Pizzica-palle (Term. ant.). — Strumento di ferro formato da una sorta di tenaglia, le cui bocche sono a guisa di due mezze palle vuote, usato dai carpentieri navali per cavare dal bordo della nave una palla rovente penetratavi, per impedire che questa comunichi il fuoco al legname della nave stessa. Franc. Pince-balle. (Parrilli).
Pizzicare il vento. — Prenderne quanto si può, quando è contrario, e guadagnare su di esso con frequenti e piccole chiamate del timone. (Guglielmotti). Non si usa.
Pizzo (Venez.). — Angolo acuto formato dalle pareti delle cogolère, o labirinti delle valli da pesca. (Ninni 140).
(Cfr. pizzo « punta », in certi dialetti, in it. «ciuffo di barba nel mento»: Merlo, Postille 70-71).
Pizzuolo (Term. non usato). — Punta prodiera estrema di nave, e poppiera, se la nave è ristretta, o nelle galee. Venez. Pizziòl (Stratico: Picciol; Boerio: Piciòl). V.
Scagnetto;
Palmetta. Malipiero (sec. XV): El dose (doge) a caso era in pizzuol. (Guglielmotti).
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Pizziòl (venez. ant.): camera del comandante della galera, a poppa. (Boerio, che scrive Piciòl).
(Da
pizzo « punta » [v.], nome diffuso che a Venezia assunse un senso particolare).
Plactata (Basso lat.). — Carico d'una piatta. (Censo della Chiesa di Roma: Jal).
Plaga (Term. letter. ant.). — Piaggia. Lido. (Guido delle Colonne: Tommaseo e Bellini).
Plancher. — Piattaforma tra il boccaporto e la sponda della carboniera, sulla quale vengono spinte le ceste del carbone, per essere pesate e caricate sulle spalle dei facchini che le trasportano ai vagoni o al deposito (carbonile), o le rovesciano nelle chiatte sottostanti al bordo, per mezzo di canaloni di legno.
(È il franc. plancher « tavolato »).
Plància. — Ponte di comando. (Bardesono).
Sulle navi protette o corazzate la plancia è costruita: o attorno, o a proravia, o al di sopra della torretta di comando.
— Passerella di legno con candelieri metallici e con cavetti guardacorpo, che si pone tra la poppa o il fianco delle piccole navi e la banchina alla quale sono ormeggiate per il traffico con la terra.
—
Plancia da sbarco: passerella di legno più piccola della precedente, sprovvista di candelieri e di guardacorpo, della quale sono dotate talune imbarcazioni della Marina militare, per lo sbarco di personale in spiaggia.
— Ancon.
Plància: tavolone, asse.
— Passerella.
—
METTERE LA PLANCIA A TERRA: v. s.
Mettere.
(Dal franc. planche « palàncola », o forse meglio dallo spagn. plancha, che vale pure « tavolone da sbarco »).
Plancia. — Sistema di nuotare, poggiando in acqua il corpo completamente teso, con le gambe allungate, le braccia strette al corpo e le palme delle mani a fior d'acqua, per muover queste alternativamente e velocemente abbassandole e respingendo indietro l'acqua, mentre i piedi s'abbassano e risalgono alla superficie dell'acqua.
Plancton. — Termine scientifico indicante gli organismi (animali e piante) viventi sospesi o a galla nelle acque del mare, e in balia delle correnti.
Planisfero. — Rappresentazione della sfera terrestre o celeste, sopra un piano.
— Anche nel II significato detto s.
Mappamondo.
Platea:
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Platea continentale: la zona di fondo marino che lungo alcune regioni litoranee si stende con lento declivio dalla costa fino alla profondità di 200 metri e nella quale, per le favorevoli condizioni di luce e di calore e per la maggiore ossidazione, vivono in maggioranza gli organismi più utili all'alimentazione
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dell'uomo. Anche Piattaforma continentale.
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Platea di roccia: Secca di pietra viva, di superficie spianata, molto estesa, sporgente o meno dal mare. (Guglielmotti).