Rambàr (Venez. ant.). — Arrembare. (Boerio).
Rambargio (Term. sec. XVII). — Vascello lungo, di gran portata, meno veloce della
galezabra (v). Termine dato dal Dudleo, il quale scrive che era usato dai Francesi, quando trattavano dei vascelli lunghi e bassi dell'armata d'Inghilterra. V. Ramberge (franc.) nello Jal, e Ramberga qui sotto.
(Dal franc. disus. ramberge, e questo dall'ingl. ant. rowbarge, propriamente « barca a remi »: Dict. général; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr.).
Ramberga (Term. ant.). — Piccola nave veloce adoperata per fare scoperte. (Saverien; Stratico).
— Nome dato altre volte dagli Inglesi alle loro maggiori navi da guerra. (Saverien; Stratico).
V.
Rambargio (ant.).
Rambergo (Term. ant.). — Sorta di piccolo bastimento d'avviso. Franc. Ramberge. (Stratico III 210).
Rambo (Venez. ant.). — V.
Rambagio.
—
VEGNIR AL RAMBO: andare all'arrembaggio. (Boerio).
Rame. — Semplicemente per: Copertura in rame protettiva della carena.
— Vernice rossastra data alla carena perché rassomigli al rame. (Fincati). V. s.
Fodera;
Fitto.
Ramengo (Barca a ~) (Venez.). — Barca abbandonata, rimossa dal suo posto, lasciata andar per il canale senza che persona la guidi.
(Cfr. venez. andar a ramengo « andar ramingo »).
Ramo1. — Ciascuno dei due lati a squadra costituenti un bracciuolo.
Nei bracciuoli dei bagli il ramo orizzontale viene fissato al baglio e quello verticale alla murata.
Ramo2 (Term. sec. XVI). — Marra (dell'àncora). Garzoni (872): ... i rami, le penne dell'ancora (di 2 o 4 rami).
—
Rami delle boline: patte di boline. (Tonello, s. Patte).
Ramo3 (d'un fiume). — Corso d'acqua che si stacca da un fiume. (Cfr. Diramarsi; Diramazione d'un fiume). V.
Diversione.
Rampegolus (Basso lat. sec. XIII, XIV). — Grappino; rampicone. (Atti genov., 1268, 1316: Jal).
Rampicone (Term. disus.). — Grosso rampino formato da una grossa sbarra di ferro avente a una delle estremità 3 e a volte 4 branche grandi, usato per pescare un'àncora o una gómena. Venez. Rampegón. (Stratico: Guglielmotti). V.
Rampegolus (basso lat.),
Rampone.
— Grappino. (Stratico).
— Venez. ant.
Rampegon: ferro uncinato per afferrare le galere. (Sanudo: Corazzini VI 337: plur. Rampegoni nel Chinazzo 745).
—
Rampiconi taglienti (ant.): rampiconi che si attaccavano al capo dei pennoni dei brulotti. (Stratico).
Rampina (Basso lat. sec. XIII). — Bastimento nominato dopo le caravelle, tra quelli mandati contro i Pisani, negli Annali di Caffaro, all'anno 1284, e che doveva corrispondere al Rampi catalano, mentovato anticamente. (V. Jal).
Rampinare. — Grappinare. V.
Grappino.
— Gettare i rampini a bordo del nemico per tirarlo a sé, per legarlo, e potervi salire all'arrembaggio. (Fincati).
Rampino. — Ferro con tre o più uncini, a guisa di piccola àncora senza ceppo. Legato a un cavo si usa per ripescare oggetti dal fondo del mare, o per afferrare un bersaglio od altro galleggiante sotto il bordo della nave. Se di dimensioni maggiori può servire anche per ancorare una imbarcazione. V.
Grappino.
— Aste di ferro terminate da una parte con un anello e dall'altra con 4 o 5 bracci ricurvi che finivano in forma di amo. Servivano per rampinare una nave nemica e trarla a sé. (Fincati).
— Rampini che servono per ancorare le lance, di forma uguale ai precedenti, ma colle punte (Ferri) dei bracci in forma di marre d'àncora. (Fincati).
— Ferro ad uncino che viene adoperato per maneggiare in coperta le catene delle
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ancore, quando si debbono mettere all'argano, prendere il giro di bitta ecc.
— (Ant.)
Rampino d'arrembaggio: grappino a mano usato per l'arrembaggio. (Stratico, III 210). V. Rampino d'abbordo nel Parrilli. Venez. Rampìn.
—
Rampino esplodente: speciale tipo di rampino fornito di una carica di scoppio e di conduttori elettrici per provocarne l'esplosione. Serve in tempo di guerra per rompere i cavi telegrafici sottomarini del nemico.