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Menaidozza. — Menaide. (Min. Agric. La pesca II 206).

Menàita (Napol.). — Menaide.

Menale (Term. ant.). — Fune che si fa passare attorno ai raggi delle taglie (attorno alle pulegge dei bozzelli), per tirare i pesi. (Crescenzio; Stratico; Jal; Guglielmotti). Anche Vetta, Tirante. Venez. Menàl.

Menali. — Gli scarmi e gli allungatori dei forcacci, i quali sono tagliati a sguancio per adattarsi alla figura degli estremi della nave. (Stratico). Garzoni (871): Menai da poppa, et da prora. Non si usa più; si chiamano Scalmi o Stamenali dei forcacci. (Da stamenale ")

Menaor (Venez. sec. XIV o XV). — V. Menador.

Mensa. — Sulle navi della Marina militare sono costituite varie mense per il vitto degli ufficiali e sottufficiali. — Mensa comandante: riservata al solo comandante. — Mensa ufficiali: presieduta dal comandante in 2a e amministrata da una commissione, della quale il comandante in 2a è il presidente e ne sono membri un ufficiale amministrativo e, a turno mensile, uno degli ufficiali che prende il nome di Direttore di mensa. — Mensa sottufficiali: presieduta dal sottufficiale più elevato in grado ed amministrata pure da una commissione, presieduta dallo stesso presidente della mensa e da due sottufficiali, aventi uno l'incarico di direttore e l'altro di amministratore. Gli ufficiali ed i sottufficiali prendono i pasti nei rispettivi quadrati. Per ragioni di spazio la mensa sottufficiali viene talvolta suddivisa in Mensa contabili, Mensa secondi capi, Mensa capi meccanici. Sulle navi ammiraglie è costituita la Mensa ammiraglio, della quale fanno parte oltre il titolare, e taluni ufficiali del suo stato maggiore, anche il comandante della nave. In tal caso non esiste la Mensa comandante. Sulle siluranti il comandante e gli ufficiali fanno Mensa unica. Per ciascuna mensa esiste la rispettiva cucina. Il funzionamento delle mense è basato sulla somministrazione di un soprassoldo di trattamento tavola per ciascun commensale a seconda della mensa cui appartiene e della posizione amministrativa della nave, su una dotazione di utensili da tavola e da cucina appartenenti alla R. Marina, e sull'assegnazione di personale militare per il servizio. Alle mense ufficiali, comandanti e ammiraglio è assegnato anche personale civile, e cioè uno o più domestici, detti Maestri di casa ed uno o più cuochi, a seconda del numero dei commensali. Dette mense funzionano generalmente in base a un contratto di appalto fatto col maestro di casa o col cuoco, e qualche volta in economia. V. s. Tavola. — Mensa aperta: forse ai tempi del Guglielmotti voleva significare: Mensa costituita, ossia in funzione, giacché ai tempi stessi, come anche oggi, la mensa ufficiali può essere sciolta quando il numero di commensali è ridotto al di sotto di un certo numero o la nave passa in disponibilità. — Direttore di mensa: v. s. Direttore.

Mènsole. — Giardinetti (che ornano i fianchi della poppa di alcune navi). (Laugieri). Non è termine usato. — Piccole piattaforme, fissate generalmente a paratia con verghe angolate o pezzi di lamiera a squadro, per sostegno di apparecchi, istrumenti o altri oggetti.

Mentum contis (Basso lat., genov. secolo XV). — Orlo inferiore del contovale (o conto). (Stat. de Gazarie, 1441). — Mentum de porta (basso lat., genov.): parte inferiore della porta, per la quale si entrava a bordo d'una nave. (Rossi, Gloss. lig., 66).

Menuàgia (Venez.). — Minutaglia.

Menzumarinaru (Sicil.). — Mezzomarinaro.

Menzuponti (Sicil.). — Passavanti (della nave).

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