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Pachèa (Venez.). — Maccheria. (Ive, I dialetti dell'Istria 161). Anche Pachèa de mar. — Scirocco (vento). (Piccio).

Pachebotti (Term. ant.). — V. Pacchebotto.

Pachettu (Palerm., catan.). — V. s. Pacchebotto e Pacchetto.

Pàcio (Venez.). — V. s. Chèba. (Dal suono imitativo pac pac, con c molle).

Pack. — V. Pach.

Packet-boat (Ingl.). — Bastimento postale. Cfr. Pacchebotto.

Paddle (Ingl.). — Corto e largo remo come quelli di uso indigeno in India, Affrica e America. (Settembrini; Corazzini). La descrizione di questo tipo di remo è quella data dallo Stratico per il vocabolo Pagaia. È molto usato nelle canoe sui fiumi americani. Si potrebbe tradurre col vocabolo Paletta.

Paddy-boat (Ingl.). — Imbarcazione di Ceilan, per il trasporto del riso e d'altre derrate. (Settembrini).

Padella1 (Term. sec. XVII). — Sorta di nave larga e piatta. (Buonarroti il Giovane; Salvini: Tramater). (Detta così per la sua somiglianza con la padèlla, arnese di cucina).

Padella2 — Piccolo parabordo coll'involucro di tela, adoperato sulle barche. (Bustico). Non si usa. Il Bustico si riferisce probabilmente ai parabordi lentiformi di tela imbottiti col sughero che si usano nelle imbarcazioni della R. Marina.

Padellino. — Arnese usato sui bastimenti, per raccogliere spurghi di passeggeri al fine di mantener pulite le camere e i ponti. (Guglielmotti). Non si usa. Si chiama Sputacchiera, ma è un vocabolo di uso generale.

Padelloni (Romagn.). — Bilance. (Min. Agric., La pesca II 206).

Padiglione1. — L'insieme del sartiame e degli stralli di ogni albero d'un veliero. In un albero a vele quadre si chiamano Basso padiglione, Padiglione di gabbia e Padiglione alto rispettivamente quelli del tronco maggiore, dell'albero di gabbia e dell'alberetto. (Bardesono). — Padiglione velico: l'intera velatura d'un bastimento. Poco usato. — Padiglioni (sec. XVI): tende. (Sansovino, 1580: Jal).

Padiglione2 (Term. ant.). — Bandiera nazionale (di riconoscimento delle navi). (Tramater). (Dal franc. pavillon, nel significato marin.: Dict. général).

Pàdoa (Barca de ~) (Venez. ant.). — V. s. Corriera.

Padovana (Venez.). — V. s. Boçentòro, e Càneva.

Padreterno. — Parola significante « Mangiavento », registrata dal Guglielmotti, il quale cita il Parrilli, cui però essa manca al posto alfabetico, come gli manca Mangiavento. Non è conosciuta.

Padri del comune (Term. ant.). — Magistrato genovese, che soprintendeva al porto, al molo, alle acque, alle strade, ecc., e al controllo delle navi mercantili noleggiate. (Rezasco; Zeno 108: Padri del porto).

Padrona (Term. ant.). — V. Patrona.

Padronaggio (Term. sec. XVI). — Esercizio che fa del suo incarico il padrone d'una nave. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini).

Padronanza del mare. — Controllo delle vie marittime per fini commerciali o militari. (Bustico). Si può dire, ma non si usa. Il termine appropriato è Dominio del mare.

Padronato della nave (Term. sec. XVI). — Governo, soprintendenza della nave. (Serdonati: Gherardini). Oggi si direbbe Comando di bordo.

Padrone (Term. sec. XIII-XVI). — Armatore e comandante d'una nave. (Francesco da Barberino, ecc.: Tommaseo e Bellini). Basso lat. Patronus. (Zeno 103). V. s. Còmito; Patrone; Governatore; Palmata; Padroneggiare (ant.). 1496: Padron di nave. (Jal). — A Venezia, nel secolo XVI, pare che il padrone (Paron) dipendesse dal còmito: ... l'armiraio ... comanda al comito, al nochier, e lu al paron e compagni, e lori a fanti, a galioti ... (Calmo 206). — Sulle navi da guerra era un ufficiale che stava presso il luogotenente, assisteva alla carena, curava l'assestamento della nave,
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ed era presente al magazzino, quando doveva prendere la prima guarnitura e ricevere il cambio. (Tramater). Còrso patrone, padrone. — Al tempo dello Stratico si chiamava Padrone, Parone nel Mediterraneo il capitano d'un bastimento mercantile, ma sopra tutto questo nome si dava a quelli che comandavano delle barche o altri piccoli bastimenti (si diceva Padrone d'una barca, non d'una nave). V. Patrone. Venez. Parón de barca. — Nella Marina mercantile, titolo del capitano d'una barca o navicella che esercita la navigazione costiera, d'un grado subito inferiore a quello di capitano di seconda classe. (Fincati). — Grado della Marina mercantile, conferito dallo stato agl'iscritti nelle matricole della gente di mare, dell'età di 22 anni compiuti, che dopo aver compiuto 3 anni di navigazione effettiva, e dopo aver superato un esame presso una capitaneria di porto, sono riconosciuti capaci di comandare navi mercantili di qualunque portata, a vela o a propulsione meccanica, usate per la navigazione e per il traffico del Mediterraneo. Nella Marina da diporto in luogo di Padrone è in uso l'ingl. Skipper (v.). (Bardesono). V. Patente di grado. — Padrone d'imbarcazione: graduato nocchiere o marinaio, al quale, nella Marina militare, è affidata ognuna delle imbarcazioni per la conservazione, manutenzione e condotta. Il padrone d'imbarcazione deve possedere l'abilità marinaresca e le cognizioni necessarie per assolvere le responsabilità del suo speciale servizio. Egli è sempre responsabile della manovra della imbarcazione finché non intervenga a dirigerla un suo superiore. Quando nell'imbarcazione non si trova un suo superiore ha diritto all'obbedienza degli altri militari. Anche Padrone d'imbarcazioni, di lance. — Padrone di lancia: ufficiale d'una lancia analogo al Padrone di scialuppa. (Stratico). Anche solo Padrone (Fincati). V. Capolancia. Oggi l'imbarcazione nella quale imbarcano il re o altri alti personaggi è comandata da un ufficiale, che però non ha il titolo di padrone. Tuttavia in tale imbarcazione vi è sempre il padrone come nelle altre. — Padrone posticcio (sec. XIV): v. s. Parón postizzo (venez.). — Parón postizzo (venez.): colui che nel ruolo delle persone imbarcate apparisce capo della ciurma, ma non è il proprietario della barca. Il Boerio traduce con Padrone appositiccio o posticcio. Nel Pegolotti Balducci Padrone posticcio. (Edler 199). — Padrone di scialuppa (ant.): ufficiale incaricato di condurre la scialuppa, e di comandarne l'equipaggio, usando il fischietto. (Stratico). — V. Parone. Dettato còrso: Le barche pe' li patroni e le capre pe' li pastori: quelli che guidano i bastimenti e le greggi si mangiano tutti i guadagni. (Padrone dal lat. patronus « protettore ». Parone [v.] è di provenienza veneziana. Patrone è un vecchio latinismo, che a Venezia sopravvive, nella forma patrón, quale saluto. Dall'Italia passò pure in Francia: patron «padron di barca»: Dict. général; Bloch, Dict. étym. II 134; Salvioni, Romania XXXIX 457, Rendic. Ist. Lomb. XLIV 802).

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