Poggia (Term. ant.). — Cavo attaccato al capo inferiore dell'antenna, adoperato per tirare il carro, è con esso la vela e l'antenna, sottovento. (Buti, ecc.: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti). 1274: Poggia (Camera, Amalfi II, LX). D'Albertis, L'arte della navigazione 312: pogias duas ... unam videlicet de prora... et aliam de medio. 1268: Poziis duabus (basso lat. genov.). Còrso Pògia, venez. ant. Poza, anche nel Calmo, moderno Pògia. Falconi (1612): Pozza. V.
Posal.
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A poggia (sec. XVII): v.
A poggia.
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A poggia e ad orza,
Da poggia, o da orza (ant.): dalla parte destra o dalla parte sinistra. (Dante: or da poggia, or da orza; Pantera: a poesia, o ad orza: Tommaseo e Bellini).
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ANDARE A POGGIA (sec. XVI, XVII): poggiare, porsi sottovento. (Diz. maritt. mil.: Tommaseo e Bellini, s. Poggiare, N. 3). Niccolò Valla (Vocabul. vulg., 1522): Li marinari vanno appogia (s. Andare a poggia).
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Poggia con orza! (ant.): comando alla ciurma: da destra e da sinistra, (Diz. maritt. mil.: Tommaseo e Bellini).
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Una, due o più caviglie alla poggia!: comando per indicare che il timone si deve mettere alla poggia di uno, due o più frazioni di giro della ruota. V.
Caviglia.
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Niente alla poggia!: comando perché venga seguita la rotta ordinata, con la massima precauzione, per non venire a poggia.
(Dal lat. podia « fune usata per tendere la vela »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6625).