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Latrina. — Cesso (anche a bordo). (Laugieri; Guglielmotti).

Latta1. — Ciascuno dei tavoloni adoperati in luogo dei bagli nelle costruzioni leggere, o per dare migliore appoggio al fasciame del ponte coll'interporli fra una traversa e l'altra, parallelamente ai bagli. Anche Lata, Baglietto o Bagliettino. — Le latte di ferro servono per tenere unite le varie parti d'una nave. Sulle galee reggevano la tolda, ecc. — Lata maestra. — Late di collo (sec. XVII): Son queste late da collo sessanta in circa, secondo la grandezza del vascello. Fra queste due late et in mezo vanno le late bastarde, che non hanno collo, altre tante in numero. (Crescenzio 30). Le late di collo erano le principali della galea. (Jal). — Late del giogo (sec. XVII): latte poste sotto il giogo di prua o di poppa. Anche Latoni. (Crescenzio 30: Jal). (Doc. napol. [1275]: lacta [Guglielmotti]; Fabbrica di galere [venez., sec. XIV o XV]: latte [plur.]; Crescenzio [1602]: lata [Jal]; Pantera [1614]: lata [non latta, come riporta lo Jal]; Duez [1671]: late «lattes de vaisseau»; Stratico [1813]: latte, late [plur.]; Parrilli, Fincati, Laugieri: latta; Guglielmotti: láta; genov., còrso latte [plur.]. Il Duez [1671], nella parte franc.-it., registra lattes d'une galere « late di galea »; e latte « lata, o corrente di tetto ». V. anche basso lat. Latonus. Lada del Guglielmotti non è documentata. La forma lata può essere dal veneziano, o dallo spagn., portogh. lata, che vale pure « corrente [trave] ». Il franc. latte dall'it. Cfr. anche bellun. làtole « soppalco », venez. làtola «pertica». Termini di origine dubbia: Bloch, Dict. étym., II 8; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 4933; Prati, I Valsuganotti 38, n. 7).

Lattaio. — Operaio d'un arsenale che fa lavori di latta. (Parrilli).

Lattare. — Chiudere con latta, specie i boccaporti. (Corazzini). (")

Lattarìa (Term. disus.). — Officina dei lattonieri nell'arsenale. — L'insieme dei lavori di tal genere. (Parrilli).

Lattarina (Ancon.). — V. s. Nonnati.

Latte. — Registrato dal Guglielmotti per Lata; ma Latte è plurale.

Latte di pesce. — Sostanza bianca e consistente come cacio tenero, che si trova nei pesci maschi al tempo della fregola, e colla quale essi fecondano le uova gettate dalle femmine. Tarant. Lattima, sicil. Lattumi.

Latterini. — V. s. Nonnati.

Lattima (Tarant.). — Latte di pesce.

Lattina. — Ciascuno dei travicelli componenti le grate dei boccaporti e dei palischermi. (Parrilli).

Lattoni. — V. Latoni (ant.).

Lattuga marina (Ulva lactuca) . — Alga marina verde somigliante alla lattuga, che serve ai pescatori per avvoltarvi il pesce.

Lattumi (Sicil.). — Latte di pesce.

Lauan. — Legno delle Filippine, adoperato per la costruzione di bastimenti piccoli.

Laudus (Basso lat., genov. sec. XV, ecc.). — V. Liuto. (1427, 1441: Jal; Stat. Porto Maur.: Rossi, Gloss. lig. 60).

Lauteddu (Sicil.). — Piccola nave fatta a guisa di piccolo vascello. (Mortillaro). — Burchiello. (Nicotra). (")

Lauto (Venez. ant.). — V. Liuto. (Sanudo: Corazzini). Catal. ant. Laüt (1394: Jal).

Lavaggio. — La lavanda d'ogni giorno, fatta ai ponti delle navi, con acqua di mare, se in legno, o in linoleum, e di tratto in tratto con acqua dolce. Anche Lavanda. V. Frettazzo, Redazza, Seccatoio, Spazzatura. — Lavaggio a pietra e sabbia: fretteria. V. anche s. Ginocchiere.

Lavagnotta (Term. sec. XVI). — Sorta di legno con vele quadre. (Garzoni 867).

Lavanda: — Lavanda personale: fatta giornalmente dai marinai sui ponti scoperti e a torso nudo. Nei giorni molto freddi si fa senza denudarsi. A turno una parte dei marinai fa la lavanda totale nei locali a ciò destinati. Subito dopo la lavanda personale, a bordo delle navi della R. Marina, si fanno le seguenti lavande speciali, ciascuna nel giorno stabilito: — di brande e fasce di materassoLavanda; — di biancheriaLavanda: v. Rastrelli; — di tavole e pancheLavanda; — delle cappe e degli sferzi e dei legnami mobiliLavanda. Ultimata la lavanda speciale del giorno si fa la: — Lavanda dei ponti: v. Lavaggio.

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