, per
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guardarla o per esercitarvi la pirateria. (Stratico). (V. Encicl. It. XXIV 381).

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