Barcaccia. — In passato, sia sulle navi da guerra sia su quelle mercantili, l'imbarcazione più grande, robusta ed attrezzata per l'esecuzione di lavori marinareschi come il Distendere un'àncora.
Oggi il nome è rimasto con lo stesso significato sulle navi mercantili, mentre sulle navi da guerra tale imbarcazione si chiama Barca a vela.
— Usato pure come peggiorativo di Barca.
— Venez. ant.
Barcazza:
alleggeritore (v.).
Barcagno (Venez.). — Custode dei serbatoi del pesce. Anche Barcògno.
Barcaiolo. — Chi fa il mestiere di condur barche, o le dà a nolo.
— Chi traghetta i passeggeri in barca. Letter. Barcaiuolo. (Petrocchi). A Venezia Barcariòl, Barcaròl è il « Gondoliere ». Anche Barcarolo, Barcaruolo, Barcheruolo, Barchiere.
Barcalà!Barcalai!; (Term. ant.). — Voci di comando per chiamare le barche di una nave sotto al bordo.
(Il Corazzini interpreta: barche ai lai [venez.]. Il venez. ha: lai de pope «la parte di poppa»; vegnìr a lai « abbordare una barca »).
Barcalium (Basso lat., genov.). — Ordigno formato di canne, largo alla bocca e stretto in fondo, che posto all'imboccatura delle secche artificiali piglia ogni sorta di pesci. A. S. Stefano d'Aveto è detto Arcàbbio. (Rossi, Gloss. lig. 24). V.
Carcabio (genov. ant.). Corrispondente al Barcaggio: rete ligure odierna.
(V. s.
Bragòzzo).
Barcareccio. — L'insieme delle piccole imbarcazioni adibite in uno stesso posto a un medesimo lavoro. Anche barchereccio.
Barcareccio portuale, da pesca, della tonnara, ecc. (Bardesono).
Barcarizzo. — In passato, il luogo del ponte di coperta dove si teneva la imbarcazione più grande (barcaccia, barca a vela) e da cui questa veniva calata in mare e rialzata. Venez. sec. XIV o XV Barcharezo (Jal).
— Oggi ciascuna delle aperture di accesso alla nave, praticate nelle murate, generalmente all'altezza del ponte di coperta, a cui, quando la nave è all'àncora, si applicano le scale esterne che conducono dal pelo dell'acqua al ponte suddetto. Su qualche grande nave, due per lato.
—
Scale dei barcarizzi: anticamente Scale di banda.
—
Barcarizzo di dritta,
Barcarizzo di sinistra: sulle navi da guerra il barcarizzo di dritta è riservato al comandante, agli ufficiali ed alle autorità. (Scala reale; ant. Scala di comando).
(Attestato dal 1567 [Jal]. Da *barca rizza !, composto imperativo, da rizzare [v.]: luogo dove si rizza la barca).
Barcarola. — Canzonetta dei gondolieri veneziani, e l'aria su cui la mandano.
— Forma musicale la cui andatura generale, col ritmo e colla melodia, richiama l'idea del dondolio monotono della barca sulle onde e del battere del remo. Bellissima una barcarola trapanese. Comune alle barcarole è il movimento di 6/8. Diversi musicisti introdussero barcarole nelle loro opere. (Encicl. It. VI 152). V.
Marinaresca.
Barcarolada (Venez.). — Azione o motto da barcaiolo, breve, arguto, pungente o proverbiale. (Sul gergo dei barcaioli v. L'Ateneo Veneto, a. XXX, v. I [1907], 57-66).
BarcaroloBarcaruolo, (Term. ant.). — Barcaiolo. Il primo anche nel Consol. mare. (Tommaseo e Bellini).
Barcata. — Quantità di carico (purché omogeneo e sciolto) per una barca. (V. Crusca). — Quanto può esservene contenuto.
Barcèla (Pavese). — Barchetta. Parm. Barcèll.
Barcella (Term. sec. XIII). — Barca, piccolissima. (Tommaseo e Bellini). [Barcellata: il suo carico].
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In Còrsica: Barcella: barchetta a remi (Falcucci). A Capo Còrso e a Orezza.
(Dal lat. barcĕlla « barchetta »).