Osteriggio. — Ciascuna di quelle coperture per riparo dalla pioggia, che sono sistemate su taluni boccaporti e che sono costituite da armature invetriate o da lamiere con portellini invetriati, disposte a spiovente e che si possono tenere sollevate per areare i locali sottostanti. V. Invetriata. Il Guglielmotti dà le varianti: Stirice, Stircio, Stirichio, Stiriggio. Ancon. Ostrigio. Sulle navi mercantili pure Spiraglio.
Il Parrilli (s. Osteriggio) ha anche Boccaporta invetriata, ma registra Osteriggio già nel suo Vocab. militare di marineria del 1846 (s. Claire-voie). (V. Bardesono).
Ostia (Term. ant.). — Bocca d'un fiume. (Tolosani: Tommaseo e Bellini).
(Dal lat. ostium, di senso uguale).
Osticella. — Diminutivo di Osta, registrato dal Guglielmotti, ma non usato.
Ostina (Term. ant.). — Diminutivo di Osta. (Guglielmotti).
Ostini. — Ghie semplici o doppie, fissate ai capi dei picchi, e che vengono, una per lato, date volta in coperta, per ritenuta degli stessi, tenendo tesato quello di sopra vento. Sono manovre correnti. (Parrilli; Bardesono). Anche Ostine, Oste, Senaletti (Fincati).
(Da oste « fune, ecc. »: v.).
Ostra (Vento d' ~) (Term. ant. poet.). — Ostro, austro. (Per la rima con mostra: Tommaseo e Bellini).
Ostralada (Venez.). — Disordine, furia di mare prodotta dall'impeto dell'austro.
Ostregaro (Venez.). — Draia, rete di filo canapino grosso e assai forte, a maglie larghe, armata d'una lama pesante di ferro fatta a semicerchio, a foggia di sarchio, la quale, calata nel fondo dei canali della Laguna, viene strascinata e raccoglie tutte le ostriche nelle quali s'incontra, nonché qualche pesce di fondo. Anche Ostreghèr, Cazza da òstreghe.
V. pure s.
Ingegno.
Nell'Alto Adriatico anche Ostreghera.
Òstrica. — Nome di molte specie di conchiglie bivalve marine.
—
Ostriche di carena: nicchi attaccati alla carena delle navi rimaste a lungo in acqua.
Ostricàio2. — Chi vende ostriche. A Venezia Ostreghèr, e la moglie sua Ostreghèra.
Ostricoltura. — Arte di aumentare con mezzi adatti la propagazione delle ostriche, a scopo di alimentazione. Principale luogo di allevamenti d'ostriche è Taranto. Lessona: Ostreicoltura. V. D. Carazzi, Ostricoltura e mitilicoltura, Milano, Hoepli, 1893.
Ostro (Term. letter.). — Vento di mezzogiorno. Austro.
— Mezzogiorno (punto cardinale). (Crusca).
— Venez.
Ostro-garbìn: ostro-libeccio. Anche Garbìn zoso.
—
Ostro libeccio: vento di sud-sudovest. Pantera (1614): Ostrolibecchio. (Tommaseo e Bellini). Disusato.
—
Ostro sirocco: vento di sud-sudest. Disusato.
Pantera: Ostrosirocco.
— Ant.
Ostrogarbino. (Ruscelli [sec. XVI]: Tommaseo e Bellini). V. Ostro nello Jal.
(Dal lat. auster, vento e punto cardinale).
Ostruzione. — L'insieme dei materiali di vario tipo collegati tra loro e sistemati all'ingresso di porti, di canali, di passi ristretti, o esternamente ad ancoraggi, per impedire il passaggio di sommergibili immersi, di piccole unità di superficie o di siluri lanciati dal nemico e che sono in massima costituiti da reti metalliche distese tra boe ancorate e tenute sospese per mezzo di cilindri metallici galleggianti. Contro i sommergibili immersi si collocano anche ostruzioni retali esplosive, che rimangono al di sotto del pelo dell'acqua della quantità necessaria per il normale passaggio delle unità di superficie, e che sono costituite
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da reti leggere, fornite di piccole torpedini e facilmente staccabili dalle ritenute. V.
Gancetti.
Si collocano anche ostruzioni galleggianti esclusivamente per impedire il passaggio di piccole unità di superficie, costituite da pali di legno o di ferro vuoto, collegati tra loro con penzoli di cavo di acciaio o di catena, ormeggiando le diverse tratte a boe o a piccoli scafi ancorati ad opportuni intervalli. V.
Chiusura.