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Orientatore. — Chi o che orienta. Termine sconosciuto in Marina, dato dal solo Guglielmotti come termine marinaresco.

Orientatura. — Effetto di orientare. (Guglielmotti). Poco usato; si dice Orientamento.

Orientazione. — Azione di orientarsi. (Guglielmotti; Encicl. It. XXV 544). Poco usato; si dice Riconoscimento della costa, o della propria posizione rispetto a questa. — Azione di orientare. Poco usato; si dice comunemente Orientamento.

Oriente. — La parte dell'orizzonte, dove sorge il Sole. Anche Levante, Est. — Il Guglielmotti gli attribuisce anche il senso di « Vento che viene di là ove nasce il Sole, Levante », ma un tale significato non è conosciuto altrimenti. V. invece Levante.

Origine (Certificato di ~). — Documento da esibirsi da una nave mercantile all'atto dello sdoganamento delle merci nel posto di arrivo. È vistato dall'autorità consolare del porto estero di partenza. Nel Manifesto di carico (v.) figura già la provenienza delle merci, ma l'esibizione del certificato di origine vien fatta, di solito, per la determinazione della tariffa doganale da applicarsi, quando la merce provenga da uno stato col quale vi siano accordi per un trattamento speciale. È obbligatorio per l'importazione di bestiame o in determinate circostanze politiche. — Documento che deve accompagnare tutte le spedizioni di mitili e di ostriche, attestando che detti molluschi provengono da luoghi salubri. (Legge sanitaria 4 luglio 1929, n. 1315).

Origine del vento. — Aria di vento, o punto dell'orizzonte dal quale soffia il vento. Non si usa, si dice Letto del vento. — ACCOSTARSI ALL'ORIGINE DEL VENTO: disporre la rotta del bastimento, sicché la sua direzione s'accosti quanto si può verso il punto dal quale soffia il vento. (Stratico). Non si usa; si dice Accostarsi al vento o al letto del vento.

Origlia del mare (Term. sec. XVI). — Spiaggia del mare. (Vespucci-Canovai: Zaccaria, Raccolta 83). Rende lo spagn. Orilla « spiaggia ».

Oriola. — Piccola randa, ecc. (Corazzini). È termine archeologico. (Guglielmotti; Jal).

Orione. — Una tra le più belle costellazioni, posta presso l'equatore celeste, con la stella principale Betelgeuze. In questa costellazione c'è la più grande e bella nebulosa del cielo. V. Bordoni. (V. Volpati, Zeitschr. Rom. Philol. LII 170, 181).

Oriuolo: — Oriolo marino: v. Orologio marino. (Guglielmotti). — Oriuolo a polvere: ampolletta. (Parrilli). Stratico: Orologio di sabbia.

Orizzontamento. — L'orizzontare. (Guglielmotti). Poco usato. Si dice Livellamento.

Orizzontare. — Disporre in posizione parallela all'orizzonte. (Guglielmotti). Poco usato; si dice Livellare.

Orizzonte1: — Orizzonte apparente: piano orizzontale passante per l'occhio dell'osservatore. A questo piano viene riferita l'altezza apparente degli astri, sottraendo dall'altezza osservata l'angolo di depressione all'orizzonte dopo corretta della refrazione. — Orizzonte artificiale: strumento astronomico per osservare l'altezza di un astro, senza riferirla all'orizzonte visibile o marino. « Per il calcolo astronomico occorrente al controllo dei cronometri i naviganti preferiscono fare le osservazioni delle altezze degli astri a terra, quando la nave è in porto. Essi scelgono luoghi tranquilli, dove il suolo sia meno soggetto a vibrazioni e scotimenti. In tali luoghi, generalmente, l'orizzonte marino è coperto dalle accidentalità del terreno. I marinai adoperano allora l'orizzonte artificiale che è una bacinella rettangolare con una piccola quantità di mercurio, la cui superficie costituisce un piano riflettente perfettamente parallelo all'orizzonte apparente ». (Bardesono). — Orizzonte astronomico o vero o razionale: cerchio massimo della sfera celeste risultante dall'intersezione di questa con un piano orizzontale, passante per il centro
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della Terra, normale alla verticale dell'osservatore. A questo piano viene riferita in definitiva l'altezza degli astri occorrente per i calcoli di navigazione astronomica (altezza vera), che si ottiene aggiungendo all'altezza apparente l'angolo di parallasse terrestre. L'orizzonte astronomico divide la sfera celeste in due emisferi, di cui quello superiore contiene lo zenit e quello inferiore il nadir dell'osservatore. La durata del giorno e della notte degli astri rispetto all'osservatore è data dal tempo per il quale essi si trovano rispettivamente nell'emisfero superiore e in quello inferiore. — Orizzonte marino o visibile o sensibile: cerchio che limita la parte visibile della superficie del mare e che risulta dall'intersezione di questa con la superficie conica ad essa tangente e avente per vertice l'occhio dell'osservatore. Aumentando l'altezza dell'occhio dell'osservatore sul mare aumenta il raggio dell'orizzonte, il cui valore, espresso in miglia, è dato, con larga approssimazione, dal doppio della radice quadrata dell'altezza suddetta, espressa in metri. All'orizzonte visibile viene riferita l'altezza osservata degli astri in mare. — Asse dell'orizzonte: linea passante per lo zenit e per il nadir dell'osservatore. Poco usato; si dice Verticale dell'osservatore. — Depressione dell'orizzonte: v. s. Depressione. — Giri di orizzonte: v. s. Giro. — Poli dell'orizzonte: v. s. Nadir. Ai tempi della vela i naviganti per indicare la direzione del vento consideravano il giro d'orizzonte diviso in 32 rombi o quarti, dell'ampiezza di 11° 15' ciascuno, e per indicare le rotte suddividevano ciascuno di questi in quattro quartine, dell'ampiezza di circa 3 gradi ciascuna. V. Rosa dei venti.

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