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Lista2. — Striscia di legno applicata da poppa a prua, sopra le coste di bastimento in costruzione, per tenerle temporaneamente in ordine. (Laugieri).

Listone. — Robusto corso di fasciame esterno in legno, che si incastra sulle teste degli scalmi superiori delle coste, prolungate poco al di sopra del piano di coperta, con profilo esterno sagomato a scopo ornamentale. Per le navi che hanno impavesate o parapetti, casseri, castelli, ecc. V. Suola. — Listone del capo di banda: robusta fascia longitudinale di legno che si applica a incastro sulle teste degli scalmotti per collegarli formando l'orlo superiore delle impavesate o parapetti, detto Capo di banda. — Listone dei parasàrtie: cordone di legno che forma l'orlo sporgente dei parasàrtie. — Listone di spalla: del cassero.

Lito (Term. ora solo poet.). — V. Lido. — Sponda di fiume o di canale. (Crusca). — In lito al mare: in riva al mare. (Ariosto).

Litorale. — V. Littorale (aggett.).

Litorano (Term. disus.). — V. Littorano.

Litorare (Basso lat., genov. sec. XIII). — Approdare. (Ann. genov., 1219: Jal).

Littorale1. — Di luogo, cosa lungo il lido. Città, Paesi, Strade littorali. Anche Litorale (letter.), Littoràneo. — Fauna littorale: gli animali marini che vivono presso le coste, e hanno bisogno di aria, di luce, di piante (foche, certi pesci, certi uccelli). Vedi Pelàgica (Fauna –), Abissale (Fauna –). — Fiume littorale: v. s. Fiume.

Littorale2. — Il paese lungo il mare. (Crusca). Littorale adriatico, mediterraneo. Sicil. Litturali.

Littoràneo. — V. Littorale (aggett.).

Littorano (Term. ant.). — Abitatore di terra littorale. (Dante; Speroni; Chiabrera; Gioberti: Crusca). Cattaneo (secolo XIX): Litorano. (Petrocchi).

Littoraria (Basso lat.). — Lido, spiaggia. (In lettere dei papi Adriano e Leone III [sec. VIII-IX]). (Du Cange).

Littoreggiare (Term. sec. XVII). — Stare o spassarsi sul lido del mare. (Adriani: Tommaseo e Bellini).

Liùta (Term. sec. XVII). — V. Liuto. (Oudin; Duez; Veneroni).

Liutaio. — Ciascun marinaio del liuto, massime il padrone del medesimo. Il termine è dato dal solo Guglielmotti, senza citazioni, ed è quindi dubbio.

Liuto. (Term. ant.). — Sorta di vascello con due vele, la maestra e il trinchetto, usata più nella Provenza. (Pantera, 1614, p. 44). (Fiorent. ant. liuto armato; Pulci; B. Giambullari; Salvini; Botta: Crusca). Genov. Leüdo, nel 1602 scritto Liuto. (Jal). Oudin (sec. XVII): Liúta. V. Lautèddu (sicil.). (V. Coppellotti, Riv. Cult. Marin. VII 245-249). — Bastimento, anche senz'alberi e senza vele, adoperato per alleggio. — Catan., trapan. Leutu: sorta di bastimento di piccolo cabotaggio, usato sopra tutto dai Trapanesi. Quale bastimento di Trapani è nominato pure dal Gemelli Careri (Leuto: Zaccaria, Raccolta 252). — Leüdo rivano (Riva Trigoso [Sestri Levante]) (disus.): barca con l'albero di prua piegato verso la stessa, semipontata, che si armava con 7 uomini, per la pesca con la menaide. (Basso lat. genov. leudus [1356], laudus [1427, 1441], venez. ant. lauto [Sanudo], catal. ant. laüt. [1394], portogh. alaude, spagn. laúd. provenz. lahut, franc. ant. lut [Jal]. Il Guglielmotti cita anche un ant. lodo [non lado, come ha il Corazzini, s. Liuto], che, se attestato, può essere uno sbaglio. Il Salvini scriveva che i liuti furon detti così dalla figura [liuto fu pure un vaso usato dai chimici], ma il Mistral notò che essi richiamano la forma del liuto, strumento musicale, per la disposizione del loro sartiame, che pende dall'antenna piegata. Le forme del nome del bastimento corrispondono infatti a quelle del nome dello strumento musicale [venez. lauto], il cui uso anche in Italia risale a tempo assai lontano, ben anteriore a quello del vascello [cfr. Schiaffini, It. Dial. IV 228; Encicl. It. XXI 314-316], e che deriva dagli Arabi [al‛ūd]: Barbier, Rev. Dial. Rom. II 497. Il nome del vascello fu forse inventato in Provenza, sebbene le attestazioni più antiche siano del catalano e del genovese).

Livarda. — « Asta diagonale fissata a piè d'albero che, invece dell'antenna, sostiene
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e distende l'angolo superiore poppiero della vela a tarchia. La livarda si dice anche balestrone e struzza. » (Guglielmotti). — « Corda di stoppa intorno alla quale si avvolge lo spago per renderla più uguale e più arrendevole ». (Stratico). (Franc. livarde).

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