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Lancella. — Secondo il Guglielmotti vale « Piccola lancia, palischermo piccolo », ma si tratta forse d'un'attribuzione arbitraria di significato alla Lancella della Crusca, da lui citata, la quale significava però « Piccola bilancia ».

Lanceri (Term. disus.). — Marinai destinati a vogare nelle lance. (Fincati). Guglielmotti: Lancieri.

Lancetta. — Piccola lancia, o palischermo piccolo e leggero. (Guglielmotti).

Lanchara (Term. portogh. sec. XVI). — V. Lanciara.

Lanchia. — Forma registrata dal Corazzini; è una scrittura imperfetta del Boerio per Lància (venez.), barca.

Lancia1. — Dardo, arnese di ferro per la pesca dei tonni, dei delfìni, ecc. (Corazzini IV 185). — Lancia dell'amo da pesca: v. Dardo (Appendice). — Lancia d'arrembaggio: v. Lancia d'arrembo. — Lancia di campionista: lancia-scatola che si spinge giù nei carichi di granaglie per accertarne la condizione. (Laugieri). ("). — Lancia di scandaglio: asta di ferro colla parte terminale a uncino, per raccoglier campioni del fondo marino dove viene spinta. — Lancia d'arrembo(ant.): spuntone lunghissimo di marina per contrastare agli assalitori. (Guglielmotti). Stratico: Lancia d'arrembaggio. — Lance false (ant.): cannoni di legno che delle volte si mettevano nei bastimenti mercantili, lungo il bordo, in tempo di guerra, per ingannare il nemico, e fargli credere da lontano che si era in istato di difendersi. (Stratico). Guglielmotti: Lancie false. Anche False lance, venez. ant. Fiascola. Franc. Fausses lances.

Lancia2. — Ciascuna delle imbarcazioni a remi aventi da 5 a 8 banchi, a due remi ciascuno, delle quali sono dotate le navi per servizi varii; agili e di forme affinate, sono generalmente dotate anche dell'attrezzatura per poter navigare a vela. Anche Lanza e Barchetta (per le navi mercantili). Le unità della Marina da guerra di medio e grosso tonnellaggio erano dotate di quattro lance distinte tra loro con un numero progressivo 1a, 2a, 3a e 4a. Con l'adozione delle motolance il numero è stato ridotto a due che hanno la caratteristica di lance di salvataggio. — Lancia armata in guerra: per effettuare azioni offensive improvvise su coste nemiche, o per proteggere lo sbarco di truppa. — Genov. Lancia cannunea: scialuppa cannoniera (con un cannone a prua). (Olivieri, 1851). — Lancia del porto: per la capitaneria. — Lancia di randa: per guardia notturna intorno alla nave. — Lancia di salvataggio: insommergibile. V. s. Barca. — Lancia dei tonnarotti: due barcacce che reggono la distesa laterale della rete chiamata Leva, e che servono pure per calare e salpare la tonnara. (Stratico). — Lancia a vapore o a motore: invece che a remi. — Motolancia: lancia a motore. (Spagn. [dal 1611], portogh., basco lancha, franc. lanche. Il Du Cange [s. Lanciaria] scrive: Itali Lancia vocant navem expeditam et celerem; verum ea nihil ad Indicam, inquit Carolus de Aquino in Lexico militari [del 1707]. Lancia è attestato in Italia dal 1642 [Guglielmotti]. Nel veneziano lància [anche genov.], accanto a lanza. V. anche Jal).

Lanciabombe1. — Specie di mortaio per lanciar bombe da bordo contro i sommegibili. Della portata di circa 1500 metri.

Lanciabombe2. — Marinaio o cannoniere addetto al lanciabombe.

Lanciaffuoco. — « Mistura incendiaria che si legava ad una lancia di ferro acutissima e si balestrava a mano o con macchina a corda, per infilzarla contro bastimenti, ecc.». (Guglielmotti). Parrilli: Lanciafuoco, franc. Lance à feu.

Lanciafuori. — Buttafuori. (Fincati).

Lancialovi (Term. ant.). — Buttafuori. (Stratico, s. Lancia e in Appendice: dal franc. Boute-lof).

Lanciamento. — V. Lancio. (Cfr. spagn. lanciamento, franc. élancement: Jal).

Lanciang. — Grossa canoa malese. (Corazzini). Jal: Lantjang (mal.): yacht, barca reale. V. Pelang.

Lanciara (Term. sec. XVI). — Antica imbarcazione a remi malese. (Serdonati; Ulloa). Portogh. Lanchara. (Jal; Guglielmotti;
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Zaccaria, Elemento iber. 481; Raccolta 58, 325). Lanciaria nel Maffei (in lat.: 1593: Du Cange; Jal), Lancharas nel Ramusio (sec. XVI: Corazzini). (Dal malese lantjaran o lantjar « snello ». V. Dalgado I 508).

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