Palificata (Term. ant.). — Palizzata. (Crescenzio, ecc.: Tommaseo e Bellini).
Palinata (Term. ant.). — Palizzata. (Tommaseo e Bellini).
Paline (Venez.). — Due remettini usati dai cacciatori maremmani, quando cacciano con lo schioppone, per avanzare passo passo, senza rumore, col battelletto, in cui stanno. Anche Pénole.
(Cfr. vèn. palina « paletto »).
Paliscarmo (Term. sec. XIV). — Palischermo. (Balducci Pegolotti: Jal).
Palischermo. — Nome generico delle imbarcazioni a remi, a vela e a motore meccanico. La parola Palischermo è usata nei regolamenti e in altre pubblicazioni, ma poco nella lingua parlata, essendovi preferita la parola Imbarcazione. (Bardesono).
A volte il palischermo è attrezzato con alberetti volanti. V.
Imbarcazione.
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Palischermo d'entrata: vascello (dei tonnarotti). (Parona). Anche Palischermo d'entrare.
(Ariosto, B. Baldi: Palischermo; Boccaccio: Paliscalmo; Balducci Pegolotti: Paliscarmo [Jal; Tommaseo e Bellini]; Oudin: Paliscalmo, Paliscelmo, Paliscermo, Palischermo, Palaschermo. Il Guglielmotti registra pure Parascalmo, Poliscalmo. Basso lat. Barga de parascalmo [v. Appendice, s.
Barga]; nel secolo XIV Perischermo a Venezia [Venezia e le sue lagune I 211]. Dal lat. poliscalmus, greco πολύσκαλμος « dai numerosi remi »).
Palischermotto. — Barca lunga 12 metri che si colloca a settentrione e a mezzogiorno del caporais, nel quadrato. (Parona). Anche Palischermo.
Palizzata. — Palafitta estesa. Ant. Palizzato, Palicciata, Palificata, Palinata, Palizzo.
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Palizzate: palafitte delle quali si formano i pontili, sporgenti in mare.
Palla1. — Uno dei due tipi di proietto in uso nelle artiglierie navali (l'altro è la granata), di forma cilindrico-ogivale, costruito con acciaio durissimo a pareti molto resistenti, avente una camera interna molto limitata, contenente una carica di alto esplosivo. Scopo della palla è di vincere la resistenza delle grosse piastre di corazza e di portare all'interno di queste gli effetti dell'esplosione. Le palle sono munite di un cappuccio di ferro che ha lo scopo di preservare la punta del proietto al momento dell'urto e di agevolare la perforazione della corazza.
Le palle sono munite di spolette che hanno dei dispositivi atti a ritardare lo scoppio fino a perforazione compiuta.
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Palle a diamanti (sec. XVII): palle unite con diamanti, cioè con ferri lunghi un palmo, da metter dentro alle palle d'artiglieria. (Falconi, 1612: Tommaseo e Bellini).
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Diamanti in palle (sec. XVII): palle con mezzo braccio di ferro dentro. (Falconi).
Palla2 (Venez. sec. XV). — Scrittura fallace per Pala (del timone). (Jal).
Palla a nuoto. — Giuoco a squadre di 7 nuotatori, che cercano di lanciare un pallone nella porta avversaria. Durante il giuoco tutti debbono galleggiare e solo i portieri possono prendere appoggio sul fondo. Il campo è delimitato da boe e da funi con sugheri, e generalmente ha le dimensioni di metri 27 X 18; le porte, larghe 3 metri e alte 90 centimetri dal pelo dell'acqua, sono delle armature galleggianti ancorate. Con bandierine vengono contrassegnati gli angoli, la metà campo e due linee, l'una a metri 4 e l'altra a metri 2 dalla linea di fondo. Il campo può essere fisso in una piscina o in un galleggiante, limitato da pezzi di legno e corde infilate in sugheri. L'arbitro getta la palla nel centro del campo, ve la libera con speciali apparecchi e fischia. I giocatori si slanciano allora dalla linea di fondo e incominciano il giuoco, ordinato da un complesso regolamento.
Si giuoca in due tempi di 7 minuti di giuoco effettivo, neutralizzando cioè le interruzioni. Fra i due tempi vi è un intervallo di 3 minuti.
Le partite possono farsi anche con squadre di 5 giocatori.
Questo giuoco sorse in Inghilterra verso il 1860 (Aquatic handball, o Water polo), ma oggi maestri del giuoco sono gli Ungheresi, che si sono affermati decisamente negli ultimi campionati europei e nelle Olimpiadi.
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In Italia l'attività sportiva in questo campo, non molto intensa, è regolata dalla Federazione italiana del nuoto, con sede in Roma. (Encicl. It. XXVII 115-116).