Bagnare. — Buttare molta acqua di mare di fuori e sulla coperta d'un bastimento, perché resti stagnato. V.
Abbeverare.
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BAGNARE LE VELE: buttarvi acqua, perché il tessuto si restringa. (Guglielmotti).
Bagnasciuga1 (Masch.). — Si dà comunemente questo nome alla linea di galleggiamento o linea d'acqua, perché, a causa delle piccole variazioni del carico della nave e per lo sciabordìo dell'acqua intorno allo scafo, viene a trovarsi ora asciutta ora bagnata. Stratico: Bagna asciuga, genov. Bagna sciüga (Jal).
Bagnèra (Termine dei Valligiani veneziani). — Qualche laghetto di poca acqua, senz'erba, che trovasi qua e là, tanto nel padule quanto nelle barene (bassifondi rilevati della laguna). (Boerio). Il Mutinelli (Lessico veneto) riporta un antico termine Bagnaria, e aggiunge che « pare che antichissimamente si chiamassero con questo nome gli spazii di acqua, nei quali si soleva nôtare ».
Bagni di mare. — Stabilimenti sulle spiagge, con cabine, per i bagni. (V. Encicl. It. V 865).
Bagni di sabbia. — Bagni fatti colla sabbia marina od ordinaria riscaldata.
BagninoBagnina, . — Bagnaiolo, bagnaiola: uomo, donna, che fa il servizio ai bagnanti.
Bagno1 (Term. ant.). — Serraglio dei condannati al remo, vicino al mare, ai porti, alle dàrsene.
— Un tempo furono in uso dei Bagni galleggianti o Gabarre di condannati. (Laugieri 1880). V.
Carcere galleggiante.
(Di qui venne quindi il significato moderno di bagno: luogo di pena, nelle frasi: L'hanno mandato al bagno; Si trova al bagno. [Fuor di questi modi si dice galèra: Petrocchi]. Secondo alcuni il termine sarebbe derivato dai galeotti italiani tenuti in uno stabilimento di bagni di Costantinopoli: Jal; Wörter und Sachen V 41-42; Bloch, Dict. étym. I 60. Ma esso derivò invece dal Bagno di Livorno, nominato già nel 1540, molto prima di quello di Costantinopoli. Era il nome del mastio, in parte sotto il livello del mare, della Fortezza Vecchia, nel quale si tenevano rinserrati gli schiavi turchi. Di lì il nome dovette passare in altre città di mare, e a Costantinopoli. Anche il franc. bagne è dall'it. bagno. Da notare l'uso del termine da parte di alcuni poeti toscani del seicento. V. Viani, Diz. pretesi frances., 1858, I 185-'8).
Bahìa (Spagn., portogh.). — Baia.
— Golfo (piccolo, nel portogh.).
Bahr (Arabo). — Mare.
— Lago.
Bàia1. — Seno di mare più grande dell'ansa, e più piccolo del golfo, con entrata ristretta. Dimin. disus. Bajetta. (Petrocchi).
(Già nel Sassetti [1584]. Dallo spagn. bahia [anche portogh.]: Wartburg, Franz. etym. W. I 205; Bloch, Dict. étym. I 61; Jal; Zaccaria, Elemento iber. 42).
Bàia2. — Nella Marina si dà il nome di Baia ai tini di legno a doghe, cerchiati di ferro o d'ottone. Sono di varie dimensioni. Le più piccole, talvolta più larghe che alte, si chiamano Baiette e vengono usate per il trasporto dell'acqua per le lavande. Anche a Livorno. (Corazzini). Bàia e Baietta per Tino e Tinozza. Genov. Bàia, Baggetta, venez. Bàgia. (V. Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLVIII 530).
Baicolère (Plur; venez.). — Rete composta di tre reti a maglia stretta, per la pesca dei baìcoli (varietà di cefali, venez.
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ziévoli). (Corazzini ha, per errore di stampa, Bocicolere).