Ragna2 (Messin.). — Arnese da pesca.
Ragnaia. — Non è voce usata dai marinai, come afferma il Guglielmotti nel senso di « Luogo acconcio a distendervi la ragna ».
Ragnare1. — Dell'aria che mostra delle ragne (nuvolette bianche). Non è in uso.
Ragnare2. — Nel senso di « Distendere la ragna (v.) », dato dal Guglielmotti, non è d'uso marinaresco.
— Del consumarsi delle gómene, registrato pure dal Guglielmotti, si diceva invece Ragnarsi, secondo lo Stratico. Ma non è più dell'uso; oggi Logorarsi.
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Una gómona ragnata (disus.): logorata contro un fondo di rocce acute, taglienti. (Stratico).
Ragno a vela. — Fortissima ed ampia rete a strascico azionata (nel Mediterraneo) da due paranze.
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Ragnu (catan.): cogolaria.
Ragnu (Catan.). — Cogolaria. (Nicotra).
— (Reggino) Rete di refe somigliante alla sciabica, ma più fine, a maglie minute. Tartanone. V.
Ragna (messin.).
(Cfr. it. ragna, rete per uccelli).
Ragnu a vela (Catan.). — Barca con grande vela, alla quale, a seconda del vento, vengono aggiunte altre vele. (Lo Presti, Folklore It. IX 86). Ha avuto il nome dall'ordegno da pesca usato con essa.
Ragoli (Venez. sec. XIV). — Curri. (") Chinazzo (723): ... il signore di Padova... fece a forza d'huomini con corde sopra ragoli tirar tutti i cento
Ganzaruoli (v.) di sotto, dove esso Naviglio affondato, e li tornò nel Fiume.
Ragusèa (Alla ~) (Term. ant.). — È modo avverbiale registrato dal Guglielmotti, come corrispondente a Raugea (Alla —) ma vedi ciò che è detto sotto questo termine.
Ragusee (Term. sec. XVII). — Navi che pare fossero le maggiori e le più stimate, e che portavano da 7 a 10 vele, 1 o 2 alla latina e le altre quadre. (V. Pantera 40, 41).
Raiakkà. — Barchette nominate da Raffaello Barberino, che nel 1564 viaggiò in Russia, in Danimarca, in Svezia (Viaggi in Moscovia: Zaccaria, Raccolta 165).
Raid (Ingl.). — Si usa talvolta nel linguaggio comune per indicare una incursione bellica con navi veloci, o anche una crociera, una navigazione rapida, pure se fatta non con obbiettivi di carattere bellico.
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Raid remiero: regata a remi.
Raio. — Dato dal Corazzini come variante di
Raggio (di taglia) (v.), ma il testo da lui riportato (Consol. mare) ha Ragio.
Raioli. — Rete di posta, che si usa in quattro mesi dell'anno nei luoghi così detti montani ove i pesci depositano le uova. Si usa in tutto il Golfo di Napoli. (Corazzini).
Ràis. — Titolo di colui che faceva da comandante nei bastimenti piratici. (Guglielmotti).
— Nelle tonnare italiane il dirigente di tutta l'organizzazione tecnica della pesca, capo degli uomini addetti ai lavori marinareschi, cioè alla cosiddetta Ciurma di mare. Sicil. Ràisi.
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Rais di montagna: le vedette che, nelle tonnare, si tengono in luoghi elevati per avvistare le frotte di tonni in arrivo. (Bardesono).
— Sicil.
Ràisi: capo di una imbarcazione da pesca. (Mortillaro; Provenzal, Usanze e feste 210).
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Caporàis (v.).
(Dall'arabo ra'îs « capitano di bastimento »: De Gregorio e Seybold, Studi Glott. III 244; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1691.
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Rais nel senso anzidetto si legge presso gli ambasciatori veneti del sec. XVI e nel Gemelli Careri: Zaccaria, Raccolta 247, 218).