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Barcotta (Term. sec. XV). — Barca di grandezza mezzana. (Alberti). Anche Barcotto.

Barcu (Còrso). — V. s. Barco (bastimento).

Bardago (Term. ant.). — Cavo che serve per fermar la punta sottovento delle vele che si acquartierano. (Corazzini). È voce spagnola, non usata in Italia.

Bardassòle. — Rete alla deriva, formata di un'alacciara e di un tramaglio. (Bardesono; Folklore It. IX 109). Catan. Bardassuli.

Bardotto (Non com.). — Chi tira la barca con l'alzaia. (Da bardotto, « la bestia che il mulattiere monta seguendo il branco », e in antico « muletto », e ora « bestia nata dall'accoppiamento del cavallo coll'asina », e figur. « ragazzo di bottega che incomincia a lavorar di un'arte »).

Barena (Venez.). — Rilievo arenoso- cretoso, tutto sparso d'erbe, che non va coperto dall'acqua marina se non nel tempo di grandi maree, e dove si va anche a caccia. Anche Vèlma. V. Bagnèra; Dòsso. (Dal venez. baro, che ora vale « frondura; cespo, cesto », ma in antico anche « terreno incolto »: Mutinelli, Lessico veneto).

Bargagnare (Term. ant.). — Dragare (v.). (V. s. Bragòzzo).

Bargagno (Term. ant.). — Cavafango. Draga. Anche Bragagna (v.). — Bargagno a vapore: v. s. Draga. (V. s. Bragòzzo).

Barganella (Term. ant.). — Pezzo di legno curvo da un capo, che serve a sostenere la sponda dei palischermi, e forma copertura in giro a tutto il capo di banda. (Stratico). Anche Coroname. Venez. Arganèla. Venez. Forcada.

Bargantìn (Ferrar.). — Brigantino (v.).

Barge (Ingl.). — Lancia di parata per le autorità della Marina. — Chiatte per il trasporto di merci.

Bargia (Term. ant.). — Specie di bastimento da guerra e da carico. V. Barcia, Barza, Bàrgio. (Basso lat. bargia, bargea [Jal]; franc. barge « chiatta con vela quadrata », forma attestata nel secolo XII: Bloch, Dict. étym. I 69; Wartburg, Franz. etym. W. I 251).

Bàrgio (Term. ant.). — Nella Marina militare veliera si dava questo nome ad una imbarcazione più leggera di quella che si chiama Barcaccia (v.) ma che era attrezzata per compiere gli stessi lavori marinareschi. Questa imbarcazione faceva le veci della barcaccia sulle navi sottili. Ma talvolta anche le navi di linea portavano un bargio oltre la barcaccia. (Parrilli). — A Livorno il bargio era un palischermo elegante e ornato che serviva per il sovrano. (Corazzini). V. Panfilio. (Maschile di bargia [v.]).

Bargiola (Term. ant.). — Piccola bargia (v.). (Jal).

Bargozzo. — Bragozzo (v.). (Guglielmotti).

Barî a-e gagge (Genov.). — V. s. Barile.

Barilaio. — Colui che fa i barili. (Una delle maestranze di galea). (Guglielmotti). Anche Barilaro (ant.). V. Barilarotto.

Barilame (Term. sec. XVII). — L'insieme dei barili in uso a bordo. (Crescenzio; Pantera).

Barilaro1 (Term. ant.). — V. Barilaio. (Jal).

Barilarotto (Term. ant.). — Garzone, aiuto del barilaio. (Guglielmotti).

Barile1. — Vaso fatto con doghe di legno e cerchiato di metallo, usato in Marina per la conservazione e il trasporto dei liquidi, e talvolta, vuoto e impermeabilmente tappato, come segnale galleggiante.

Barile2. — Nella Marina mercantile veliera, dopo l'adozione relativamente recente delle basse gabbie (metà del secolo XIX), taluni hanno chiamato Barile ciascuna delle tre basse gabbie (gabbia, parrocchetto e contromezzana). (Questo nome è una goffa corruzione del francese Bas-ris [basso terzarolo], ed è dovuta al fatto che una bassa gabbia, quando la gabbia superiore o volante è serrata, presenta al vento una superficie di tela presso che uguale a quella offerta dall'antica gabbia unica a cui sia stata presa anche l'ultima mano di terzarolo [basso terzarolo]. [Bardesono]). — Genov. Barî a-e gagge: bassi terzaroli alle gabbie. (Casaccia). — I Francesi hanno conservato alle basse gabbie i nomi delle gabbie uniche: Grand hunier, Petit hunier e Perroquet de fougue
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dando alle gabbie volanti i nomi di Grand volant, Petit volant e Volant d'artimon. — Nelle tonnare, Barili secondi: da 55-60 chili; terzini: da 43-45 chili. (Parona). — Baril per incapelar l'àlboro (venez.): barile sfondato da un'estremità, usato per coprire le teste degli alberi quando sono sguarniti. In Toscana: Cappelletto, secondo il Boerio.

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