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Rapporto3. — Rapporto delle aree situate avanti o dietro dell'asse del timone. (Bustico). Anche Grado di compensazione.

Rapporto di riduzione. — Scala della carta marina.

Rappresaglia. — Nel Diritto marittimo internazionale, ciascuna di quelle misure coercitive provocate dalla violazione d'un diritto o da un'offesa, e che consistono in vie di fatto contrarie alle leggi di una guerra onesta, aventi il carattere della vendetta, della rivincita, del costringimento. Costituiscono rappresaglia l'embargo o sequestro di navi mercantili trovantisi nei porti o litorali nazionali, il blocco pacifico, ecc. (Sisto). — Rappresaglie negative: quelle che si effettuano quando uno stato rifiuta l'adempimento d'una obbligazione contratta o impedisce a un altro stato di continuare a godere d'un suo diritto. — Rappresaglie positive: quelle consistenti nell'atto violento d'uno stato, che con la forza attenta al diritto di un altro stato per ottenere la ricognizione di una lesione patita. — Rappresaglia: ciò che si tiene o si prende in compenso di quello che è stato tolto o di danno in qualche modo apportato. (Stratico). (V. Rezasco). Nei secoli XIII-XV funzionava a Venezia un Collegio alle represaglie, di 15 membri. (Mutinelli 346). (Dall'ant. rapprendere « riprendere »; il più raro e ant. ripresaglia da riprendere. Il franc. représaille e lo spagn., portogh. represalia dall'it. rappresaglia: D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 413; Zaccaria, Elemento iber. 346).

Rappresagliare (Term. ant.). — Far rappresaglia. (Stratico). — (Sec. XVII) Sequestrare. Corsini: Almeno almeno si doveva loro rappresagliare il vascello con tutto il suo carico. (Tommaseo e Bellini).

Rapprovigionare (una nave). — Verbo dato dal Corazzini, ma non dell'uso. Oggi Rifornire.

Rari nantes. — Nome di diverse società di nuoto. (Dal latino di Virgilio [Eneide, I 118]: Rari nantes in gurgite vasto).

Rarilo. — Specie di rete detta da posta corrente. (Cannaviello 26).

Rās (Arabo). — Capo; promontorio.

Ras. — Voce data dal Panzini per Rais (capo dei tonnarotti); ma nell'uso vive quest'ultima.

Rasa (Alla ~). — Senza alberi, senza batteria superiore. (Guglielmotti).

Rasa d'àncora (Term. sec. XVI). — Gavitello. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini).

Rasare. — Levare a una nave parte dei suoi castelli e delle opere più alte, e a volte anche tutta la batteria superiore. (Stratico). — Detto dei fondali, vale: rastrellarli. Non si usa. — Del vento: quando solca accosto al rombo d'origine. (Corazzini). Non si usa.

Rasca (Portogh.). — Piccola imbarcazione a 2 alberi. Trabaccolo. — Indica anche una rete da pesca (tramaglio). (Cfr. Schuchardt, Roman. Etymol. II 93, Zeitschr. Rom. Philol. XXVI 408).

Rascetta. — V. s. Raschietta.

Rascheta (Veneto). — Guadello, vangaiola, sibiello: attrezzo da pesca in acqua dolce.

Raschiare. — Fregare una superficie con qualche cosa di ruvido o di tagliente. Consol. mare: Perciocché lo proisso non raschi .., ci averà messi segnali, che lo sospendono. (Tommaseo e Bellini). V. Grattare.

Raschiatoio grande. — Strumento somigliante alla raschietta, ma più grande e con un lungo manico, per raschiare e nettare i fasciami esterni, sott'acqua, delle antiche navi in legno. (Stratico).

Raschietta. — Strumento di ferro con manico di legno, con cui si raschia il fasciame del bastimento, quando si vuol nettare per verniciarlo o per catramarlo di nuovo. Anche Rastietta, Rasiera, Radimadia. (Stratico). V. Raschiatoio grande. — Raschietta doppia: raschietta bipenne. (Stratico). — Raschietta lunga: grappolino (v.). — Raschietta della tromba: raschietta adoperata per ripulire l'interno della tromba. (Stratico). Secondo lo Stratico (III 210) anche Rascetta, che deve rappresentare una venez. Rasseta (da Rassàr « raschiare »). (Cfr. raschietto: Tommaseo e Bellini).

Ràscia. — Panno di lana grossolano,
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usato per banderuole, orli di portelli, calafataggi (Stratico, ecc.). Tinto in nero, è adoperato per foderare la gondola. Venez. Rossa. V. s. Caponèra. Non si usa più.

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