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Aquilone1 (Letter.). — Il vento di tramontana o di greco. V. Bòra; Cécia. (Lat. aquilo, -onis).

Aquilone2. — Sistema di gavitello a grandi ali bianche, usato per rendere visibile ai naufraghi, o per mandare in terra o in mare, una sàgola di salvamento. (Guglielmotti). Anche Portacorda, Freccia.

Aquompagnare (Term. sec. xv). — V. s. Equipaggiare.

Aragna (Term. ant.). — Ragna.

Araldica. — L'Araldica del mare registra la genesi storica delle bandiere delle marine moderne, anche in rapporto al simbolo della loro nazionalità. (Da consultare quella dell'Imperato: Bandiere, insegne e distintivi dei principali stati del Mondo, Milano, Hoepli).

A rana. — V. Ranista.

Aranda. — Randa (v.).

Arare. — Dicesi della nave ancorata e della sua àncora, quando la nave, sotto l'azione del vento, tirando sull'àncora stessa, la svelle e retrocede trascinandola sul fondo. Ciò può accadere per cattiva tenuta del fondo, per straordinario impeto di vento o per eccessiva brevità della catena d'ormeggio in confronto della profondità delle acque. (V. Jal). Genov. Rastellâ. — ARARE SULLE ÀNCORE. — ARARE CON LA CHIGLIA: di una nave incagliata, che si muove solcando il fondo con la chiglia. Àncora arante. (Per analogia tra il solco prodotto dalla marra dell'àncora trascinata, con quello del vomero dell'aratro).

Arbascio (Term. sec. XVII). — V. Albagio. (Jal).

Arbìtrii di mari (Sicil.). — Reti. (Dal sicil. arbìtriu « ordigno »).

Arboramento (Term. sec. XVII). — Alberatura. (Crescenzio, 1602: Jal).

Arborare (Term. sec. XVII). — Inalberare (nel senso di: Alzare la bandiera, e di: Fornire d'alberi una nave). (Pantera). — Alzare con le capre la tenda, quando si spiega. (Pantera). (Dall'ant. arbore, che Francesco da Barberino usò [1290] per « albero di nave »).

Arboratura (Term. ant.). — Alberatura. (Jal).

Arbore (Term. sec. XIV o XV, XVII). — Albero. Anche Arboro. (Jal).

Arbutàn (Genov.). — Buttafuori (v.).

Arca. — Cassone da servire come masso artificiale per le costruzioni sottomarine. (Cfr. i diversi sensi di arca nel vocabolario it.).

Arcàbbio. — V. s. Barcalium.

Arcaccia. — L'insieme dei pezzi componenti l'ossatura della poppa d'un bastimento. (V. Banchetta). Sua maggiore altezza, quella tra il calcagnuolo e il coronamento; sua maggior larghezza quella del dragante. Vengono dati come principali pezzi di costruzione: il dritto o telaio di poppa; l'ultimo quinto deviato; la porzione di chiglia corrispondente. Nelle navi in ferro vi è inoltre l'elemento caratteristico della paratìa triangolare, a forma di V, collegata alla faccia prodiera del dritto di poppa, e che si chiama Madiere della volta o Paratìa dragante. (V. Stratico). (Provenz. arcasso, franc. arcasse: dal lat. arca; Latini e Greci: schema; σχῆμα).

Arcamento (Term. sec. XVII). — Arcatura (v.). (Crescenzio: Jal).

Arcapompa (Term. ant.). — Cassa o pozzo della pompa nella sentina. Anche Archipompa (Fincati). (Dal franc. arche-de-pompe, archipompe).

Arcarse (Venez.). — Piegarsi ad arco: della chiglia di una nave, le cui coste si sono piegate o per accidente o per vecchiezza.

Arcatu (Còrso). — Del ponte d'una nave fatto ad arco.

Arcatura (Term. ant.). — Inarcamento (v.). Anche Arcadura (Stratico), Arcamento.

Archeggiare (Term. ant.). — Bordeggiare. (Guglielmotti). Archeggiamento.

Archibanchi (Term. ant.). — Cassapanche delle galee nelle quali i soldati tenevano le loro armi e sulle quali sedevano. Durante i combattimenti se ne alzavano i coperchi che servivano da pavesate. (Crescenzio, 1602, p. 52). — (Disus.): sedili o banchi a poppa delle lance o altrove, che facevano nello stesso tempo ufficio di casse da riporvi oggetti o provvigioni. (Fincati). Anche Cassabanchi. (Archibanco nel ven. ant.: Rendic. Ist. Lomb., s. II, vol. XLIX 83, n. 160).

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