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Màzzara (Sicil.). — Màzzera.

Mazzavarea (Venez. ant.). — Sembra che fosse una specie di turafalle. La voce è data dal Corazzini.

Mazze1. — Le antenne dei trabaccoli. (Fincati).

Màzzera. — Ammasso di pietre legate in gruppo alla base della rete di tonnara per tenerla ferma e tesa. (Fanfani). Sicil. Màzzara, Màzzira, Rosazza. V. Mazzirèdda (catan.). (Dall'arabo ma ‘sarà « macina »: De Gregorio e Seybold, Studi Glott. III 241; VIII 358).

Mazzerare (Term. stor.). — Gettare in mare uno chiuso in un sacco, con un pietrone legato, o legati i piedi e le mani, e un sasso al collo. (Malespini; Dante; G. Villani: Crusca). (Dalla màzzera della rete).

Mazzetta (Term. sec. XVII). — Piccola mazza usata per calcare la stoppa nelle fessure della carena. (Pantera: Tommaseo e Bellini). — Martello in ferro a doppia testa, già adoperato dall'aguzzino per ferrare o sferrare la ciurma. (Pantera). — Corda stramba che orla la bocca del sacco nella rete delle paranzelle. (Guglielmotti). V. Libano.

Mazzetti. — Due pezzi di legno d'una barca o d'un battello, che servono a legare le coste colle due corde [bracciuoli] del davanti. (Stratico).

Mazzicare. — Ciccare. (Guglielmotti). Cfr. tarant. Mazzicare « masticare ».

Mazzicata. — Quel tanto di tabacco masticato. V. Mazzicare. (Guglielmotti).

Màzzira (Sicil.). — Màzzera.

Mazziredda (Catan.). — Piccola pietra tonda, attaccata ai lacci, che serve a fermare il conzu in mezzo alle acque. (Lo Presti, Folklore It. IX 110). V. Màzzira (sicil.).

Mazzo (Ancon.). — Radunata di pesci in fregola.

Mazzo della speranza (Term. dei pesc. adriatici delle Marche). — Gómena. (Provenzal, Usanze e feste 74, nota).

Mazzonara. — Sorta di rete per pesci piccoli, usata lungo la spiaggia.

Mazzuola. — Martello di legno adibito a curvare la cima di un cavo poco flessibile, che va addoppiata per formare gassa; per diminuire il volume di una impiombatura; per mandare a posto le incappellature delle manovre fisse, ecc. Anche Maglio, Mazzuola. — Maglietto da fasciare: v. s. Maglietto. Còrso Mazzóla da fascià, genov. Massöa da fasciâ. — Mazzuola da calafato: v. Mazzuolo. — Venez. Mazzola (term. dei pesc. vallig.): mazzuolo di leccio di forma quadra, con lungo manico di corniolo, che serve per battere le teste dei cannicci, per affondarle nel fango, e fare il cannaio.

Mazzuolo. — Martello in legno da calafato per ristoppare la carena. (Bustico). Propriamente Mazzuola da calafato.

Mea1 (Venez.). — Marca. Anche Tisia.

Mea2 (Venez.). — Gavitello. (Stratico, Appendice). — Che Mea sia verbale di meare, e che significhi « Trapasso », e che si usi anche in significato di « Segnale, o indizio del Trapasso, e del Meato » è supposizione del Guglielmotti, il quale ignorava che Mea è solo parola veneziana, che indica « Gavitello », e che deriva dal lat. meta. V. Meare. — Venez. ant. Mede: pali piantati nella Laguna, e nello sbocco dei fiumi, per guida dei bastimenti. Anche Mete. (Boerio; Mutinelli). V. Mede. (Dal lat. mēta « colonnetta ». Venez. ant. mèda o mèta anche « ripresa [dei bàrberi] »).

Meare. — Il Guglielmotti registra questo verbo nei sensi di « Trapassare in quella parte dove l'acqua sia profonda tra le secche di dritta e sinistra; seguire in giro il canale ed il filone della corrente » (significato ripetuto dallo Zingarelli), e Mearsi per « Andarsene pel filone » (part. pres. Meante, pass. Meato). Sono significati e parole inesistenti. Esistevano solo Meare « trapelare, trapassare; derivare, aver cagione », e Meato (nome) (v.).

Meato (Term. ant.). — Canale, anche grande, sotto terra. (Montanari, sec. XVII). — Apertura da cui scaturiscono acque vive. (Aquilano; Guido delle Colonne: Tommaseo e Bellini). — Che indichi anche un « Canale per dove trapassano le barche », come vuole il Guglielmotti, e come ripete lo Zingarelli, non risulta da scrittori, né da altre fonti.

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