Merlidu (Catan.). — Merlino. (Nicotra). O è sbaglio"
Merlinare. — Cucire la vela con merlino alla ralinga nei luoghi delle bugne, delle scotte, delle patte di bolina, per rinforzarli. (Stratico).
Merlino. — Cordicella o trinella composta di tre legnoli, di due o tre filacce ciascuno, con commettitura a cavo piano. Può essere bianco o catramato ed è usato per legature di manovre dormienti, per cucire le ralinghe alle vele, nei luoghi delle bugne, scotte, patte di bolina e talvolta per orlare le tende. (Stratico; Bardesono). V.
Lezzino.
(Nel veneziano, merlìn è pure termine dei funaioli: «sorta di spago per varii usi».
Da merlo [ant.], da cui merletto « trina fatta di refe ecc. ». Ma è forse dal franc. merlin, di senso uguale a merlino, che pare derivi dall'oland. meerling, o dal fiamm. maarline [ingl. marline]: Dict. général; Valkhoff 190).
Merlo. — La vela latina che è verso la prua. (Rambelli 651). (")
Merollare (Term. ant.). — Midollare (cavopiano). (Doc. tosc.: Guglielmotti).
(Cfr. tosc. ant. merolla, e mont. e contad. mirolla « midolla »).
Mersa (Arabo volg.). — Porto di mare. (Jal). V.
Marza.
Mesa (Venez.). — Provvigione di viveri per un bastimento (secondo il Boerio, per circa un mese, ma pare che questo particolare gli sia suggerito dalla sua opinione che mesa derivi da mese). Pure nel Calmo. Anche Pacotìlia (venez.).
(Dal lat. mēnsa « vivande »).
Mescerechire. — Il Crescenzio (496) ha questo passo: In loco delle Fregate del Mar Mediterraneo, faranno questo ufficio (cioè la scoperta) nel Mar Oceano le Caravelle, che in Portogallo dicono, Mescerechire, et in Italia è lo stesso, che novelliere.
Mescolansa (Genov.). — Minutaglia di pesciolini che si friggono per vivanda.
Mese (Venez.). — Serrapennoni, imbrogli. (Stratico, III 205).
Messa1:
—
Messa in moto: l'azione di mettere in movimento una macchina motrice o un macchinario.
— Il congegno usato per metterli in movimento.
—
Messa alla vela: lo spiegare le vele a una nave, orientandole in modo da farle descrivere una rotazione intorno al suo asse verticale, e poi salpando le àncore che aveva in mare, e quindi porla in via, orientando le vele nel modo più conveniente al suo cammino. V. Mettere alla vela. (Parrilli). Messa alla vela è espressione non raccomandata dal Guglielmotti, e che non si usa.
Messa2. — La concessione di celebrare la messa a bordo risale verso la metà del secolo XVII. (V. Guglielmotti). V.
Cappellano,
Cappella (I).
Messaggeria marittima. — Servizio di corrispondenze tra paesi lontani d'oltremare. (Guglielmotti).
Non si usa; si dice Servizio, Linea postale marittima.
Messaggero (Term. disus.). — Di nave, di barca impiegata per trasportare la posta. Oggi la posta è affidata ai piroscafi, che trasportano pure i passeggeri.
Messaggio. — Bastimento che porta un parlamentario, o che è incaricato del trasporto di prigionieri che vanno cambiati, o d'altre missioni pacifiche convenute tra belligeranti. Anche Messaggero. (Fincati). G. Villani: Mandarono messaggi e barchette armate, sicché per la via di mare Castruccio seppe la novella a Roma in tre dì. (Guglielmotti, s. Messaggerìa).
Non si usa più; si direbbe Nave parlamentare.
Messetaria (Venez. ant.). —. Dazio imposto alle merci e ai contratti, esteso nel 1338 alle vendite di case e di bastimenti. (Boerio; Mutinelli).
(Dal venez. messeto « sensale »).