Picco (A ~). — A perpendicolo. Venez. A pico.
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Mezzo a picco: v. s.
Quasi a picco.
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AVERE L'ÀNCORA A PICCO LUNGO: v. s.
Ancora (p. 31). Anche Essere a picco lungo sull'àncora. Fincati (s. A picco): A lungo picco. Botta: Essere a picco. (Guglielmotti).
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COLARE A PICCO: v. s.
Colare.
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ESSERE A PICCO CORTO: v. s.
Ancora (p. 31).
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L'ÀNCORA È A PICCO (si sottintende corto): v. sopra. (Stratico).
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TIRARSI A PICCO: ricuperare tanta catena da rimanere a picco corto. (Fincati, s. A picco).
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VIRARE A PICCO: tirare dentro la catena o la gómena, per mezzo dell'àrgano, sinché l'àncora è a picco. (Stratico).
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ANDARE A PICCO: affondare. Anche Colare a picco. Sicil. Iri, Jiri a picu.
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MANDARE A PICCO: affondare (una nave). (Stratico).
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PASSÂ A PICCO (genov.): v. s.
Passare.
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Costa a picco: v. s.
Costa. (Stratico).
(Sicil. Cadiri a piccu: cadere a piombo [muratori]: Pasqualino, 1790).
(A picco fu derivato dal franc. pic, à pic [v. Fanfani e Arlia]; ma già il Falconi, 1612, p. 10, usò la frase: si corre risico d'andarsi à picco in fondo, e registrò A picco [A piuo, per sbaglio di stampa] per « a dirittura nel fondo »).
Picco di Gazeria (Term. sec. XIV). — Misura per le tele in uso a Costantinopoli. (Pegolotti Balducci, 1340: Edler). V.
Gazaria.
Piccolo di camera. — Aiutante cameriere alla marina mercantile, al di sotto dei 18 anni. (Bardesono).
Piccone. — Lo dà il Guglielmotti come accrescitivo di Picco (mar.), ma non è altrimenti attestato.
Piccozzina. — La registra il Guglielmotti, quale diminutivo di Piccozza, citando lo Stratico, ma questi ha Picozzino, da correggere in Piccozzino, per « Scure piccola ». (V. Tommaseo e Bellini).
Piccozzino (Term. ant.). — Accetta della quale si armavano i marinai in caso di arrembaggio. Genov. Piccossìn [piccussìn] (Olivieri), còrso Picuzzinu.
— Oggi, attrezzo dei parchi minatori, da incendio, e delle forze da sbarco.
Picu (Catan.). — Sughero di segnale. Maestra.
Picullu (Còrso). — Lenza di seta greggia.