Lèbica. — Rete dei pescatori salentini con cerchio di ferro, grossa rete e lungo manico per la pesca dei crostacei e per ripulire il fondo. (Guglielmotti).
Léccio (Quercus ilex). — Varietà di quercia dalla quale si ha un legno che ha per caratteristica una grande durezza e resistenza contro gli sfregamenti. Siccome è molto pesante e non si può avere se non di limitate dimensioni, si usa soltanto per farne caviglie, cunei e altri accessorii per connessioni o impalellature, bozzelli, pialle ecc. o per chiglie di piccole barche, solette di invasature ecc. (Russo). Anche Elce, a Roma Licino, a Napoli Lecina.
Lega1 (società):
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Lega Anseatica: v.
Ansa.
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Lega Navale Italiana: associazione, formatasi alla Spezia nel 1897, e dal 1902 con sede centrale a Roma, per la propaganda del pensiero navale e della coscienza marinara tra gl'Italiani. (V. Bardesono 182).
Lega2. — Misura di lunghezza nel percorso d'una nave, variante secondo i tempi e i paesi, ora non più usata. (V. Laugieri; Guglielmotti). V.
Miglio.
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Lega marina: di 5555,55 km. Usata in Francia.
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Lega marittima quadrata: in Francia, è uguale a 30,8766 km.q.
(Cfr. Zaccaria, Elemento iber. 237).
Legacci. — Funicelle, di varie forme e grandezze, per legare. (Fincati).
Legame. — Tutto ciò che mantiene legati, connessi tra loro i varii pezzi con cui è costruita la nave, anche per rinforzo o per giuntura. Il Guglielmotti scrive che i marinai usano i termini Rigamo, Rigame, Rigao. I funaioli veneziani usano Rìgano per «Cordicella; Funicella».
Legamenti. — I pezzi di costruzione verticali e orizzontali che fermano tra loro l'ossatura del bastimento. (Fincati; Guglielmotti).
Legare1. — Detto di nodi e di cavi: annodare.
— Di legname: commettere.
— Fortificare, porre dei buoni legamenti, nella costruzione. (Fincati).
Legatura. — L'unione di due parti di uno stesso cavo addoppiato in maniera da costituire gassa o stroppo per bozzello, ovvero l'unione di due cavi distinti per impedire all'una parte di scorrere sull'altra, avvolgendovi sàgola, merlino, lezzino, a seconda della importanza della legatura, o, quando è provvisoria con commando o filaccia (per cavi metallici con filo di ferro o anche con sàgola o merlino).
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Legatura piana: per stringere insieme due parti di cavo che debbono fare egual forza, come gasse di manovre dormienti, stroppi di bozzelli, ecc.
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Legatura in croce: per stringere insieme le due parti di un cavo che s'incrociano, come la imbigottatura di una manovra fissa, il doppino dei penzoli delle scotte dei fiocchi, ecc.
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Legatura portoghese: per unire due cavi, o quando lo sforzo deve essere sostenuto da uno solo dei due cavi legati insieme. Si fanno due passate; nella prima i giri della sagola, o del merlino, si incrociano tra i due cavi in maniera che, tirandone i capi, la legatura si possa stringere per fare aderire i due cavi; la seconda passata si fa a guisa di legatura piana. Si usa per collegare le aste della biga o capra.
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Legatura volante: provvisoria.
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Legatura doppia: legatura ripetuta.
— (Sec. XVII)
Legatura del vascello: legame. (Crescenzio, 1602, p. 31).
Legge della Bandiera. — Criterio prevalente nella dottrina e nella giurisdizione circa i rapporti di diritto privato spettanti alla nave. (V. Encicl. It. XXIV 433).
Leggende. — Intorno alle leggende dei marinai v. E. Bravetta, Le leggende del mare e le superstizioni dei marinai, Milano, 1908 e Maria Savi-Lopez, Leggende del mare, Torino, Loescher. V. anche Folclore marino, a p. 263.
Leggero. — Di bastimento che, avendo poco peso di carico o di zavorra, rimane molto fuor d'acqua e regge male il mare.
— Detto del velame, si riferisce particolarmente ai coltellacci.
Leggi di Wisby. — Raccolta di consuetudini marittime della Svezia, nell'Atlantico e nel Baltico (anno 1288 "). È una
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delle più antiche fonti del diritto marittimo. (Bardesono 182).