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R. — Bandiera da segnali di forma rettangolare, rossa con croce gialla. Alzata isolatamente, nel Codice internazionale significa: Son fermo e senza abbrivo, potete passare navigando con molta cautela.

Raator (Basso lat., piem.). — Conduttore di zattera. Anche Arator, Rezelator. (Stat. di Cuneo: Nigra, Saggio less., s. rezellus). Quali cognomi: Raaor (1208) e Arator (1251) nel basso lat. piem. (Dal lat. ratis « zattera »: Serra, Dacoromania V 452).

Rabalay. — Nome di piccolo battello in uso nella colonia di pescatori di Grau d'Agde, alla bocca del fiume Hérault (Montpellier). (Vidos, Vox Rom. I 178).

Rabàst (Piem.). — Strascino. (Indica pure lo « strascino » per pigliare stame [questo anche erpicatoio in italiano]: dal piem. rabasté « trascinare per terra; raccogliere »).

Rabazza. — In ogni albero di gabbia la parte inferiore, che si unisce all'estremo tratto superiore, cioè al colombiere, del tronco maggiore sottostante. In ogni alberetto la parte inferiore, che si unisce all'estremo tratto superiore, cioè al colombiere, dell'albero di gabbia sottostante. (Bardesono). Anche Rabbazza. Fincati anche Piede. — Chiave da rabazza: v. s. Cacciaccavallo. — Gola della rabazza: v. s. Gola. (Secondo lo Stratico rabazza è parola veneziana, cui corrisponde il napol. ribassa; questa voce manca ai vocabolarii napoletani. Non pare possibile la derivazione da rabbassare data dal Guglielmotti, né la dipendenza dallo spagn., portogh. rabo « coda », non essendo il nostro termine attestato in queste lingue. Non si scorge nemmeno un nesso col napol. rebbazza, ribbazza « stanga dell'uscio », che al Salvioni [Studj Rom. VI 30] sembrava una *barrazza, con scambio di suoni).

Rabbazza. — V. Rabazza.

Rabbia: — Rabbia de' venti: violenza de' venti. (Simintendi, ecc.: Tommaseo e Bellini, s. Rabbia, N. 8). Ariosto: Rabbia del vento. Anche presso lo Stratico. — Rabbia del mare: violenza, furia del mare. Sono tutti termini letterarii. (Lat. rabies: noti [Orazio]; maris [Virgilio]).

Rabbio. — Rete per la pesca da spiaggia, a forma di sacco tenuto aperto da una asta trasversale e da un semicerchio di ferro. — Lunga asta in legno con all'estremo un ferro a pettine per smuovere la sabbia nel fondo del mare. (Corazzini). (Dal venez., padov. ràbio «sarchio»: dal lat. rŭtabŭlum « paletta da fuoco »: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIV 805; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7472).

Rabbonacciare. — Del mare che toma in bonaccia. (Sec. XIV, ecc.: Tommaseo e Bellini). — Il tempo si rabbonaccia: il vento diminuisce e comincia a cessare. (Stratico). Più frequentemente: Abbonacciare.

Rabbonire. — Del mare e del vento quando tornan buoni, calmi. Verbo dato dal Corazzini, ma letterario. Il termine marinaresco è Abbonacciare.

Rabbordare (Term. disus.). — Venire di nuovo all'abbordo. Investire una seconda volta una nave, per combatterla o per predarla. (Saverien). (Il Guglielmotti ne dà una definizione inesatta). — (Disus.) Bordare un'altra volta la vela, o il fasciame. (Guglielmotti).

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