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Mano di ferro. — Forcone per affondare nel trogolo apposito le funi da incatramare. — Mano di ferro (Bembo): rizzone o grappino d'arrembaggio. Manotta. Lat. Manus ferrea. (Jal). — Bracciuolo (in legno o in ferro) sporgente dalla nave per appendervi i dormienti di manovre mantenute larghe.

Mano di terzaruoli. — Zona di vela compresa tra l'inferitura e la prima fila di matafioni cuciti lungo l'apposita benda di rinforzo, ovvero tra una fila di detti matafioni e la successiva. Su di una vela ve ne possono essere una, due o anche tre. — PRENDERE LA PRIMA MANO DI TERZARUOLI: ridurre la superficie della vela esposta al vento, anche ripiegando la tela compresa tra l'inferitura e la prima fila di matafioni e legando questi alle guide dopo aver passato le borose. Per la 2a e 3a mano si fa la stessa operazione ripiegando rispettivamente la tela compresa tra la 1a e la 2a fila e quella tra la 2a e la 3a.

Manoèla del timón (Venez.). — Manovella del timone. Anche Ribola. V. Barra.

Manoella (Term. sec. XVII). — V. s. Ciglioni.

Manometro. — Strumento indicatore della pressione idraulica, o pneumatica. V. s. Indicatore.

Manotta (Term. ant.). — Mano di ferro (da arrembaggio). Lo riporta dal Bembo il Guglielmotti, quale termine archeologico. (Franc. sec. XVII: manotte, nome d'una caviglia di galera: Jal). — Disus. Manotta di punizione: manette usate per castigo a bordo. Franc. Menotte de punition. (Parrilli).

Manovella. — Sorta di leva a mano, semplice o composta. Per esempio: del timone, dell'argano. Manubrio. (V. tarant. Manuedda, genov. Manuela. Stratico). — Barra a mano. — Aspa (v.). — Manovella della tromba o della pompa: lungo manico sostenuto a guisa di un'asta di bilancia, a un capo del quale è attaccata l'asta della tromba, e all'altro si applica la forza degli uomini, per muovere lo stantuffo e trarre acqua dal fondo. Disus. Brimballa. (Stratico). — Albero a manovelle: v. s. Albero (p. 17).

Manovra1. — Ciascuno dei cavi vegetali o metallici, o anche catene, guarniti coi relativi accessorii all'alberatura e alle vele. — Manovra alta: superiore alle coffe. — Manovra bassa: inferiore alle coffe. — Manovra di battaglia: di riserva, in caso di rottura delle manovre guarnite. (Stratico). Non si usa. — Manovra alla cappuccina: caleddalza. — Manovra di cautela: straordinaria. (Guglielmotti). Non si usa. — Manovra chiara: libera da altri cavi. — Manovre colanti (ant.): correnti. (Saverien). — Manovra di combattimento: cavi che si guarniscono in occasione di combattimento, per prevenire i guasti dei colpi di cannone all'attrezzatura. (Parrilli). Franc. Manœuvres de combat. — Manovra corrente: sistema funicolare adoperato per la manovra dei pennoni e delle vele. A seconda della funzione prendono il nome di Drizza, Braccio, Scotta, Mura, Bolina, Imbroglio, Ostino dei picchi, Amantiglio, Ritenuta dei boma, Amantiglio dei velacci e controvelacci. Anche Manovra volante (Stratico). V. s. Dormiente. — Manovra dormiente: quella che concorre a tener salda l'alberatura nei movimenti oscillatori della nave per effetto del moto ondoso e sotto l'azione del vento. I sostegni nel senso longitudinale si chiamano: Stragli o Stralli; quelli nel senso laterale: Sartie e Paterazzi. Le draglie, disposte pure nel senso longitudinale, servono a distendere il fiocco o il controfiocco. Sono manovre dormienti anche gli amantigli dei bassi pennoni e delle gabbie, i venti e le briglie. Sono accessorii delle manovre dormienti le rigge, i tarozzi, le griselle. Anche Manovra fissa. Ant. Manovra stante, stabile (Stratico, Appendice). — Manovra fissa: manovra dormiente. — Manovra di fortuna: di riserva, di cautela. — Manovra di forza: di cautela. (Parrilli). Non si usa in questo senso. — Manovra indipendente: fissa, senza legame con altri cavi. — Manovra morante (term. archeol.): v. s. Dormiente. Non si usa. — Manovre passate a contro (ant.): quelle che si dirigono da poppa a prua. (Stratico).
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Manovre passate in giro (ant.): quelle che passano per pulegge e che sono dirette da prora a poppa. (Stratico). — Manovre di raggio poppiere (ant.): che passano per delle pulegge, e dirette da prua a poppa. (Tonello, 1835). — Manovre di raggio proviere (ant.): che passano per delle pulegge, e dirette da poppa a prua. (Tonello). — Manovra di rispetto: di battaglia. (Tonello). — Manovre di rovescio: quelle che restano fuori d'uso, mentre sono in azione le loro simili. (Stratico). Ad esempio, le boline di sottovento, le scotte di sopravvento, ecc. — Manovre di sopravvento : quelle che sono dal lato da cui spira il vento. (Stratico). — Manovra stabile (ant.): dormiente. (Stratico). Oggi Manovra fissa. — Manovra stante: dormiente. Non si usa. Oggi Manovra fissa. — Manovra volante: quella che prima si guarnisce per l'esecuzione di un dato lavoro, poi si sguarnisce e si ripone in cala o altrove. (Parrilli). V. Manovra corrente. — Camera di manovra: v. s. Camera. — Capomanovra: v. s. Alberante. — Coperta di manovra: ponte di riparo. — Passaggio di una manovra: v. s. Passaggio. — Rastrelliera di manovre: v. s. Cavigliera. — Para la manovra !: v. s. Parare. — AMARRARE UNA MANOVRA (ant.): allacciarla a un punto fermo. (Stratico). — ARRIDARE LA MANOVRA DORMIENTE: tesarla rigidamente. — COGLIERE MANOVRE: v. s. Cogliere. — COGLIERE UNA MANOVRA ALLA FESTA: porla a spire circolari concentriche, con la cima al centro, l'una strettamente adiacente all'altra in maniera da riempire al completo il cerchio formato dalla spira esterna. Ha scopo ornamentale e si usa farlo quando la nave non deve muovere per qualche tempo o per lo svolgimento di importanti cerimonie. Per raggiungere effetti ornamentali si colgono anche in figure geometriche varie. — COGLIERE UNA MANOVRA ALLA PESCHERECCIA o ALLA PESCATORA: v. s. Cogliere. — LEGARE LE MANOVRE: farvi delle legature o anche darle volta a una caviglia, galloccia, bitta, ecc.

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