Paterazzetti. — I paterazzi degli alberetti. (Fincati). Meno usato Paterassetti. Piquè: Paterazzini.
Paterazzo. — Ciascuna delle manovre dormienti formanti dei sostegni laterali degli alberi superiori in concorso alle sartie e che consistono in cavi generalmente metallici, la cui estremità superiore è fissata all'incappellaggio dell'albero da sostenere e quella inferiore è arridata al parasartie delle sartie degli alberi maggiori a poppavia di queste. L'uso dei paterazzi consente di impiegare un minor numero di sartie e di minore grossezza, evitando così di rendere le crocette e le coffe più robuste e pesanti. Anche Paterasso. Genov. Patarasci, Patāsci.
I paterazzi prendono il nome dall'albero del quale sono posti a sostegno. Si hanno così:
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Paterazzi di gabbia, di parrocchetto, di contromezzana, che sono in numero di due o tre per lato a ciascun albero;
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Paterazzi di velaccio e di controvelaccio, di velaccino e di controvelaccino, di belvedere e di controbelvedere, che sono in numero di uno o due per lato a ciascun albero. Questi ultimi si chiamano anche Paterazzetti o Paterazzini.
Paterna (Term. ant.). — V.
Baderna. (Stratico, Appendice). Il Guglielmotti dà pure un Paternone per Badernone. (")
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Paterne (ant.): trinelle o cordicelle, usate per allacciature o imbracature, che si vanno rifacendo, da luogo a luogo, lungo la gómena di mano in mano che questa è tirata e adugliata. (Carena). Anche Salmastre, Baderne.
Patilè. — Imbarcazione da carico del Gange, a fondo piatto, con un albero e vele rettangolari. (Bustico). V.
Patallah.
(Dall'indostano patelā, patailā: Shakespear, A dict. hind. and engl. 184).
Patrona (Term. ant.). — Secondo il Parrilli era nome dato alla « Galera sulla quale sventolava il gonfalone o insegna del generale in capo dell'armata », e Padrona era aggettivo usato come epiteto che davasi a « La principale e più magnifica tra le galere appartenenti a uno stato » (II 668).
— Lo Stratico (I 341) scrive che la Galera patrona « è la prima delle galee negli stati repubblicani ».
— A Venezia
Patrona delle navi era « La nave posta a capo d'una squadra ». El Patrón de le nave indicava « Il comandante di detta nave ». Il Boerio registra Nave patrona per « Nave capitana ». V. anche s.
Governatore.
— Secondo il Guglielmotti
Padrona era la « La seconda galera o nave di ogni armata o squadra », mentre la prima era la Capitana.
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Padrona reale (ant.): la seconda galera o nave di un'armata regia. Significato offerto dal Guglielmotti.
Patrone1 (Term. sec. XVII). — Modello, forma. (Falconi: Guglielmotti, s. Padrone 4).
(Forse dallo spagn. patrón).
Patrone2 (Term. sec. XVI). — Nel diritto marittimo era colui al quale erano
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affidati la condotta e il governo d'un bastimento mercantile. (Bembo; Ariosto: Tommaseo e Bellini). V.
Padrone.
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Patroni all'arsenale (ant.): magistratura veneziana composta di 3 patrizi, che a turno restavano giorno e notte di guardia all'arsenale, e cambiavansi di mese in mese. Anche Provveditori all'arsenal. (Mutinelli). V.
Visdòmino.
« Nel linguaggio comune marittimo medievale le diverse mansioni di chi aveva la direzione della nave venivano indicate con l'unica denominazione di Patronus ed anche nel Consolato di Messina e nella Tavola di Amalfi permane la stessa nomenclatura.
Nel Consolato di Malta troviamo usate promiscuamente le due denominazioni di Capitano e Padrone, ma non esiste disposizione alcuna dalla quale si possa trarre una differenza tra queste due persone, sicché è da ritenere che nel pensiero del legislatore i due vocaboli siano stati adoperati per indicare la stessa figura ». (Zeno, Consolato di Malta 24).
Nello stesso Consolato è menzionato un Padrone principale (p. 25).