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Raddoppiare. — Detto delle manovre, vale legarle per sicurezza a più doppi. (Parrilli). Non è in uso. — Detto delle tavole al bagnasciuga, vale controfasciare la nave. (Corazzini). — Detto di nave nemica, vale metterla in mezzo alle proprie navi per esporla a doppio fuoco. (Saverien). Non si usa; oggi si dice Prendere tra due fuochi. — RADDOPPIARE IL SOLCAMENTO (ant.): v. s. Solcamento. — RADDOPPIARE UN VASCELLO (ant.): foderarlo con tavole. (Saverien). — Raddoppia le garzette!: comando. (Guglielmotti). Non è in uso. — Fasciame raddoppiato: v. s. Fasciame (interno).

Raddoppiare un capo, una punta (Term. ant.). — Doppiarli. (Saverien).

Raddrizzamento. — Il raddrizzare. — Gomona di raddrizzamento (ant.): gómena o gherlino attaccato sotto una nave che si abbatte in carena, per aiutare a raddrizzarla, dopo carenata o raddobbata. (Stratico). Anche Canapo di raddrizzo.

Raddrizzare. — Mettere in dritto, nella sua posizione normale, un bastimento sbandato o abbattuto. (Stratico). Anche Raddirizzare. (Guglielmotti).

Radente. — Di rotta rasente alla costa. — Di corrente parallela al lido, in alcuni luoghi. Anche Littorale. (Guglielmotti). — Della traiettoria di un proietto, quando le distanze dei suoi punti dal terreno in un certo tratto sono di valore molto piccolo e quasi costante. Si dice talvolta anche del tiro, invece di Teso. — Moto radente: così viene chiamata in Italia la corrente superficiale che l'Atlantico manda nel Mediterraneo. (Tuccimei, Elementi di geologia e di geografia fisica, Roma, 1905, p. 101).

Radenza. — Astratto di radente. (Guglielmotti). La radenza della traiettoria è data dalla piccola altezza dei suoi punti e dalla somiglianza della sua forma rispetto al profilo del terreno.

Radere. — Rasentare. (Saverien). — Rapare. Pantera (124): (L'aguzzino) faccia radere spesso la ciurma, perche sia più polita, e faccia più bella mostra nella galea. — Tagliare le opere morte del casseretto e della tolda d'un vascello di linea vecchio, per trasformarlo in una grossa fregata. (Saverien; Parrilli). — RADERE IL VENTO (sec. XVIII): v. s. Vento.

Radiare. — Cancellare una nave dalla lista del naviglio militare o mercantile, perché, per vetustà o per altri motivi, non è più atta alla navigazione. Le navi radiate vengono destinate alla demolizione; ma talvolta vengono utilizzate come deposito di materiale, come caserma galleggiante, come guardaporto ecc.

Radicata di corsia (Term. sec. XVII). — Tavoloni grossi dentati, che stavano sotto il piano della corsia e che andavano dalla poppa alla prora. (Pantera). Crescenzio (31): Mettonsi poi le radicate di Corsia quali escono, e si partono da' bottoni di Proda, e vanno per fino la Lata del giogo di Poppa, dandosi di spatio da una radicata all'altra palmi due, et un terzo in circa. Vanno queste ben dentate incastrate, e impernate sopra a tutte le Late: e nelle congiunture, overo inestature chiamate dall'arte Palelle, cioè dove si congiunge la radicata, con la sopra Corsia, vi si mette una correggia di ferro, che piglia, e cavalca detta radicata, e s'inchioda sopra la Lata. Nei Doc. tosc. anche Radice. (Guglielmotti). — In un manoscritto del secolo XVI (Notizie per chi navica curiose et belle) sono elencate le radicate delle sarchie per disarborare il trinchetto passe 12. (Jal, s. Galera de banchi XXVIII). (Dall'ant. radicata « radice », essendo la radicata come la radice della corsia. Cfr. franc. disus. rays de coursier: Jal).

Radice (Term. ant.). — V. Radicata.

Radimadia. — Raschietta. (Stratico).

Radio1: — Radio astronomico (sec. XVII): nome usato dagli astronomi per la « Balestriglia ». (Falconi: Tommaseo e Bellini).
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Radio latino (sec. XVII): strumento affinissimo alla balestriglia. (Falconi 112). — Radio latino piccolo (sec. XVII): balestriglia adoperata per misurare o da vicino cose piccole, o cose grandi ma lontane. (Falconi 112). — Secondo il Guglielmotti, Radio corrispondeva a Bastone di Giacobbe (v. qui in Appendice).

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