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Passavuci (Sicil.). — Passaparola.

Passëa (Genov.). — Passatoio (v.). — Palàncola (v.).

Passeggero. — Chi, mediante prezzo convenuto, fa passaggio, o viaggio, da un luogo all'altro per mare. Anche Passeggiero. Ant. o disus. Passaggiere, Passaggiero, Passeggiere, Pellegrino (v.). (V. Tommaseo e Bellini). — Navalestro. Passatore (ant.). (Tommaseo e Bellini). — Passeggeri di ponte: quelli di quarta classe su alcuni piroscafi. (Bustico).

Passeggiatori. — Passavanti. (Stratico, III 207). Non si usa.

Passeggiere1. — Naviglio assegnato al viaggio delle persone, e talvolta alle truppe di sbarco. (Guglielmotti). Non si usa.

Passeggiere2Passeggiero, (Term. disus.). — V. Passeggero.

Passera (Term. ant.). — Vascello nel quale è stata abbattuta l'opera morta, e qualche volta manca una parte o l'altra dell'opera viva (nel qual caso il nome si adatta ancor meglio). (Stratico). Venez. Pàssara. — Lancia del capitano. (Carena). Cfr. Passeretta. Non si usa. Secondo il Fincati (41), nome dato a Venezia alla maggiore delle imbarcazioni. (Forse dalla passera [di mare], specie di pesce piatto).

Passerella. — Tavola usata per traversare all'asciutto un piccolo tratto di superficie d'acqua, tra due galleggianti, o tra un galleggiante e una banchina. V. Palanca; Plancia. Nel senso di « Palancola; Sbarcatoio » è registrato dal Guglielmotti. — Passaggio da una soprastruttura all'altra su talune navi, costituito generalmente da un ristretto e leggero corso di lamiere fiancheggiato da battagliola. — Passarèla (parm.): banco di guardia. — METTERE LA PASSERELLA A TERRA: v. s. Mettere scala a terra. — Passerella dell'àrgano: v. s. Passerino. (Bustico, che per errore ha Passerella dell'organo). — Passerella di tempesta: passerino. (Bustico). (Dal franc. passerelle « palancola; ponte di comando »: Dict. général).

Passeretta (Term. ant.). — Log (v.). (Stratico, s. Barchetta).

Passerino. — Guardacorpo (II significato). (Parrilli; Bardesono). Fincati (s. Guardacorpi): Tirelle (plur.). V. Guardamano. — Cordicella colla quale si legano l'uno all'altro i capi delle manovelle (Aspe) degli àrgani verticali, quando sono guarniti per esser varati a mano. V. Argano. (Bardesono; Guglielmotti). — Passarino (poco usato): funicella colle cui ripetute passate si forma l'unione di due gasse, di due occhi, o di una gassa a una radancia. Le passate del passarino si dicono Cucitura. (Fincati). V. Aghetto. — FAR IL PASSARINO (sec. XVII): v. s. Fare.

Passìr (Venez.). — V. Pascire. (Dal lat. pascĕre, in significato figurato).

Passo1 (Venez. ant.). — Barca piatta, in forma di piramide quadrangolare tronca, armata di qualche cannone, adoperata nei bassifondi della Laguna, per difesa dei passaggi della stessa in caso di guerra. (Boerio; Tonello).

Passo2. — Passaggio di fiume in varii modi. (Tommaseo e Bellini). — Barca da passo: per il passaggio d'un fiume. (Tommaseo). — Passo della barca (ant.): luogo d'un fiume dove si deve passare in barca. Anche solo Passo. (Tommaseo). Passo di chiatta, Passo della chiatta, se su chiatta. (Carena). — Passo: canale o passaggio stretto e tortuoso tra banchi o rocce nascoste sotto acqua, all'entrata d'un porto, presso una rada o un fiume. (Stratico). V. Fuosa (venez.). — In qualche luogo vale « Stretto ». (Stratico). — Passus aquae (basso lat., venez.): spazio di acqua nella Laguna chiuso da palafitte. (Mutinelli).

Passo3. — La migrazione dei pesci dai fondi freddi ai più caldi, durante la fregola (v.). (Bustico).

Passo4: — Passo dell'elica: lunghezza di un ravvolgimento completo della spirale misurata parallelamente all'asse del propulsore, e che corrisponde allo spazio di cui avanzerebbe l'elica in un giro se, come una vite, operasse in una madrevite solida, invece che nell'acqua, e, cioè, se non vi fosse il regresso.
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Passo di una ruota: distanza, che separa i punti di mezzo di due pale consecutive nei propulsori a ruote. Il passo deve essere abbastanza grande perché l'acqua sfugga liberamente dalla presa di due pale consecutive, senza però diminuire eccessivamente il numero delle pale immerse, che costituiscono la superficie battente del propulsore. — Passo variabile: quello delle pale dell'elica quando non sono fissate invariabilmente al mozzo, per poterne variare l'inclinazione qualora si dovesse correggere un errore di costruzione, o per provare il miglior andamento della nave con passi d'elica diversi. — Passo crescente: quello in cui la generatrice dello spigolo di entrata ha un passo maggiore di quello di uscita, per eguagliare l'efficacia della porzione di pala che segue con quella della porzione che entra in acqua per la prima; ovvero quello in cui la generatrice del profilo di elica periferico ha un passo maggiore di quello della porzione di pala che è vicina al mozzo, per diminuire la resistenza di quest'ultima, dato che essa ha poca efficacia nella propulsione della nave. — Passo del faro (disus.): periodo.

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