Luna. — V. s.
Marea e
Lunazione.
La Luna entra in molti detti marinareschi. (V. Corazzini; Falcucci 221, 445, ecc.).
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Empifondo della luna (disus.): v. s.
Empifondo.
Lunare2Lunaris, (Basso lat., campano sec. XI). — Bacino (nel porto). (Carta campana del 1090: Du Cange).
(Da luna, per la forma lunata del bacino: cfr. Prati, Arch. Glott. XVII 407).
Lunata1. — Corrosione semicircolare che i fiumi e i torrenti fanno nelle sponde. (Crusca).
(Da lunato « in forma di luna »).
Lunata2. —
Allunamento,
bolzone (v.).
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Lunata delle vele quadre.
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Lunata di scotta: ralinga di lunata, o di scotta, o di bordame.
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Ralinga di lunata: v. s.
Ralinga.
Lunata3. — Mezzaluna. Anche Falcata.
Lunazione. — Misura di tempo, di vento, di marea, e di ogni altro fenomeno dipendente più o meno dalla Luna, intendendo: durata uguale alla rivoluzione sinodica della Luna, o alle principali sue fasi. (Guglielmotti). V. Luna nel Parrilli.
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Lunazione di tempo: durata di circa 15 giorni dello stesso tempo. Lunazione di vento, se di vento. (Fincati; Piquè). Definizione forse di carattere regionale.
Lunesse (Barche ~) (Term. sec. XVI).
— Sorta di imbarcazioni a vele latine. (Garzoni 867).
Lunga. — La corda maggiore in una data manovra. (Guglielmotti). Non si usa.
Lunga la voga! — Comando di allungare la voga.
Oggi: Allungare la voga ossia fare la palata più lunga con ritmo più lento.
Lunghezza:
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Lunghezza fra le perpendicolari (di una nave): distanza fra la perpendicolare avanti e quella addietro.
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Lunghezza fuori tutto: lunghezza massima di una nave misurata dai punti più sporgenti verso prora e verso poppa, senza distinzione della parte immersa e della parte fuori acqua.
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Lunghezza di catena (per l'àncora): ogni tratto di 25 metri, con maglie capitesta.
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Una, due, ecc. lunghezze all'occhio significa che dall'occhio di cubìa d'una nave ancorata scendono in mare una, due, ecc. lunghezze della catena.
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Lunghezza dell'onda: v. s.
Onda.
Luntru (Sicil.). — Barca di solito da sbarco, usata pure per la pesca del pesce-spada. Anche Untru.
— (Sec. XVI):
luntru. Tradotto dallo Scobar (1519) con barcha, linther. (De Gregorio, Studi Glott. VII 211).
— V. s.
Palangrisara.
(Dal lat. linter, lynter « barchetta »).
Luogo1. — Così il Corazzini (s. Luoghi) traduce il basso lat.
Locum (v.).
— (Sec. XV): cabina. (Marino di Nani da Siena, 1431: Jal).
Luogo2:
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Luogo di poca acqua: v. s.
Acqua.
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Luogo di caricamento: porto dove la nave esegue il carico.
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Luogo di destinazione: porto dove la nave è diretta.
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Luogo di impostazione: v. s.
Impostazione.
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Luogo di partenza: porto dal quale la nave inizia il proprio itinerario.
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Luogo di provenienza: ultimo porto dal quale è partita la nave.
Luogotenente (Term. sec. XVII). — Colui che comandava a tutta l'armata in
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sostituzione del generale. (Pantera 104, che scrive Luocotenente).
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Luocotenente dell'ammiraglio (sec. XVII): luogotenente dell'ammiraglio, che aveva la sua sede sulla galea reale, o sopra una capitana di squadra. (Pantera 105).
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Luocotenente d'un capitano di squadra (sec. XVII): luogotenente che aveva la sua sede sopra la capitana o la patrona. (Pantera 105).
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Luogotenente (sec. XVI): colui che sostituiva lo scrivano. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini).
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Luogotenente di vascello: grado della Marina militare equivalente a quello di capitano dell'esercito. (Fincati). Non si usa più; si dice Tenente di vascello.
(Il nome di lieutenant ebbe un uso vasto nella marina francese [v. Jal 929-931]: il nome dato dal Fincati fu certo preso dal franc. lieutenant de vaisseau).