Palla a nuoto

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Palla a nuoto. — Giuoco a squadre di 7 nuotatori, che cercano di lanciare un pallone nella porta avversaria. Durante il giuoco tutti debbono galleggiare e solo i portieri possono prendere appoggio sul fondo. Il campo è delimitato da boe e da funi con sugheri, e generalmente ha le dimensioni di metri 27 X 18; le porte, larghe 3 metri e alte 90 centimetri dal pelo dell'acqua, sono delle armature galleggianti ancorate. Con bandierine vengono contrassegnati gli angoli, la metà campo e due linee, l'una a metri 4 e l'altra a metri 2 dalla linea di fondo. Il campo può essere fisso in una piscina o in un galleggiante, limitato da pezzi di legno e corde infilate in sugheri. L'arbitro getta la palla nel centro del campo, ve la libera con speciali apparecchi e fischia. I giocatori si slanciano allora dalla linea di fondo e incominciano il giuoco, ordinato da un complesso regolamento. Si giuoca in due tempi di 7 minuti di giuoco effettivo, neutralizzando cioè le interruzioni. Fra i due tempi vi è un intervallo di 3 minuti. Le partite possono farsi anche con squadre di 5 giocatori. Questo giuoco sorse in Inghilterra verso il 1860 (Aquatic handball, o Water polo), ma oggi maestri del giuoco sono gli Ungheresi, che si sono affermati decisamente negli ultimi campionati europei e nelle Olimpiadi.
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In Italia l'attività sportiva in questo campo, non molto intensa, è regolata dalla Federazione italiana del nuoto, con sede in Roma. (Encicl. It. XXVII 115-116).