Mezzo-cassero. — Rialzamento del ponte principale che hanno talune navi, dette A mezzo cassero, nella parte poppiera, di circa una mezza altezza di ponte, allo scopo di aumentare la capacità della stiva poppiera che per la finezza della forma in quella zona e per la presenza del tunnel dell'asse dell'elica risulta più piccola di quella di prora. V. s. Ponte, Sovrastrutture.
Mezzogiorno1. — Uno dei quattro punti cardinali. Anche Sud, Ostro (letterario). I marinai preferiscono la voce Sud.
— (Sec. XVI): ostro (vento). (Davanzati; Carletti: Crusca).
Mezzogiorno2:
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Mezzogiorno vero: istante del passaggio del Sole al meridiano superiore dell'osservatore o del luogo.
—
Mezzogiorno medio: istante in cui un orologio regolato sul tempo medio locale o sul fuso orario adottato segna le ore 12.
Mezzomarinaro1. — Mozzo. Lo cita il Guglielmotti dal Parrilli, ma questo non registra la voce al suo posto alfabetico.
Non si usa in questo senso.
Mezzomarinaro2. — Usato nella Marina mercantile per: Gancio d'accosto. Gaffa.
Alighiero (v.). (Guglielmotti; Bardesono).
Ancon. Mezo marinaro, triest. Mezzo-marinèr (Dabovich), genov. Mezo mainâ, sicil. Menzu marinaru.
Mezzonodo. — Mezzocollo. (Guglielmotti). Parrilli: Mezzo nodo.
Mezzoponte. — Parte del ponte principale rialzata nella zona poppiera di circa una mezza altezza del ponte, e che può giungere fino al cassero, per aumentare la capacità della stiva. Le navi così costruite si dicono A mezzocassero.
Parrilli: Mezzo ponte.
Mezzoportello. — Specie di porta posticcia per chiusura dei portelli della seconda e della terza batteria. (Corazzini). Parrilli: Mezzo portello.
Non si usa, non esistendo più il tipo di nave corrispondente.
Mezzouomo-mezzadonna (Term. it. dei marinai austriaci). — Trabaccolo con vele mistiche (o vele al terzo) a prua e rande di maestra e di trinchetto a poppa. Ermafrodito. (Dabovich).
Mezzovento1 (Term. poco usato). — Vento intermedio, proveniente cioè da un rombo intermedio tra un rombo cardinale e un rombo intercardinale, e che viene indicato enunciandoli entrambi e dando la precedenza al rombo intercardinale, se si usa la denominazione italiana e al rombo cardinale, se si usa la denominazione anglosassone:
Greco-Tramontana, oppure Nord-Nord Est,
Greco-Levante, oppure Est-Nord Est,
Scirocco-Levante, oppure Est-Sud Est,
Scirocco-Mezzogiorno, oppure Sud- Sud Est,
Libeccio-Mezzogiorno, oppure Sud-Sud Ovest,
Libeccio-Ponente, oppure Ovest-Sud Ovest,
Maestro-Ponente, oppure Ovest-Nord Ovest,
Maestro-Tramontana, oppure Nord- Nord Ovest.
Anche nella denominazione italiana per taluni venti intermedi si usa dare talvolta la precedenza al rombo cardinale (Mezzogiorno-Scirocco, Ponente-Libeccio, Ponente-Maestro).
—
Vela di mezzovento: mezzavela. (Guglielmotti).
Mezzufficiale. — Secondo il Guglielmotti è nel Crescenzio (1602, p. 85), ma questo ha mezi Officiali.
Miccia. — Il maschio del piede d'un albero, che viene fissato nella scassa corrispondente, sul paramezzale. (Bardesono). Crescenzio (1602), p. 8: Micchio dell'albero; genov. Mincia.
—
Miccia dell'àrgano: dato dallo Stratico per Fusto dell'àrgano.
—
Miccia del timone: maschio del timone. (Stratico). Anche Macio. (Stratico).
—
Miccia: anima d'un cavo. (Stratico). Disus. secondo il Laugieri (1880).
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(Spagn., catal. mecha, franc. mèche « miccia dell'albero »: dal senso che ha in francese mèche di « capo di certi oggetti [sverzino; chiocciola di succhiello; punterolo] ». I termini it., spagn., catal. devono essere derivati dal franc. mèche, che è parola di origine poco chiara: Dict. général, Bloch, Dict. étym. II 52; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5804; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr. 602; Merlo, It. Dial. IX 181, n. 3. Cfr. anche genov. méscia «bastone della zangola; saettuzza», sicil. méccia « dente [che incastra], term. dei falegnami »).