Nómbolo2 (Venez.). — Legnolo. (Stratico; Boerio). Nombolo pure nella Fabbrica di galere (sec. XIV o XV). (Jal).
(Dev'essere da un senso figurato di nómbolo « lombo [muscolo] »).
Nome (Term. ant.). — Nome che il capitano delle galee dava ogni volta quale riconoscimento nella notte. Le Galere pigliaranno ogni giorno dalla Capitana il nome à l'hora solita; ma caso, che per il mal tempo non si potesse se s'intenda il medesimo che si è preso sino adesso, che è il nome di Giesu.
E quando non sia mal tempo, che per far diligentia la Capitana, non curi che si pigli detto nome, sia quello che fu preso la sera innanzi. (Crescenzio 146; Jal). V.
Tessera.
Nome di guerra. — Per arruolarsi nella Marina militare sarda fu facoltativo fino al 1860 assumere un nome convenzionale come distintivo individuale. Oggi agl'individui dell'equipaggio si assegna il numero di bordo.
Nomi di navi. — Un tempo erano ricavati dalla mitologia o dal cristianesimo, poi furono tratti anche dalla storia, più di tutto navale, o da nomi di città, ecc. Il nome dei /del/ bastimenti si usa preceduto dall'articolo il o la, secondo che si sottintende vascello, brigantino, o nave, fregata, ecc. Una volta si diceva però il « Centauro », il « Leone », la « Chimera », la « Costanza », secondo che il nome terminava in -o o in -a. Ora si scrive il « Lusitania », il « Victoria », il « Rex », il « Roma », ecc.
Il nome si scrive nella cartella di poppa, e se ne mette l'emblema alla polena.
Sui cacciatorpediniere e sulle torpediniere se ne mettono anche due iniziali caratteristiche lateralmente alla prora, a dritta e a sinistra, per distinguerle da lontano, data la perfetta rassomiglianza dei tipi in serie.
Le donne dei pescatori danno di solito il loro nome alle barche.
V. Jal; Kahle, Indogerm. Forsch. XIV 194; Fincati 54, 194; Udalrigo Ceci, I nomi delle navi da guerra, Roma, Ist. Poligr. dello Stato, 1929, p. 1418.
Il Liber communis (v. Appendice) di Venezia ha Scarlatta, Cavalera, Perla, Verga d'oro, Calelonga (Molmenti I 141). Nel secolo XII sono nominate le navi veneziane Mondo, Aquila, Pellegrina, Paradiso. (Venezia e le sue lagune I 204).
— Nomi di navi moderne:
il « Littorio », il « Cesare » (corazzate);
il « Trento », lo « Zara », il « Bande Nere », la « Garibaldi » (incrociatori);
la « Libia », il « Pantera », il « Pigaffetta » (esploratori);
lo « Zeffiro », il « Confienza », il « Saetta », il « Freccia » (cacciatorpediniere);
il «Climene», l'«Astore» (torpediniere);
il « Balilla », il « Bandiera », il « Medusa », il « Sirena » (sommergibili).
Navi antiche: la « Sardegna », la « Pisa », la « Morosini », la « Caracciolo », il « Benedetto Brin », la «Regina Margherita», il «Dandolo».
Nominativo. — Segnale indicante il nome della nave, dell'aeromobile, della stazione semaforica, della stazione radiotelegrafica. Anche le imbarcazioni delle navi da guerra hanno un nominativo corrispondente al numero progressivo di ciascuna. Il nominativo serve per chiamata o per riconoscimento.
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ALZARE IL NOMINATIVO: Alzare il gruppo di bandiere (in massima di tre o di quattro) componenti il segnale e che variano a seconda del codice adoperato.
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FARE IL NOMINATIVO: trasmettere con un apparato ottico, acustico o radiotelegrafico le lettere dell'alfabeto Morse corrispondenti alle bandiere od altre stabilite dai codici.
Ogni nave ed aeromobile, da guerra, mercantile o da diporto ha un nominativo internazionale, a bandiere, e, se munita di stazione radiotelegrafica, anche un nominativo radiotelegrafico, composto di lettere differenti da quelle del nominativo a bandiera.
Le navi ed aeromobili da guerra hanno inoltre nominativi di altri codici.
Non (Genov.). — Nolo. Dato dallo Jal, è sbaglio per Nòu.
Nonio. — Regolo per la misura delle parti decimali di una scala graduata. Costituito da un piccolo quadrato i cui lati, di lunghezza eguale alla minima graduazione della scala, sono suddivisi ciascuno in dieci parti, numerate da 1 a 10.
Nell'interno del quadrato sono tracciate nove rette parallele orizzontali, passanti per i punti di suddivisione dei lati verticali,
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ed altrettante rette parallele oblique, condotte dall'estremo di destra di ciascuna suddivisione del lato orizzontale superiore all'estremo di sinistra della suddivisione corrispondente del lato orizzontale inferiore.
L'intersezione della prima obliqua con la prima orizzontale dà il decimo della scala graduata, quella della seconda obliqua con la seconda orizzontale dà i due decimi, e così di seguito. Le letture si fanno ad occhio e cioè senza l'ausilio di istrumenti ottici di ingrandimento.
Ideati dal portoghese Pedro Nuñez.
Talvolta il nome di Nonio è dato impropriamente ad un altro dispositivo, detto Verniero che è basato su altri princìpi costruttivi ed è annesso agl'istrumenti per misure di precisione.
Per misure di alta precisione si usa il Microscopio micrometrico.