Platea del bacino di carenaggio. — Fondo dei bacini di carenaggio in muratura, sulla cui linea assiale sono sistemate le taccate fisse sulle quali va a poggiare la chiglia della nave e ai due lati si dispongono due serie di taccate mobili da adattarsi ai fianchi. Parrilli (II 670): Platea del bacino da riparazione.
Plateare (Term. ant.).— Fare la platea a un muramento idraulico. (Tommaseo e Bellini).
Platina. — Piastra di falla. (Stratico). Non si usa. Genov. Platinna, venez. Plàtina (Boerio).
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Cucitura a platina: cucitura piana. (Guglielmotti). Il Guglielmotti cita lo Stratico, ma questo e il Parrilli hanno Cucitura piana.
(Dal franc. platine).
Plèiadi (le ~). — Gruppo di molte stelle nella costellazione del Toro, delle quali 9 stelle principali. Popol. le
Gallinelle (v.). Sicil. Puddara. V.
Iadi.
La loro comparsa segnerebbe la scomparsa dei tonni. (Parona).
(V. Volpati, Zeitschr. Rom. Philol. LIII 507).
Ploccare (Term. ant.). — Pattumare. Franc. Ploquer. (Stratico).
Plocco (Term. ant.). — Pattume. Franc. Ploc. (Stratico).
Plùteo. — Bastita ai parapetti delle navi. (Guglielmotti). Non dell'uso marinaresco. V.
Paglietto.
Plutone. — Il pianeta più lontano sinora conosciuto, scoperto nel 1930.
Podismo. — Bugna delle vele. (Guglielmotti). Non si usa.
Poggia (Term. ant.). — Cavo attaccato al capo inferiore dell'antenna, adoperato per tirare il carro, è con esso la vela e l'antenna, sottovento. (Buti, ecc.: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti). 1274: Poggia (Camera, Amalfi II, LX). D'Albertis, L'arte della navigazione 312: pogias duas ... unam videlicet de prora... et aliam de medio. 1268: Poziis duabus (basso lat. genov.). Còrso Pògia, venez. ant. Poza, anche nel Calmo, moderno Pògia. Falconi (1612): Pozza. V.
Posal.
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A poggia (sec. XVII): v.
A poggia.
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A poggia e ad orza,
Da poggia, o da orza (ant.): dalla parte destra o dalla parte sinistra. (Dante: or da poggia, or da orza; Pantera: a poesia, o ad orza: Tommaseo e Bellini).
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ANDARE A POGGIA (sec. XVI, XVII): poggiare, porsi sottovento. (Diz. maritt. mil.: Tommaseo e Bellini, s. Poggiare, N. 3). Niccolò Valla (Vocabul. vulg., 1522): Li marinari vanno appogia (s. Andare a poggia).
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Poggia con orza! (ant.): comando alla ciurma: da destra e da sinistra, (Diz. maritt. mil.: Tommaseo e Bellini).
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Una, due o più caviglie alla poggia!: comando per indicare che il timone si deve mettere alla poggia di uno, due o più frazioni di giro della ruota. V.
Caviglia.
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Niente alla poggia!: comando perché venga seguita la rotta ordinata, con la massima precauzione, per non venire a poggia.
(Dal lat. podia « fune usata per tendere la vela »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6625).
Poggiamento. — Il Guglielmotti registra Poggiamento e Appoggiamento, quali termini marinareschi, per « L'appoggiare, il poggiare », citando il Fanfani; ma questo ha solo Appoggiamento, e non in senso marinaresco. Non si usa; si dice Poggiata.
Poggiapiedi. — Termine non usato per Marciapiedi. (Tonello; Corazzini, s. Montapiedi).
Poggiare1 (Term. ant.). — Tirare del vento in una data direzione. Boccaccio: Il vento, potentissimo poggiava in contrario . . . Bartoli: Il vento . . . avrebbe loro poggiato dirottamente per contro. (Tommaseo e Bellini).
Poggiare2. — Rifugiarsi in un porto, in una rada, o al ridosso d'un'isola, per scansare i danni della navigazione con tempo cattivo. (Bardesono).