Piatterella (Term. sec. XIII). — Sorta di piatta, a Venezia. (Venezia e le sue lagune I 209).
Piattesco. — Della carena piatta di certi bastimenti. (Venezia e le sue lagune I 218). Non si usa.
Piatto1. — Di bastimento col fondo piatto. (Pantera, ecc.: Tommaseo e Bellini). V.
Piatta.
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Calma piatta: v. s.
Calma.
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Chiglia piatta: v. s.
Chiglia.
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Ferro piatto: v. s.
Ferro.
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Fondo piatto: v. s.
Fondo. (Lupicini, sec. XVI, ecc.: Tommaseo e Bellini).
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ANDAR DI PIATTO: naufragare, gettando il fondo della carena sulle secche. (Guglielmotti). Non si usa.
Piatto2:
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Piatto idrostatico: uno dei due organi regolatori (l'altro è il pendolo) della traiettoria del siluro nel piano verticale, il cui scopo è di mantenere l'arma alla profondità stabilita. Consiste essenzialmente in una lamina o disco di rame sottilissimo, sistemata ad un'estremità del compartimento dei regolatori d'immersione. Su di una faccia di essa, in contatto dell'acqua, agisce la pressione idrostatica, e sull'altra, che trovasi a tenuta stagna, agisce a contrasto la pressione di una molla, la cui tensione è, dentro certi limiti, regolabile prima del lancio per la profondità alla quale si vuole far navigare il siluro. Se l'arma se ne allontana il piatto subisce un movimento dovuto a quella delle due pressioni che viene a prevalere a tale movimento, mediante trasmissioni e un organo detto servomotore, viene trasmesso ai timoni orizzontali nel senso necessario per riportare il siluro in quota. V.
Siluro.
Il piatto idrostatico viene adoperato anche in taluni tipi di torpedini per farle funzionare alla profondità prestabilita. V.
Torpedine.
Piatto3 (da rancio). — Recipiente, generalmente in ferro stagnato, a forma di scatola rettangolare coi bordi bassi e senza coperchii per contenere la razione di pietanza con contorno, o di insalate spettante a un rancio di marinai.
Per consumare la propria razione individuale ogni marinaio è fornito del proprio piatto di alluminio che viene consegnato al nuovo arruolato all'atto della vestizione, incidendosi ai margini con uno stampino il numero di matricola dell'arruolato stesso. V. Gamella, Gavetta.
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Piatti di legno: usati un tempo. (Stratico, III 208). V. s.
Gavetta.
Piazza. — Sulle antiche navi, spazio libero sul cassero, o tra i due castelli di prua e di poppa. Anche l'intera tolda. Stratico: Piazza del vascello; Bartoli: Piazza della nave. Plaça in un contratto (lat.) tra Luigi IX e i Veneti, del 1268. (Jal).
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Platea (basso lat. venez. sec. XIII): posto per un passeggero imbarcato. (1268: Jal).
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Piazza dell'arme (sec. XVII): In ogni vascello sia determinata la piazza dell'arme, la qual suol farsi all'arbore per poter, stando nel mezzo, soccorrere comodamente tutti i luochi ne i bisogni. (Pantera: Tommaseo e Bellini, s. Piazza, N. 6).
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Piazza: nelle saline, spazio tra una fossa e l'altra. (Tommaseo e Bellini, s. Piazza, N. 6). V.
Morari (piran.).
Piazza marittima. — L'insieme coordinato delle opere di fortificazione e degli altri mezzi posti a difesa dei posti militari più importanti.
Le piazze marittime sono rette dai comandanti in capo di dipartimento o dai comandanti militari marittimi che vi hanno sede.
L'accesso alle piazze marittime delle navi da guerra e mercantili estere è subordinato alla concessione del relativo permesso da parte dello Stato, salvo i casi di rilascio o approdo forzato.
In tempo di guerra, nelle ore diurne, qualunque nave per poter entrare in una piazza marittima deve farsi riconoscere con apposite norme; nelle ore notturne è tassativamente vietata l'entrata a qualsiasi nave, a meno che non si tratti di nave nazionale
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o alleata inseguita dal nemico, o gravemente avariata, o costretta ad entrare in porto per cattivo tempo.
Anche Piazza forte marittima.