O1. — Questa lettera non è contemplata nella graduatoria delle classificazioni del Registro Navale Italiano. Solo nei registri del Lloyd serve ad indicare la quarta classe di stima delle navi mercantili.
O2. — Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. È di forma rettangolare, suddivisa per diagonale in due triangoli rettangolari, quello inferiore ed adiacente all'inferitura giallo, quello superiore rosso. Significa: Uomo in mare.
Obbediente. — Di bastimento sensibile molto all'impulso del timone. (Fincati; Bardesono).
Obbedienza. —
CHIAMARE ALL'OBBEDIENZA UNA LANCIA, UNA NAVE: ordinare a una lancia che passa, a una nave che si incontra, di avvicinarsi, e far loro alcune domande che di solito hanno rapporto con la rotta che fanno, con la loro destinazione, o col loro carico, o con le notizie che possono interessare, ecc. Una nave che chiama alla obbedienza, issa la bandiera, e così fa la nave interrogata. (Piquè).
Non si usa. Secondo le norme di diritto internazionale marittimo vigenti, le navi da guerra in tempo di pace possono esercitare soltanto il riconoscimento della identità e della nazionalità delle navi mercantili, ma senza alcun mezzo coercitivo, salvo il caso di fondato sospetto di pirateria o, nelle zone contemplate, di commercio di schiavi.
La spiegazione data dal Piquè, induce a credere che l'A. volesse riferirsi al tempo di guerra, nel qual caso le navi da guerra dei belligeranti hanno il diritto di visita, di dirottamento, cattura delle navi mercantili. Ma è sconosciuto anche in questo caso il vocabolo Obbedienza con significato preciso e specifico.
Obbedire. — Del bastimento che segue l'impulso delle vele e del timone. (Fincati). V.
Obbediente.
Òbice. — Arma da fuoco che, per quanto riguarda la lunghezza in calibri e la forma di tiro, è di tipo intermedio tra il cannone e il mortaio; specialmente adatta per l'artiglieria da costa, da fortezza e d'assedio. A causa della traiettoria assai curva gli obici possono essere nascosti dietro difese naturali e possono colpire il bersaglio superando gli ostacoli che eventualmente lo nascondano.
—
Obice per il tiro illuminante: sistemato su alcuni tipi di unità da guerra, fornite di un numero esiguo di cannoni per il tiro battente, e destinato esclusivamente ad illuminare il bersaglio nel tiro notturno, lasciando liberi per il tiro battente i cannoni. La traiettoria molto curva data dall'obice consente di far cadere dall'alto e con relativa lentezza il proiettile illuminante verso il bersaglio, rischiarando la zona necessaria per la punteria dei cannoni e per l'osservazione dei risultati del tiro di questi.
Obighèddu (Sardo). — Coppo. Anche Goppo, Pighèddu. (Min. Agric., La pesca II 473).
Obliquare. — Navigare obliquamente, giusta la dislocazione tattica obliqua. Non si usa. Si dice: Navigare in linea di rilevamento.
— Veleggiare con vento obliquo.
Anche Obbliquare. (Guglielmotti).
Obliquo:
—
Corsa obliqua: la corsa d'una nave
531
con deriva vien detta Obliqua. (Fincati). Oggi: Rotta obliqua.
—
Impatto obliquo: v. s.
Impatto.
—
Resistenza obliqua: resistenza al moto della nave nelle suddette condizioni.
(Resistenza diretta, quando la nave segue la via diretta).
—
Vento obliquo: vento che soffia né perpendicolare né parallelo alla chiglia del bastimento; ma in una direzione intermedia:
stretto: se tra la prua e il traverso;
largo: se tra la poppa e il traverso. (Guglielmotti).
—
Via obliqua: direzione del cammino che segue una nave a vela per effetto della deriva, quando i pennoni sono bracciati obliquamente. Essa forma un angolo inferiore ad 8 quarte con la via diretta, e cioè con la direzione della chiglia, direzione che seguirebbe se i pennoni fossero bracciati in croce e la direzione del vento fosse ad essi normale, come quando la nave corre in fil di ruota. Si dice anche: Cammino obliquo. Parrilli: Via obbliqua.