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Nebbiògeno. — Apparecchio per la produzione di nebbia artificiale, usato dalle unità da guerra, dagli aeromobili o anche a terra per la difesa contro attacchi aerei. Il tipo più comunemente usato dal nostro naviglio è quello a nafta e a vapore d'acqua, e viene sistemato a poppa e nell'interno dei fumaioli delle siluranti di superficie e soltanto nell'interno dei fumaioli delle unità di maggiore dislocamento. Nel tipo per aeromobili si usano dei gas più pesanti dell'aria nebulizzati con ugelli polverizzatori ad aria compressa, giacché le loro cortine di nebbia distendonsi dall'alto in basso. Per impianti terrestri si usano nebbiogeni ad oleum, a base cioè di acido solforico con ugelli polverizzatori ad aria compressa.

Nebbione. — Parte vasta del mare coperta da nebbia fitta, che impedisce di vedere qualche cosa di là dalla prua. (Parrilli). Non si usa.

Nèbula. — V. Nebulosa.

Nebulosa. — Ciascuno degli ammassi di materia cosmica che appaiono nel cielo come piccole nebbie luminose, visibili alcune ad occhio nudo, ma la massima parte solo al telescopio. Anche Nèbula.

Necchia (Basso lat.). — Corrisponde a Esnèke. (Jal). V. Isnechia.

Necchiale (Pescare al ~). — Modo di pescare in occasione di piena di fiumi, colle acque torbide, consistente nel formare nel letto del fiume, con macerie a secco, un condotto a guisa di gora, in cui s'immette l'acqua derivante per via di chiusa fatta a secco. Al capo inferiore del condotto, dove esso si va gradatamente restringendo, si fa una piccola graticciata di bacchette, e vi si colloca la nassa. V. Nechia. (Rossi, Gloss. lig. 70).

Nechia (Pontrem. ant.). — Arnese peschereccio. (Stat. Pontremoli: Rossi, Gloss. lig. 70). V. Necchiale.

Negàr (Venez.). — Annegare.

Neggher. — Battello dell'alto Nilo, costruito col legno dell'Acacia nilotica. (Vedine la descrizione dello Schweinfurt: Nel centro dell'Africa, cap. III). Secondo il Murray Nuggar, Nugger, Nuggur, Noggur, Negger.

Negossa. — Coppo (rete) (v.). Il Crescenzio (Agric. volgar.) ha anche il plur. Negosssi,
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che rende il lat. Negossa. Secondo il detto autore la Negossa è « una rete a modo della rivale, ed è annodata a una pertica con due bastoncelli atanti da una parte ». (Tommaseo e Bellini). Venez. Aguà, Negossa, Nagossa, ferrar. Angòssa, bologn. Ganòssa, pavese ant. Navoussa, moden. Liguzza, cremasco Ligursa, rovig. Negossón. (Dal lat. negōtium « affare di commercio, di denaro », come pare, con riguardo al guadagno ricavato dalla pesca, più nassa: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5881; cfr. Salvioni, Schuchardt, Zeitschrift Rom. Philol. XXX 81-82, 207-210, 534-537, 639-640; Prati, Arch. Glott. XVIII 336).

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