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Musicanti. — Militari delle bande musicali della marina da guerra. Loro distintivo: una lira sovrapposta a due àncore incrociate. Parrilli: Musici. V. Musica; Categoria.

Musici. — Musicanti (v.).

Muso. — Prua di un battello. (Bustico). Non è un vocabolo di nomenclatura, ma usandolo nel linguaggio comune può avere il significato di parte prodiera estrema di una imbarcazione. — Forcola (v.).

Musoliera. — « Sorta di ferratura messa alla cima de' pennoni maggiori per reggere il canale a mulinello sul quale poggia il bastone di coltellaccio ». (Guglielmotti; Parrilli). Non si usa; si chiama Collare o Guida dell'asta di coltellaccio.

Musón (Chiogg.). — Pezzo addossato alle vestizioni della prora del bragozzo. (Min. Agric., La pesca II 178).

Müsou (Rapall.). — Euforbia. V. Imuzare, Allazare.

Musselli (Venez. sec. XIV o XV). — Muscelli. (Fabbrica di galere: Jal).

Musso. — Forma dialettale per Mozzo, data dal Corazzini. Il Guglielmotti ha Muzzo, ch'è la forma napoletana.

Mussolara. — Rete a strascico per la pesca d'alto mare, di forma conica a sacco. È mantenuta aperta da un'asta di legno o di ferro trasversale, e la parte inferiore formante la bocca è munita di un semicerchio di legno, che le impedisce di toccare il fondo del mare. È tirata da una barca, e serve per la pesca dei molluschi. (Corazzini). Anche Mussoliera. A Fasana (Istria) Mussulèr. V. Mussolèra. (Dall'istr. mùssolo « muscolo di mare » [mìtilo, mollusco detto da Linneo Arca Noae]: Ive, I dialetti dell'Istria 149; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5773).

Mussolèra (Triest.). — Barca con àrgano per la pesca dei muscoli di mare (mùssoli). Rovign., piran. Mussulèra. V. Mussolara. (Boerio, s. Mùssolo; Ive, I dialetti dell'Istria 149).

Mussoni (Term. sec. XVIII). — V. Monsoni.

Mustacchi. — Le sàrtie laterali per trattenere il bompresso, una a destra e l'altra a sinistra della prora della nave. Stratico (I 311, III 205): Mustacchi di verga secca, di civada, del bompresso; anche Mostacci.

Mustacciata (Còrso). — Gran ventata a prua.

Muta. — Turno di guardia di due ore per i servizi più gravosi (vedetta, timone, sentinella, caldaie, ecc.) dei comuni e di taluni sottocapi. Le persone stesse che costituiscono tali turni si chiamano Mute. — Prime mute a posto!: voce di comando che si fa seguire a quella di Pari o Impari di guardia per ordinare alle persone del primo turno di recarsi ad assumere il proprio servizio. — Seconde mute a posto!: voce di comando per ordinare il cambio dopo trascorse le prime due ore, o, se trattasi di gaettone, dopo la prima ora. Questo comando segue però quello di Pari o Impari di guardia! quando, nel passaggio dal servizio di posto al servizio di navigazione, questo viene iniziato nella seconda metà di un turno fisso di 4 ore. — Muta di barchetti: sulle coste delle Marche, la coppia di barche che pescano assieme. (Provenzal, Usanze e feste 77). — Muta di vele, tende, bandiere, remi, ecc. giuoco (v.). (Laugieri; Guglielmotti; Bardesono). — (Venez. sec. XIII-XVI). Muda: viaggio periodico delle flotte armate in mercanzia. Di regola si facevano due mude all'anno. (Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 228; Guglielmotti, s. Muta; Corazzini, s. Muda). Il Guglielmotti cita pure le forme Modua, Mudua.

Muta di macchina. — Vestito da lavoro di tela grezza, indossata dai fuochisti e dagli elettricisti sulle navi da guerra, quando prestano servizio presso le caldaie:
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e le macchine, e da tutti gli altri uomini, quando fanno lavori pesanti e nei quali s'insudiciano. (Bardesono). Oggi si chiama Tenuta da lavoro, ed è indossata giornalmente a bordo da tutti i sottocapi e comuni a qualsiasi categoria appartengano: è di colore grigio-azzurra. Esiste inoltre la tenuta da lavoro per gli ufficiali e sott'ufficiali, che viene da essi indossata soltanto quando prendono parte a servizi o lavori speciali: è di colore grigio-celeste e di foggia diversa da quella dei sottocapi e comuni.

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