Palombaro (Battello ~). — Battello, detto Nautilo, inventato dal Payeme nel 1852, col quale si poteva scendere e restare in fondo al mare, e lavorarvi con parecchi uomini: si poteva dirigerlo a piacimento. (Lessona e A. Valle, s. Palombaro).
Palombera (Venez. sec. XV). — V.
Palomera.
(Non esiste una venez. Palombara « ted. Segelmaat ["] », citata dal Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6181).
Palomera (Venez. sec. XIV o XV). — Ormeggio attaccato a un palo, a terra. (Fabbrica di galere: Jal). Negli Ordini de Mocenigo (1420) Palombera. Basso lat. catal. Palomeria. (Jal).
(Da paloma).
Palorcio (Orbetello). — Spilorcia. (Maccarrone, Arch. Glott. XXVII 69).
(V.
Spilorcia).
Palorcio (A ~) (Term. sec. XVII). — D'un modo di navigare senza vele, né remi. (Della Valle: Zaccaria, Raccolta 307). V.
Apalorciare. Forse l'essere « A rimorchio », o tirati dall'alzaia. V.
Palorcio.
(Cfr. napol. correre a paluorcio « dàrsela a gambe». [Galiani; D'Ambra]. Altra cosa dev'essere il catal. ant. palors [plur.] presso Jal [s. Lembutus], di senso sconosciuto).
Palotto. — Gottazza. (Stratico, s. Pala; Fincati). Anche Pala (Stratico). Genov. Pallottu, venez. Palòto.
Palpare. — Scorrere colla mano, tastandola, una corda, in particolare una gómena. (Stratico). Non si usa.
—
PALPARE LA GOMONA: operazione fatta con la scialuppa: si passa la gómena sull'arganello della stessa, vi si ala sopra, a mano a mano, sinché l'àncora sia a picco: in tal modo si visita la gómena nella maggior parte della sua lunghezza. Questa operazione si fa di quando in quando, se si sta a lungo sullo stesso ancoraggio, per accertarsi se la gómena sia sempre intatta. (Stratico). Non si usa.
—
Palpare: tener ferma nell'acqua, di taglio, la pala del remo, per smorzare l'abbrivo di una imbarcazione. (Diz. maritt. mil.; Bosio: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti; Stratico). Genov. Palpâ e remme.
Non si usa; si dice Agguantare.
—
Palpa remo!: comando di far fermare il corso della barca. Anche solo Palpa ! (Crescenzio 142). Non si usa; si dice Agguanta !
— Venez.
Palpàr: pescare nei bassifondi della Laguna, stando nella barca, e pigliando con le mani dal fango le anguille piccole, i ghiozzi, le passerette.
Palude. — Distesa d'acqua stagnante d'una certa estensione. Vi si può andare coi barchini. V.
Padule.
— Presso Venezia, bassofondo di Laguna, arenoso o pantanoso, a volte cretoso, coperto più o meno di piante, nel quale entra l'acqua marina durante l'alta marea. Venez. Paluo. Vi si va anche a pescare (Mariegola 42). V.
Barena.
—
Palude salata: distesa di terreno, che viene inondata dal mare, e in cui si ritengono le acque, per lasciarle svaporare, e poi raccoglierne il sale. (Bustico). V.
Salina.
Paludoso. — Di palude. Di natura di palude.
Palummedda (Catan.). — Lungo braccio di legno, ricurvo o verticale, ornato di pitture e dell'immagine del santo protettore del padrone, posto sulla prua delle barche pescherecce.
(Catan. palummèdda « colombella »).
Palvese (Term. ant.). — Per Pavese lo registra il Guglielmotti, ma è attestato solo in senso militare. (V. Tommaseo e Bellini).