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Lardiari (Sicil.). — Inlardare.

Lardo. — Il materiale che serve per ingrossare, per inlardare cavi, baderne ecc. (Stratico).

Lardò? (Genov.). — Chi va là ? Grido di guerra delle sentinelle. (Pare non possa avere connessione con la voce bordò « chi va là? » di carta di Bórmio del 1663 [Prati, Folklore It. IX 12, n. 2], né con Bordo, chi va là ? [v. Appendice]).

Larga (Basso lat., genov. sec. XIII). — Larga (aggett.), di misura di nave (1246: Jal).

Largare (Term. disus.). — Lascare. (Stratico). — Lasciare (dell'àncora). — Allontanare una barca da una banchina, da una scala, dove essa è affiancata. Anche Scostare. — Allargar (la vela). — Dilungarsi dalla costa, o scostarsi da una boa, da una nave, ecc.. Anche Largarsi. — Genov. Largâ u lò: allentare l'orza. (Olivieri, 1851).

Largatira (Term. sec. XVII). — Vogatura agiata, fatta con poca forza, e senza molta fatica. (Pantera, 1614). Il Guglielmotti dà anche una variante Largotira. (Dai verbi largare e tirare).

Larghezza (della nave). — La larghezza della nave è sempre misurata nel piano della sezione maestra; però si può misurare in varii modi: Larghezza al galleggiamento: riferita all'intersezione della sezione maestra col piano di galleggiamento. È misurata fuori ossatura, oppure fuori fasciame o fuori corazza, secondoché venga presa dai bordi esterni dell'ossatura, o dell'esterno del fasciame, o della corazza. Se si intende la larghezza massima assoluta, senza tener conto del piano di galleggiamento, si considerano, secondo i casi: la larghezza massima fuori ossatura o la larghezza massima fuori fasciame o fuori corazza. Secondo le forme della carena e delle murate, queste larghezze massime possono aversi sia al di sopra, sia al di sotto del piano di galleggiamento. (Russo). ([Latitudo nel basso lat. genov.: 1246: Jal).

Largo1. — Di scotte, sàrtie, manovre, stantuffi, valvole, né tesi, né stretti a dovere. (Guglielmotti). Non si usa. Si dice Lasco. — A vento largo: v. s. Andatura. — Largo!: comando o intimazione a una imbarcazione, sopra tutto di notte, perché non si avvicini al bordo, ma se ne allontani. (Fincati).

Largo2. — Alto mare, mare aperto, ecc. (Anche spagn., portogh.). Vento dal largo; Andare al largo; Prendere il largo. Venez. Ciapàr el largo. — Largo di poppa (ant.): càssero. (Botta: Guglielmotti).

Largotira (Term. ant.). — V. Largatira.

Làrice (Larix decidua). — Albero delle Alpi, del genere delle pinacee, che dà un legname grave, compatto, di colore rosso scuro, usato per palafitte e per le parti delle costruzioni navali, che debbono rimanere sottacqua, perché resiste all'umidità.

Lasca. — Secondo il Guglielmotti, Dante l'usò per ogni genere di morbidume fluviale e marino; ma a torto, perché l'Alighieri ha solo la celeste lasca per la costellazione dei Pesci (la lasca è un pesce).

Lascare1. — V. Allascare. Genov. Allascâ, Lascâ, Mollâ. (Introd. all'arte nautica [Venetia, 1715]: Lascar la borina, è molar la borina [Jal]; Stratico [1813] lascare. Dal venez. lascàr, che, all'infuori della marina, vale pure « allentare », ecc.: da un lat. *laxicare, da laxare « lasciare » [Belli, It. Dial. III 191, n. 2]. V. anche lasco. Non dal germ. *lasks « fiacco »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 4918. È possibile che allascare [v.], e i sicil. non marin. allascari, allaschiri « sfibrarsi, ecc. » siano derivati da lasco, sicil. lascu. Per il francese v. Bloch, Dict. étym. II, s. lâche).

Lascari. — Marinai dell'India. (Jal, 18-19; Murray, s. Lascari; Bloch, Dict. étym. II 7; cfr. Zaccaria, Elemento iber. 482. Portogh. ant. lascar, lascarin; anglo-ind. lascar « marinai ». Lokotsch 1307).

Laschità. — Quale astratto di lasco, il Guglielmotti lo dice vivo tra i marinai. (La Crusca [IV impressione] lo registra, nel senso morale). Term. poco usato. Si usa Lasco anche quale nome astratto.

Lasciapassare (documento doganale). — V. s. Manifesto di partenza.

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