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Parato. — V. Parati (plur.). (Parrilli, II 197).

Paratoia. — Cateratta. — Porta della cateratta. (Bruttini, Diz. agric.). (Cfr. Fanfani e Arlìa). Non si usa; si chiama Saracinesca.

Paratorpedine. — Voce data dal Bustico, ma sconosciuta, per Parasiluri.

Parau (Portogh.). — Bastimento da guerra indiano. (Figueiredo). V. Parro.

Paravanti (Venez.). — Arnese per la pesca dei ghiozzi e dei gamberi nella Laguna, formato d'una rete a maglie fitte, a modo di sacco, fornita all'imboccatura d'un triangolo di legno con un manico lungo, col quale si spinge avanti la rete, radendo il fondo. (Dall'imperativo del venez. paràr avanti « sospingere »).

Paravento. — Tenda con speciali matafioni per il tesamento. (Bustico). (")

Parazzo. — Pesciolino di mare così sottile che si crede sia figliatura delle sarde. (Diz. di Bologna, 1823; Tramater). Altri lo dà come « Minutaglia di sarde piccolissime » (De Vincentiis, s. Minoscia). Il Petrocchi ha Parazzo, Parazzino (zz dolce) per Clupea latulus, pesciolino del Mediterraneo. Anche Paraso.

Parco. — Deposito di materiali della stessa specie riuniti in un reparto di un arsenale, coperto o scoperto, con o senza recinto. (Stratico). — L'insieme di armi, attrezzi e altri materiali necessarii per taluni servizi speciali, tenuti accantonati e che, in caso di bisogno, vengono inviati sul posto insieme al relativo personale. — (Ant.) Unione di più pezzi di legno che si sospendono attorno al bastimento, quando si fabbrica, per calafatarlo. Anche Triàngolo. Catan. Parcu. (Nicotra). V. Balzo. — Tratto di mare limitato da piuoli o da reti. (Bustico). (") — Parco àncore: quello in cui sono depositate le àncore e le catene di dotazione di un arsenale. — Parco artiglierie: quello in cui sono depositate le artiglierie sbarcate dalle navi e quelle di riserva o fuori uso. — Parco di bestiame: recinto per bestie caricate a bordo. (Stratico, III 207). — Parco di castrati: recinto quadrato di tavole tra i ponti della nave, davanti al boccaporto grande, per rinchiudervi i castrati che s'imbarcano. (V. Stratico). Questi ultimi due non sono termini marinareschi, e, d'altra parte, con l'uso dei frigoriferi è venuta a cessare la necessità di trasportare a bordo provviste di bestiame vivo. — Parco ferroviario di caricamento: esiste nei grandi porti, per le merci sbarcate, da trasportare altrove per terra. — Parco d'incendio: quello occorrente per una spedizione di pompieri e che in un arsenale viene tenuto sempre pronto. — Parco ittico: parco di mare. — Parco dei legnami: recinto in un canale o fosso pieno di acqua di mare, per tenervi sott'acqua il legname da costruzione, in alcuni porti, dove si ha la convinzione che questo sia un mezzo di conservare il legname. (Stratico). Sconosciuto in questo senso. — Parco di mare: pescaie naturali o artificiali, per pescare in riva al mare. (Bustico). (") — Parco minatori: l'insieme degli attrezzi, sostanze esplosive, infiammabili ecc., occorrenti per formare una spedizione destinata a lavori da mina. Fa parte dei reparti da sbarco della R. Marina ed è comandato da un ufficiale subalterno. Tutti i materiali che compongono il parco minatori sono sistemati in zaini o porta-attrezzi di cuoio, muniti di cinghie, per essere portati a spalla dal personale assegnato.

Parda (Catan.). — Corda usata per pescare un'àncora perduta in fondo al mare.

Pardai (Term. sec. XVI). — Sorta di bastimenti di Càlicut (Malabar), nominati dal Garzoni (867: i Pardai di Calicut).

Paré (Venez.). — V. s. Parete.

Pareci (Venez.). — Ormeggi. Attrezzi (d'una nave). V. Armizo.

Pareggiare (Term. sec. XVI). — Trattenersi nello stesso paraggio. (Vespucci; Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 298).

Pareggio (Term. sec. XIV). — Paraggio. (Dante; Pacciarone: Gherardini; Tommaseo e Bellini). Basso lat. Parigium, Paregium. Nel Sanudo Torsello (sec. XIV): Pro transeundo Parigia dicti maris. (Guglielmotti, s. Paraggio). Con Parezzo il Galucci
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traduce lo spagn. Paraje. (Zaccaria, Elemento iber. 297). — Viaggio per mare. (Francesco di Vannozzo: Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVI) Rotta, linea di navigazione; direzione; positura. (Ramusio; Ulloa). Nel Ramusio il plur. Pariggi, Parizzi (con ì richiamato dall'i finale). (Zaccaria, l. c.).

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