Ondamento. — Non ha senso marinaresco, come sembrerebbe dal Guglielmotti. (V. Tommaseo e Bellini).
Ondare (Term. ant.). — Ondeggiare.
— Inondare. (Crusca; Tommaseo e Bellini).
Ondata. — Colpo d'onda, più o meno violento.
— Colpo di mare, imbarcato a bordo.
Venez. Ondada.
Ondazione (Term. ant.). — Ondeggiamento, anche del mare. (Crusca; Tommaseo e Bellini).
Ondeggiamento. — L'ondeggiare. L'ondeggiamento della nave (Petrocchi).
Ondeggiare. — Muoversi in onde, o sulle onde. Venez. Ondizàr.
— Seguire il movimento delle onde, di nave, ecc. (Crusca).
È un termine più letterario che marinaresco; il muoversi sulle onde, per effetto di queste si dice Oscillare.
Ondeggiatore (Term. ant.). — Chi o che ondeggia. (Tommaseo e Bellini). Nel senso proprio non se ne conoscono esempi.
Ondetta. — Piccola onda.
Non marinaresco; si dice Ondicella.
Ondicciuola (Term. ant.). — Ondetta. (Salvini: Crusca).
Ondicerchiato (Term. poet.). — Circondato dalle onde del mare. (Pindemonte, Odissea: Crusca).
Ondisonante (Term. poet.). — Che risuona nell'onda, percosso dalle onde. Il lido ondisonante. (Crusca; Petrocchi). Anche Ondisono. (Crusca).
Ondìvago (Term. poet.). — Che vaga, scorre sulle onde. (Crusca).
Ondolare. — Forma data dal Guglielmotti per Ondulare, ma mancante negli altri vocabolarii, e corretta dal Manfroni (Diz. di voci impure, Torino, 1901) in Ondulare. Si ha invece un esempio del Baldelli dell'aggettivo Ondolato, e uno di Ondolatorio del Botta. (Crusca).
Ondoleggiare. — Ondeggiare leggermente, ma non usato per le onde del mare o del fiume.
Ondosità. — L'essere ondoso, ma non si trova riferito al mare. (Crusca).
Ondoso. — Del mare mosso dal vento. Pieno d'onde.
— (Letter.). Del mare, marino. (Crusca).
Ondulare. — Il Guglielmotti dà questo verbo come marinaresco e idraulico, ma i vocabolarii della lingua lo dànno solo nel senso di « Muoversi quasi tremolando ». (Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
Il termine marinaresco-tecnico è Oscillare.
Oneraria (Term. ant.). — Nave oneraria. (Botta: Crusca). Lat. Oneraria navis. V. s.
Nave.
Onghi e songhi (Tarant.). — Termine usato dai marinai e dai pescatori, a
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indicare il coprirsi del cielo di nuvoloni minaccianti pioggia, ma che tosto si diradano. Nella parlata comune Enghia e sdivaca.