Naviglio3. — Canale da navigare. (Vasari; Manfredi; Botero, ecc.: Gherardini; Tommaseo e Bellini; Crusca). Si usa ora in alcuni luoghi, per determinati canali: il Naviglio della Martesana (Milano), ecc. Si dice anche Canale naviglio (Crusca; Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
Nel 1281 è nominato il canale sive navigium Mutinae (di Modena: Muratori: Jal), nel 1202 Navilium (Du Cange).
— Piem.
Navili: canale. (Levi, Diz. etim. piem. 184).
— A Venezia
Navilio: fosso navigabile, canaletto.
Navile1 (Term. sec. XIII). — Di nave, marittimo. (Guido delle Colonne: navile esercito, oste navile: Tommaseo e Bellini).
Navile2 (Term. letter. ant.). — V.
Naviglio (certo numero di navi). (Giamboni; G. Villani; Caro; Monti; Pindemonte).
(Da navile, aggett. ant.).
Navile3 (Term. ant. letter.). — Bastimento. (Luca Pulci; Guicciardini; Giannotti: Crusca). V.
Naviglio.
(Da nave, come cortile da corte).
Naviletto (Term. ant.). — Piccolo bastimento. (Sassetti: Crusca). V. s.
Pagheis.
Navilio2 (Term. sec. XIV). — Navolo, nolo. (Vite SS. Padri: Tommaseo e Bellini).
Naviliotti (Term. ant.). — Piccoli bastimenti. (. . . molti naviliotti da Corfù armati di Venturieri: Guazzo: Corazzini VII 326).
Navipèndolo. — Strumento inventato da Gioacchino Russo per riprodurre i movimenti di una nave nel moto ondoso, studiarne il comportamento nelle varie condizioni e stabilire confronti tra i varii tipi di navi in progetto.
Navisfera. — Globo di cartapesta rappresentante la terra, e dove sono disegnati i poli, i meridiani celesti di due ore in due ore, l'equatore, l'eclittica, e vi sono riportate le stelle principali. Serve per la identificazione degli astri, e per scegliere le stelle da osservare per determinare il punto nave con rette d'altezza simultanee. (Bustico).
Navita. — Marinaio. Così il Corazzini; ma Navita non è italiano, ma latino.
Navoleggiare (Term. sec. XIV). — Noleggiare. (Firenze, 1318, Perg. Bardi: Edler 191).
Navolo (Term. sec. XIV). — Nolo. (Vite SS. Padri: Tommaseo e Bellini). V.
Naulo.
Nazadra (Term. sec. XVI). — Barca scavata in un sol legno. (Tolomei: Ha di poi una quantità grande di nazadre, che sono navilii d'un legno solo, e scavati, e queste pertanto da vintotto o trenta uomini l'una con altri navilii fluviatili per far ponti, bisognando. Tommaseo e Bellini).
Il Guglielmotti ha Nazzadra (pur citando il Manuzzi, che ha Nazadra), e il Bustico Nazarda, forma quindi sbagliata.
Ncarciddatura (Catan.). — Ingarzellatura (strangolatura dell'inzinatura).
Nebbia. — Fenomeno atmosferico dovuto a condensazione di vapore d'acqua per il raffreddamento degli strati inferiori dell'atmosfera, allorché l'umidità relativa è molto elevata. Sul mare avviene in massima o durante le ore più fredde della notte quando vi è calma di vento o quando un
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vento caldo, umido e di forza moderata, arriva su di una zona relativamente fredda; meno frequentemente quando una corrente di aria fredda arriva su di una zona relativamente calda.
Quando la condensazione è abbondante, tanto da rendere invisibili gli oggetti posti a meno di un migliaio di metri, si ha la Nebbia propriamente detta. Le nebbie particolarmente fitte ed opache vengono denominate Nebbie dense. Quando la condensazione è scarsa si ha la
Foschìa (v.) o Nebbia chiara.
Quando la diminuzione di visibilità è prodotta per irregolare refrazione dei raggi luminosi, causa la discontinuità nella densità dell'aria negli strati inferiori dell'atmosfera, si produce la Bruma, per cui gli oggetti posti all'orizzonte rimangono nascosti come da un velo opaco e giallastro, mentre in alto l'atmosfera è limpida. Questo fenomeno può essere prodotto anche dal fumo di officine o di incendi, o dal pulviscolo trasportato dai venti in certe regioni. La bruma, anche se come effetto di diminuzione di visibilità può rassomigliare talvolta alla nebbia chiara o foschìa, si differenzia da questa per il fatto che, non essendo un fenomeno di condensazione, l'umidità relativa dell'aria non ha valori elevati, come nel caso delle nebbie. Quando la diffusione del fumo coesiste con la nebbia propriamente detta, esso fornisce i nuclei intorno ai quali avviene la condensazione del vapore d'acqua e si genera una nebbia molto densa e scura, detta Caligine, come nelle vicinanze di città o porti industriali. (Giorgis).
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Nebbia alta: v. s.
Strato.
—
Nebbia artificiale: quella che si produce coi nebbiogeni per occultare bersagli navali o terrestri alla vista o al tiro del nemico. Si compone generalmente di prodotti della combustione misti a vapore d'acqua o di speciali gas nebulizzati mediante aria compressa. V.
Cortina di nebbia.
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Nebbia chiara: v. più sopra.
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Nebbia densa: v. più sopra.
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Banco di nebbia: v. s.
Banco.
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Corno da nebbia (v.).
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Cortina di nebbia (v.).
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Segnali di nebbie: v. s.
Segnali.