Padrone

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Padrone (Term. sec. XIII-XVI). — Armatore e comandante d'una nave. (Francesco da Barberino, ecc.: Tommaseo e Bellini). Basso lat. Patronus. (Zeno 103). V. s. Còmito; Patrone; Governatore; Palmata; Padroneggiare (ant.). 1496: Padron di nave. (Jal). — A Venezia, nel secolo XVI, pare che il padrone (Paron) dipendesse dal còmito: ... l'armiraio ... comanda al comito, al nochier, e lu al paron e compagni, e lori a fanti, a galioti ... (Calmo 206). — Sulle navi da guerra era un ufficiale che stava presso il luogotenente, assisteva alla carena, curava l'assestamento della nave,
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ed era presente al magazzino, quando doveva prendere la prima guarnitura e ricevere il cambio. (Tramater). Còrso patrone, padrone. — Al tempo dello Stratico si chiamava Padrone, Parone nel Mediterraneo il capitano d'un bastimento mercantile, ma sopra tutto questo nome si dava a quelli che comandavano delle barche o altri piccoli bastimenti (si diceva Padrone d'una barca, non d'una nave). V. Patrone. Venez. Parón de barca. — Nella Marina mercantile, titolo del capitano d'una barca o navicella che esercita la navigazione costiera, d'un grado subito inferiore a quello di capitano di seconda classe. (Fincati). — Grado della Marina mercantile, conferito dallo stato agl'iscritti nelle matricole della gente di mare, dell'età di 22 anni compiuti, che dopo aver compiuto 3 anni di navigazione effettiva, e dopo aver superato un esame presso una capitaneria di porto, sono riconosciuti capaci di comandare navi mercantili di qualunque portata, a vela o a propulsione meccanica, usate per la navigazione e per il traffico del Mediterraneo. Nella Marina da diporto in luogo di Padrone è in uso l'ingl. Skipper (v.). (Bardesono). V. Patente di grado. — Padrone d'imbarcazione: graduato nocchiere o marinaio, al quale, nella Marina militare, è affidata ognuna delle imbarcazioni per la conservazione, manutenzione e condotta. Il padrone d'imbarcazione deve possedere l'abilità marinaresca e le cognizioni necessarie per assolvere le responsabilità del suo speciale servizio. Egli è sempre responsabile della manovra della imbarcazione finché non intervenga a dirigerla un suo superiore. Quando nell'imbarcazione non si trova un suo superiore ha diritto all'obbedienza degli altri militari. Anche Padrone d'imbarcazioni, di lance. — Padrone di lancia: ufficiale d'una lancia analogo al Padrone di scialuppa. (Stratico). Anche solo Padrone (Fincati). V. Capolancia. Oggi l'imbarcazione nella quale imbarcano il re o altri alti personaggi è comandata da un ufficiale, che però non ha il titolo di padrone. Tuttavia in tale imbarcazione vi è sempre il padrone come nelle altre. — Padrone posticcio (sec. XIV): v. s. Parón postizzo (venez.). — Parón postizzo (venez.): colui che nel ruolo delle persone imbarcate apparisce capo della ciurma, ma non è il proprietario della barca. Il Boerio traduce con Padrone appositiccio o posticcio. Nel Pegolotti Balducci Padrone posticcio. (Edler 199). — Padrone di scialuppa (ant.): ufficiale incaricato di condurre la scialuppa, e di comandarne l'equipaggio, usando il fischietto. (Stratico). — V. Parone. Dettato còrso: Le barche pe' li patroni e le capre pe' li pastori: quelli che guidano i bastimenti e le greggi si mangiano tutti i guadagni. (Padrone dal lat. patronus « protettore ». Parone [v.] è di provenienza veneziana. Patrone è un vecchio latinismo, che a Venezia sopravvive, nella forma patrón, quale saluto. Dall'Italia passò pure in Francia: patron «padron di barca»: Dict. général; Bloch, Dict. étym. II 134; Salvioni, Romania XXXIX 457, Rendic. Ist. Lomb. XLIV 802).